Nella serata di ieri è andata in onda, in diretta su Facebook, “Palloni Sgonfiati”, format della testata giornalistica Sport Campania. Tra gli Ospiti della trasmissione c’era il tecnico della Mariglianese Luigi Sanchez che ha fatto il punto sulla scorsa partita di campionato persa contro il Gravina, sul nuovo acquisto Ragosta e, in generale, sul lavoro dell’allenatore. Ecco le sue dichiarazioni:
Sull’influenza dell’arbitraggio nell’economia del risultato finale di Mariglianese-Gravina:
“In occasione dell’espulsione di Faiello, si vede chiaramente che la gamba del calciatore del Gravina va sull’uomo che non può dunque saltarlo. Non ci sono gli estremi per la simulazione. Faiello è giovane ma ne ha di partite in Serie D e non aveva nessun motivo per simulare. L’arbitro avrebbe dovuto avere un po’ di buon senso. Ti rendi conto che l’arbitro va in confusione nel momento del rigore. Anche se va contro i miei interessi, devo dire che il contatto che ha portato al rigore in favore della mia squadra io non lo avrei fischiato. È probabile che abbia compensato l’errore precedente dell’espulsione, ma così ha sbagliato due volte. Dispiace per il direttore di gara, si vedeva che era offuscato. Ha sbagliato ma noi spesso sbagliamo più degli arbitri. Certi errori arbitrali, però, in questo girone si pagano. Tuttavia al Presidente non devo sottoporre l’errore arbitrale a motivo della sconfitta, semmai abbiamo sbagliato noi a non aver tenuto palla al 95’ sulla bandierina per difendere il pareggio”.
Sul nuovo acquisto della Mariglianese Arcangelo Ragosta e sulla sua coesistenza con Gennaro Esposito:
“Ragosta è fermo da un po’ di tempo per ragioni personali ma cercavamo un calciatore della esperienza che potesse aggiungersi ad Esposito, Varchetta e Tommasini. La nostra scelta di puntare su Ragosta mira a responsabilizzare i giovani, che non crescono guardando l’allenatore ma i propri compagni. Per noi questi esempi sono troppo importanti. Arcangelo Ragosta può coesistere con Gennaro Esposito, è necessario, però, che tutti alle loro spalle diano il massimo”.
Sul mestiere dell’allenatore:
“Il calcio, in alcuni casi, è molto semplice: c’è una squadra superiore all’altra e per quanto i calciatori si possano sforzare dando il massimo per sessanta minuti, se gli altri sono più forti alla fine emergono e vincono la partita. Spesso le società esonerano gli allenatori perché non accettano questa regola fondamentale del calcio. Nel bene e nel male sono i calciatori a fare la differenza, perché sono loro che fanno gruppo. L’allenatore può essere quanto più originale è possibile, può copiare schemi tattici e cercare di riprodurli in allenamento, ma poi bisogna andare nello specifico, spiegare il tutto. Il calciatore ingenuo si innamora subito del nuovo schema ma quello esperto ti chiederà spiegazioni su come quello schema possa funzionare in caso di pioggia o di un campo in condizioni d’erba diverse. Leggo notizie di certi esoneri come quello di Squillante a San Giorgio – e nessuno può sognarsi di vincere quanto lui – oppure del mio amico Francesco Diana a Vitulazio e in quel momento mi viene voglia di non allenare più perché mi rendo conto che la situazione è grave, soprattutto nel secondo caso, quando c’è un ragazzo giovane e preparato. A Marigliano mi considerano un Dio. Il tempo di perdere altre due partite e sarò uno dei tanti. Il calcio è una ruota, oggi capita a me e domani a te”.
Fonte foto: pagina ufficiale Facebook della U.S. Mariglianese
