Un percorso decisamente in salita. Non ci si poteva aspettare altro in quel di Marigliano, qualche settimana fa, alla lettura della composizione del Girone H. Il girone cosiddetto “pugliese” è la dimostrazione di quanto considerevole sia lo scarto di difficoltà da una categoria come l’Eccellenza ad una come la Serie D, per tutte le squadre neopromosse, anche per la nuova Mariglianese targata Abete. Il progetto biancazzurro, concepito dal patron mariglianese e concretizzato anno dopo anno grazie al lavoro del D.S. Orlando Stiletti e dello staff tecnico guidato da Luigi Sanchez, è sempre stato molto serio e solido ed è proprio grazie a questi valori che la città intera è stata proiettata in una dimensione calcistica per lo più sconosciuta e dalla quale è più facile uscire che rimanere. La Serie D, diventata un obiettivo durante il percorso in Eccellenza dello scorso anno, ora deve esserlo allo stesso modo ma in una misura diversa: non è più una prospettiva da raggiungere ma una realtà da mantenere, opponendo alla sua forza centrifuga le proprie, di forze.
Il gruppo squadra ha tutti i mezzi a disposizione per crescere ed è indubbio che tali mezzi provengano dal suo allenatore, Luigi Sanchez, anch’egli alla prima esperienza in Serie D. L’atteggiamento del tecnico, che si riversa naturalmente sui calciatori, è quello di chi può, deve e vuole solo crescere e, quindi, di umiltà. In un clima come questo non è difficile lavorare anzi, la sensazione è che una parte consistente di questo apprendimento avvenga proprio sul campo durante le partite di campionato. Quel gruppo che, nelle prime due uscite ufficiali, è apparso sempre meno propositivo man mano che il cronometro andava avanti, nelle ultime partite ha assunto, invece, la dimensione di una squadra in crescita e più in palla (anche) nelle seconde frazioni di gara. Un grande problema di queste prime cinque uscite (Coppa Italia compresa) è la mancanza di lucidità in zona gol. L’unica rete segnata finora è stata di Alessandro Varchetta, esperto difensore, autore del gol che ha deciso la trasferta di Rotonda lo scorso 26 settembre. Proprio la difesa, invece, sembra dare sicurezze, con il blocco formato dal classe ’87 ex Real Aversa e da Niko Tommasini. Sono inclusi nella linea di difesa anche gli esterni De Angelis e Peluso – uscito malconcio dalla trasferta di Locorotondo contro il Fasano – molto in palla e sempre imprevedibili in questo inizio di stagione. Il centrocampo e l’attacco, al momento, hanno inciso ancora poco, tuttavia mister Sanchez può contare su degli elementi interessanti in grado di poter accendere la Mariglianese da qui in avanti: Langella, uomo d’ordine in mezzo al campo, Aracri, fantasista della squadra, spesso a supporto della difesa e primo costruttore dal basso. Segnali importanti provengono anche dal classe 2000 Vincenzo Di Dato, ala destra ex Castrovillari, subentrato in occasione della scorsa partita persa contro il Città di Fasano ma tra i più attivi. Di sicuro il calciatore più atteso, e da cui era anche lecito attendersi un’incisività maggiore sotto porta nelle prime gare, era Gennaro Esposito. Il trentasettenne – che sta ancora smaltendo le scorie fisiche figlie delle ultime due annate – è ancora a quota zero gol con la sua nuova maglia ma dalla sua ha il sostegno del tecnico e di un’intera piazza e, di sicuro, darà una grande mano ai biancazzurri.
Il contesto cittadino, costituisce, potenzialmente, una forza di cui la società e il gruppo squadra non hanno potuto beneficiare a dovere e le motivazioni sono, tra loro, tanto diverse quanto problematiche:
- La vicenda stadio, discussa nell’ultimo consiglio comunale, sembra essere giunta ad un nuovo punto di svolta. La Mariglianese, infatti, giocherà la prossima partita contro il Molfetta domenica 10 ottobre alle 15:00 al Santa Maria Delle Grazie ma, per il momento, a porte chiuse. È un primo passo in avanti verso una normalità di cui la squadra ha tanto bisogno;
- Un contesto normale, appunto, in cui far lavorare dei calciatori non può prescindere dalla presenza costante dei tifosi e di un luogo che si possa chiamare “casa”. La Mariglianese ha fatto quattro punti in quattro partite in uno scenario generale difficile come il Girone H della Serie D a cui va aggiunta l’assenza di questo connubio decisivo;
- Il contributo economico dei piccoli imprenditori locali e una vicinanza, anche spirituale, delle istituzioni, sono dei fattori che impatterebbero non poco sull’intera stagione dei Leoni e sull’unità dell’intera cittadinanza in nome del progetto Mariglianese.
Tutte queste forze che gravitano attorno al pianeta biancazzurro necessitano di essere messe a sistema per poter pensare ancora più in grande. Tuttavia, è necessario che alcuni tra questi elementi si concretizzino, specie quelli strettamente legati alle questioni di campo, e lo facciano in vista di un fine positivo. È, però, difficile pensare che quanto accade all’interno del rettangolo verde, in settimana per gli allenamenti e di domenica in campionato, non venga influenzato da ciò che accade fuori.
Fonte foto: pagina ufficiale Facebook della U.S.Mariglianese
