Dopo la sosta per le nazionali c’è un intenso tour de force ad attendere il Napoli. Gli azzurri si apprestano ad affrontare ben sette gare nel giro di ventuno giorni, dunque misurare le forze diventa sempre più una necessità per la gestione del doppio impegno. Per questo motivo i rientri a pieno regime di Mertens, Demme e Ghoulam possono dare una grossa mano a Luciano Spalletti, il quale potrà usufruire di tre elementi di spessore ed avere la possibilità di contare su un organico ampio e con diverse varianti di qualità. Il tecnico toscano in quest’inizio di stagione ha sin da subito attuato un’ottima rotazione dell’intero organico a sua disposizione, concedendo spazio ad ogni singolo calciatore e facendo sentire tutti parte integrante del progetto. L’operato di Spalletti ha sinora avuto effetti determinanti sul collettivo ma anche sui singoli, quindi l’auspicio è che anche Mertens, Ghoulam e Demme riescano a reinserirsi e a rendere al meglio delle proprie indiscutibili potenzialità. In questa fase e ancor di più a gennaio, quando il Napoli dovrà fare a meno di Koulibaly, Anguissa, Osimhen e probabilmente Ounas per la Coppa d’Africa, la profondità della rosa sarà un fattore che può certamente fare la differenza. E se la squadra è prima in classifica e a punteggio pieno dopo sette giornate nonostante alcune pedine importanti che dovevano recuperare da infortuni o raggiungere ancora il top della condizione, ci sono tutti i presupposti per sperare che la costante progressione vista finora vada avanti.
Faouzi Ghoulam ha completato la sua riabilitazione dopo la rottura del legamento crociato rimediata lo scorso marzo, arrivata proprio in un momento nel quale la sua condizione fisica era in costante crescita e in cui sembravano esserci i presupposti per una rinascita dopo il lungo calvario. Parliamo di un calciatore che prima di quel maledetto 1 novembre 2017, giorno in cui ebbe inizio il calvario senza fine con il primo infortunio al crociato, si stava mettendo in mostra come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo ed avviando ad una splendida carriera, poi stroncata all’apice dai continui problemi fisici. Un atleta che non riesce a svolgere la propria attività con una certa costanza da quattro anni rappresenta indubbiamente un’incognita, ma da parte di Spalletti e della società c’è grande fiducia nei confronti dell’esterno algerino e si conta su di lui per provare a sopperire alla carenza di terzini in rosa. Sulle corsie esterne la coperta è piuttosto corta, con Di Lorenzo e Mario Rui che in questo momento sono praticamente indispensabili. Dunque la speranza è che Ghoulam possa essere il “rinforzo” che consegni a Spalletti un’alternativa valida anche in quella zona del campo, mentre in caso contrario sarà necessario intervenire sul mercato nel mese di gennaio. L’augurio è che dopo le tante avversità, il destino possa finalmente concedere a Faouzi la grande occasione che merita di poter esprimere il suo talento e ritrovare pace nel giocare a calcio. Rivederlo ai livelli di quattro anni fa è un desiderio probabilmente irrealizzabile, ma anche un Ghoulam al 60/70% delle sue potenzialità può senza dubbio consistere in un valore aggiunto per il Napoli.
Diego Demme è un calciatore su cui Spalletti aveva deciso di puntare fortemente nel corso del ritiro di Dimaro, immaginando il centrocampista tedesco come un vero e proprio punto cardine del proprio scacchiere tattico. Sin dall’inizio della preparazione estiva si era percepita la stima del tecnico nei confronti dell’ex Lipsia e la sua intenzione di affidargli le chiavi del centrocampo. Ma l’infortunio al ginocchio rimediato in occasione dell’amichevole contro la Pro Vercelli ha costretto il calciatore ad uno stop di oltre due mesi. Demme è stato per diverso tempo l’equilibratore del Napoli di Gattuso, risultando una pedina fondamentale e certamente tra i più meritevoli del trend positivo che la squadra ha avuto nel girone di ritorno della passata stagione. Infatti una colpa imputabile all’ex allenatore azzurro è certamente quella di non aver concesso al centrocampista lo spazio che avrebbe meritato nell’arco dell’intera annata, preferendogli in svariate occasioni, compresa la nottataccia di Napoli-Verona, un Bakayoko che ha tradito le attese. Diego è un vero motorino di centrocampo, pronto a correre su ogni pallone e sempre al posto giusto nel momento giusto, una spina nel fianco per i centrocampisti avversari. Il tedesco si è più volte mostrato un calciatore di una precisione e preziosità rara, un elemento determinante per le sue capacità nel dare equilibrio, fare da collante tra difesa e centrocampo e anche nel conferire geometrie e fluidità alla manovra.
Spalletti successivamente al suo infortunio è corso ai ripari puntando fortemente su Stanislav Lobotka, che dopo le prove più che convincenti fornite nei successivi test amichevoli e nelle prime due di campionato, è rimasto anche lui fermo ai box a causa di un infortunio rimediato in nazionale. Lo slovacco sembrava completamente rinato e si era ottimamente adattato alle esigenze tattiche della squadra, ora è sulla via del recupero e dunque il Napoli ritroverà presto un altro elemento che ha dimostrato di poter fare molto comodo all’interno della rosa. Rinunciare ad Anguissa dopo il suo devastante impatto è molto difficile e presumibilmente la prima scelta resterà lui, ma con i tanti impegni ravvicinati ci sarà spazio per tutti ed inoltre, l’intercambiabilità del reparto potrà permettere agli azzurri di sopperire al meglio all’assenza del camerunense quando a gennaio sarà impegnato in Coppa d’Africa. Tra Fabian Ruiz, Anguissa, Zielinski, Demme, Lobotka ed Elmas c’è davvero l’imbarazzo della scelta per Spalletti, che tra l’altro ha la possibilità di variare tra 4-2-3-1 e 4-3-3.
Dries Mertens ha svolto un’intensa riabilitazione dopo l’operazione alla spalla a cui si è sottoposto lo scorso luglio ei l suo ritorno era sicuramente il più atteso. Il belga in questi mesi avrebbe perso ben cinque chili e la sua condizione fisica sembra ottima. “Ciro” è molto determinato e da parte sua si percepisce una voglia matta di dare un prezioso apporto alla causa azzurra, di tornare a fare gol per la maglia con cui ha scritto un pezzo di storia a suon di record e di mostrare a tutti che può ancora fare la differenza, soprattutto agli scettici che lo stanno dando troppo presto per finito. L’obiettivo è averlo al top entro gennaio, quando dovrà fare le veci di Victor Osimhen che sarà assente per circa un mese per disputare l’ormai famosa Coppa d’Africa. Non ci sono dubbi sul fatto che Mertens rappresenti un elemento determinante per la squadra, sotto un aspetto sia tecnico che carismatico. Le sue doti di leadership all’interno dello spogliatoio sono fuori discussione e bisogna sempre ricordare che si parla del miglior marcatore della storia del club con la bellezza di 135 reti siglate. Ora c’è tanta curiosità su come Spalletti deciderà di gestirlo, il tecnico nei suoi riguardi dichiarò “A quelli come Dries il posto o gli si trova o lo si crea”. L’Osimhen devastante visto in quest’inizio di stagione è completamente inamovibile, dunque la collocazione più frequente per Mertens sarà con ogni probabilità quella nel ruolo di sottopunta proprio alle spalle del nigeriano. Mentre nel mese di gennaio ovviamente, il fiammingo tornerà ad agire stabilmente da centravanti in attesa del rientro del numero 9. Il numero 14 può essere un arma importantissima per questo Napoli, con la sua qualità ed i colpi di di genio di cui è capace può certamente dare ulteriore imprevedibilità ad un reparto offensivo ricco di risorse.
Foto: profilo Instagram Dries Mertens
