Termina al secondo turno l’avventura di Lorenzo Sonego a Tokyo 2020 nel singolare maschile, infatti il georgiano Basilashvili si è imposto 2-1 sul numero 26 al mondo, per 6-4; 3-6; 6-4. L’azzurro è costretto ancora alla rimonta, ma questa volta, ahimè, la sua grinta non basta e, nonostante sia riuscito a recuperare un break sul 5-3, alla fine cede il servizio fatale all’avversario. Lascia un po’ di amaro in bocca questa sconfitta, considerando le grandi aspettative, ciò non toglie che Sonego possa ancora sperare di indossare una medaglia condivisa con il compagno di doppio, Lorenzo Musetti.
Passa il secondo turno, ancora senza sudare troppo, Fabio Fognini, ormai unico tennista del team italiano ad essere ancora in gioco nel singolare maschile. Fogna piega Gerasimov in soli due set, anche se costretto a chiudere al tie-break: 6-4; 7-6 (7-4). Il tabellone del nostro campione comincia però ad intricarsi e il terzo turno segna sulla seconda casella il nome del russo, numero 2 al mondo, Daniil Medvedev, che ha sconfitto l’indiano Nagal per 2-6; 1-6. Da una parte un talento della terra rossa, dall’altra un campione del cemento, sono queste le premesse. Non lasciamoci ingannare dagli insuccessi del russo al Roland Garros contro Tsitsipas o a Wimbledon contro Hurkacz, rispettivamente ai quarti e agli ottavi, comunque ottimi risultati per un tennista che non ama le superfici rosse e verdi (pensiamo al Master mille di Roma o ad Halle), è lo stesso tennista che dopo aver raggiunto la finale degli Australian Open, ceduta poi a Djokovic, e vinto l’Open 13, entrambi tornei sul cemento, ha poi trionfato a Maiorca (erba). L’esito del terzo turno sembrerebbe già scritto, ma attenzione a non parlare troppo presto, ché super Fogna è esaltato dalle sfide impossibili, tanto che il cuore non può dimenticare Napoli.
Foto: profili instagram ufficiali Fognini e Sonego
