Spalletti: “Mi aspetto un Cagliari organizzato, per lo scudetto ci sono sette sorelle”

Luciano Spalletti ha presentato al Komani Training Center di Castel Volturno la partita di domani sera contro il Cagliari di Walter Mazzarri offrendo diversi spunti interessanti.

Quanto si sta divertendo e quanto le piace il suo Napoli?

“Ad essere noi si sta bene, è bello, stiamo benissimo, ci sentiamo avvolti dall’affetto della città e dei tifosi. Abbiamo la consapevolezza che ci sono dei momenti in cui si possono fare più punti e momenti in cui se ne possono fare di meno. Noi non vogliamo nasconderci da niente, però i candidati alle prime posizioni sono sette club, non vogliamo prendere anche il posto degli altri”.

Quanto sente suo questo Napoli e che margini di miglioramento ci sono?

“È un onore sentire che si parla del Napoli di Spalletti, così come si è parlato del Napoli di grandi allenatori che sono passati. Oltre alle mie qualità ci sono anche quelle dei calciatori, i meriti sono di tutti”.

Che Cagliari si aspetta e che rapporto c’è con Mazzarri?

“Mi aspetto sicuramente un Cagliari organizzato perché lui è un allenatore bravo sotto questo aspetto. Domenica scorsa con la Lazio hanno dimostrato già di sapere cosa vogliono per il futuro e quindi ci vorrà il massimo della nostra qualità. Bisognerà essere squadra, le qualità individuali potrebbero non bastare contro la loro organizzazione”.

Da quando è tornato ad allenare ci sono i 5 cambi, è una nuova frontiera?

“Si, è molto più semplice gestire gli uomini. Se vediamo i numeri ci rendiamo conto che quelli che subentrano fanno la differenza. Con questa nuova regola ci sono i titolari del primo tempo e i titolari del secondo tempo, sono tutti fondamentali. Il turnover è una cosa che faremo in futuro, ora ci sono giocatori che devono entrare in forma. Ci sono dei dati con cui valutiamo i livelli degli atleti e ci regoliamo anche in base a quelli. L’importante è fare partite belle per coinvolgere i tifosi e i calciatori”.

Quale delle altre squadre è più quotata per la lotta al titolo?

“Sono tutte lì, ed hanno tutte le stesse possibilità, poi se si scrive di una piuttosto che un’altra vuol dire che si vuole mettere pressione. Ci sono società come noi che hanno mantenuto l’organico, altre che hanno cambiato e questi aspetti fanno si che non si possa ancora sapere chi ha più possibilità di altri”.

C’è qualcosa che l’ha stupita in positivo da quando è qui?

“La cosa positiva è che i nostri calciatori hanno talento, non si accontentano e cercano sempre il lavoro, la fatica e il sudore per essere più resistenti alla dimostrazione del loro talento. Sento di dover fare i complimenti ai miei calciatori perché si coinvolgono e si stimolano a vicenda tutti, questo è un fattore fondamentale.”

Tra le note positive di questo inizio stagione è che ci sono dieci marcatori diversi, come ci è riuscito?

“Perché ho a disposizione calciatori di qualità, perché si coinvolgono a vicenda e vogliono essere tutti al centro. Hanno voglia di avere tutti gli stessi meriti a fine stagione. Abbiamo un capitano che sa come si svolge questo ruolo, abbiamo Koulibaly che è un comandante che con la sua presenza risolve i problemi in campo, e soprattutto anche fuori riesce ad aiutare i compagni. Anche la società ha i suoi meriti perché abbiamo visto come è riuscita a far tornare Ospina in tempo per la Juventus, sono riusciti a risolvere i problemi in vista del Leicester. Siamo un gruppo tutti insieme”.

Ha notato dei miglioramenti sotto il punto di vista mentale di questo Napoli rispetto allo scorso anno?

“Si, ci sono dei miglioramenti ma l’aspetto più importante è la personalità dei calciatori. Il ruolo del tecnico è anche quello di fare attenzione agli aspetti psicologici della squadra, ma ho giocatori di personalità ed è più semplice anche migliorare la condizone mentale”.

Il Napoli nelle ultime due partite ha travolto gli avversari, cosa è cambiato?

“Niente, abbiamo fatto sempre buone partite, poi ci sono episodi come le parate di Ospina giovedì che diventano come dei gol e indirizzano la partita. Si può sempre migliorare e si deve migliorare, bisogna essere pronti ad ogni situazione, sia nella partita sia nel corso della stagione. Ci saranno momenti in cui potremo essere in difficoltà perché ci saranno capitate delle cose, e bisognerà annusare i pericoli che verranno”.

Il centrocampista deve essere “stoccatore”, chi è nel Napoli lo “stoccatore”

“Di solito lo stoccatore è chi sa tirare da lontano, e noi abbiamo Zielinski, Elmas e anche Fabian ha dimostrato di saperlo fare. Anche Demme quando tornerà farà parte degli “stoccatori”.

Rahmani sta facendo ottime prestazioni, come ha preso Manolas le tre partite consecutive in panchina?

“Manolas ha la personalità per non lasciarsi coinvolgere dall’errore, e lo ha dimostrato subentrando nelle partite. Rahmani è un’arma in più, e se il gruppo è compatto è tutto più semplice”.

Anguissa è stato fondamentale secondo lei nella crescita di Fabián?

“Quando mi hanno parlato di Anguissa non lo conoscevo, ma vedendolo ho capito che in questo contesto le sue qualità avrebbero potuto esaltarsi. Quando ho preso informazioni anche su che persona fosse, al di là del calciatore e soprattutto dopo aver avuto contatti con lui, ho capito che poteva darci una mano, perché è un ragazzo splendido che merita il gruppo del Napoli. È un ragazzo semplice che esegue ciò che gli chiedi, e se sfrutta le sue qualità tecniche ne trae beneficio tutta la squadra”.

Ci sono le condizioni per aprire un ciclo a Napoli per lei?

Non si può fare un discorso a lungo termine perché la differenza la farà come lavoriamo ogni giorno. Bisognerà crescere sempre perché alla crescita non c’è mai fine. Bisogna eseguire e fare bene le cose, non guardare al futuro lontano”.

Come sta Ghoulam?

“Ghoulam deve rientrare, ha voglia di stare nel gruppo, e probabilmente domenica prossima rientra perché ha voglia e serve anche lui”.

Foto: Profilo Ufficiale S.S.C Napoli