Alla vigilia di Napoli-Atalanta, gara valida per la sedicesima giornata di campionato, che si disputerà domani alle 20:45 al Diego Armando Maradona, ha parlato Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha fatto il punto sulla condizione fisica suoi calciatori e sulle loro motivazioni, su alcune individualità all’interno dello spogliatoio e, infine, si è soffermato sul suo rappporto con il tecnico dell’Atalanta Giampiero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni:
Ha sempre parlato di rosa lunga, ora però ci sono tantissimi infortuni. Come si fa?
“Bisognerà scegliere tra quelli che rimangono. Ciò che è fondamentale è stare uniti, a protezione della squadra che ha già dimostrato nelle difficoltà quanto ha a cuore questa maglia. E gli si vede quotidianamente a tutti gli allenamenti. Non c’è miglior occasione di questa per dimostrarlo. Ogni tanto scherzando a qualcuno che rimane fuori mi succede di dire ‘Guarda che prima o poi ti faccio giocare’, visto che sono pronti a mettere in pratica le proprie qualità. Ora ecco arrivato il momento e non c’è situazione migliore di questa per vedere se ci si lascia spaventare oppure si vuole andare a trovare nuove energie e nuove risorse. Quello che diventa fondamentale è che abbiamo ben impresso nella testa, come un chiodo fisso, che noi siamo il mezzo per raggiungere felicità nostra e quella di tutte le persone che ci stanno vicino e che ci vogliono bene. Quando tocca a noi è il momento di far vedere che si ha questo potete e che si riconoscere di avere questo potere”.
Arriva l’Atalanta in quello che si preannuncia uno scontro diretto per lo scudetto.
“Si passa da un eccesso all’altro. Noi possiamo stare al vostro fianco quanto volete, però non siamo dei polli. Siamo partiti per degli obiettivi ben chiari, tutto il resto lo vedremo strada facendo. Vedremo che tipo di viaggio saremo in grado di portare avanti. L’Atalanta è un cliente scomodo, molto scomodo, perché è costruita bene. Quando parliamo di rosa forte per quanto riguarda noi è perché io lo dico, mentre qualcun altro non lo dice ma pure lui ce l’ha. Se si va a vedere l’aspetto della copertura doppia di tutti i ruoli sono meglio di noi. Noi abbondiamo in avanti, ma se si parla di completezza di squadra noi siamo a posto ma ci sono molte altre che sono più a posto di noi. L’Atalanta è una squadra completa, tosta, che sa bene dove vuole andare. Noi abbiamo delle caratteristiche che le possono creare dei problemi, bisogna vedere come si riesce poi a pilotare la partita. O la conduci o diventi un passeggero della partita, monti sopra e ti portano in giro per il campo loro. Questo non dobbiamo farlo perché se sei passeggero dell’Atalanta può portarti a sbattere dove vuole”.
Qual è il suo stato d’animo dinanzi a quest’emergenza e dopo la sua squalifica?
“Sempre lo stesso. Io sono convinto di avere delle potenzialità di squadra, però facciamo un passo alla volta. Faccio fatica a sopportare la squalifica perché non posso stare accanto alla mia squadra. Però c’è da fare una riflessione. Io spendo tempo nelle riunioni a dire che comportamento dobbiamo avere in campo e in panchina, non solo ai calciatori ma anche ai massaggiatori, ai dottori, ai magazzinieri e tutti quelli che compongono la partita. Io chiedo ai miei calciatori di comportarsi in un certo modo, di saper accettare un errore arbitrale, di non cadere nelle provocazioni degli avversari. Errori arbitrali come gli errori che possono fare io quando sbaglio una sostituzione o altro. Per questo dovrò pagare la multa alla squadra. Quando io chiedo una cosa alla squadra e loro non lo fanno gli si fanno le multe, stavolta tocca a me pagare loro. Bisogna trattenersi, anche quando accade qualcosa che ritieni ingiusto. Il fatto di star fuori davvero mi disturba e mi dispiace perché a me piacere vivere la partita da dentro, anche nelle complicazioni. Per quanto riguarda gli infortunati, poi, succede così. Con queste partite così ravvicinate ogni partita è un viaggio verso l’ignoto, non sai cosa ti succede. Il risultato di 2-0 non ti mette al sicuro perché poi magari gli altri cambiano cinque uomini e diventa un’altra partita. Siamo sotto tempesta tra infortunati e positivi al Covid. Se ti tocca metter dentro dei calciatori che tre giorni fa hanno avuto il Covid diventa difficile poi riuscire ad avere una risposta come ti aspetti. Allora ancora di più gli si fanno i complimenti ai calciatori per la disponibilità”.
L’Atalanta pressa alto, bisognerà girare palla velocemente come con la Lazio. Ha fatto un po’ male il pari col Sassuolo dopo 60′ su quei binari?
“E’ quello che tentiamo di fare, tenere palla e portarla sul nostro binario. Dovremo gestire la maggior parte della partita, se la gestiscono gli altri ti portano ad essere sparpagliati perché hanno ampiezza nella gestione, sin dall’uscita, ti creano un aggiramento sinistra e destra e poi la chiudono in molti al centro, sulle palle alte sono bravissimi a chiudere in area con la loro fisicità e forza. Se loro gestiranno molto palla, sarà inevitabile soffrire le loro caratteristiche. Abbiamo tentato anche negli ultimi 30′ col Sassuolo, ma non ci siamo riusciti per diversi motivi, ma soprattutto quando abbiamo recuperato palla non creando offensiva e accontentandosi”.
Demme e Politano hanno i 90 minuti?
“Vanno fatte delle valutazioni. Si porteranno dentro le possibilità scientifiche che abbiamo, ma significherebbe dare altre indicazioni di formazione, ma Gasperini è già bravo a capirle, questa teniamola per noi “.
Quanto sarebbe importante avere un Maradona come quello visto con la Lazio?
“Lo stadio diventa fondamentale. Ho parlato qualche volta con De Laurentiis e lui è molto disponibile. Quando si vive lo stadio bisogna comportarsi bene perché è un luogo importante e bisogna soprattutto andare a prendere quelle cose che ci fanno divertire, che ci danno la possibilità di avere un sostegno da tutti e concederlo a tutti. In società stanno lavorando anche per questo. I calciatori ne beneficiano, ma anche quelli fuori che vedono ai bordi le partite sanno che il nostro stadio pieno può dare un contributo notevole”.
Juan Jesus è pronto a sostituire Koulibaly?
“È facile perché io lo conosco da diverso tempo. La cosa più significativa è come viene accolto quando un calciatore entra nello spogliatoio. Già si è fatto apprezzare per le qualità e la persona negli anni precedenti, tutti nel nostro mondo ne parlano bene. E poi ha esperienza, forza da vendere, conoscenze. È chiaro che farsi trovare pronto è quello che fa la differenza per quelli che hanno giocato meno ma ha tutte le caratteristiche per svolgere i compiti in maniera precisa”.
Mertens nelle ultime partite è tornato quello di un tempo.
“Domani sarà il capitano, per cui è quello che deve darci una mano e indicarci la strada. Chiedete a me di Mertens? Ditemelo voi, voi l’avete visto bene chi è Mertens, io l’ho apprezzato da fuori”.
Quanto servirà l’esperienza fatta con Torino e Verona che hanno caratteristiche simili?
“Ora ci sono molte squadre con queste caratteristiche, questo modo ad uomo, ti vengono a bacchettare da qualsiasi parte. È un mezzo importante per allenarsi, io sono convinto che può aiutare la squadra, il confronto individuale aiuta se lo affianchi all’altro. Dentro l’allenamento lo smanacchio è perfetto, ti alza il livello delle sfide individuali di cui si parla, impari ad andare più forte sull’uomo, poi anche se giochi a zona vai più forte sull’uomo nella tua zona. Loro su questa hanno vantaggi ma poi è la costituzione fisica che fa la differenza, tra loro è difficile trovare uno sotto il 1.90″.
Quanto sarà importante la fase di nessuno, come la chiama lei?
“Un calcio di rinvio è una fase di nessuno, non di possesso o non possesso. Su un lancio di 30 metri non sai chi lo gestirà, pure dalle rimesse, la batte una e la gestisce l’altra squadra, ci sono i duelli, o a 5 metri per aria non sai a chi andrà. Quello fisicamente più piccolo può avere comunque forza o aggressività, non conta la stazza che si mette, ma la forza”.
Gasperini miglior allenatore del mese, cosa le piace del suo calcio?
“Tutto, l’ho visto allenatore, sono andato a cena insieme, lo conosco, è stato uno dei primi su questa strada diversa come impostazione e abbiamo visto in questi anni dove ha condotto l’Atalanta”.
A questo punto della stagione si sarebbe aspettato di trovarsi in testa?
“Nel calcio ogni viaggio è sempre verso l’ignoto. Noi addirittura abbiamo buttato via alcune possibilità di avere una situazione anche migliore. Quello che abbiamo ottenuto è meritato e l’ho detto alla squadra. Noi dobbiamo sapere bene che abbiamo fatto un buon calcio, tanti risultati e che abbiamo una buona classifica…”.
Lavorerà sulla testa vista la situazione complicata?
“I calciatori hanno molte soluzioni. Vengono accreditate a me, ma sono le loro. A me non piace quando vogliono metterti uno psicologo vicino, anche se andrebbe a toccare meglio le corde perché è il loro mestiere. Ma fa parte anche del mestiere dell’allenatore. Bisogna fare tutto con le giuste dosi altrimenti si rischia di andare a creare un fardello nella testa ai calciatori che poi può pesare troppo”.
L’Atalanta può vincere lo scudetto? Domani è favorita?
“È una squadra che può lottare per lo Scudetto, come quelle del condominio di cui parlavamo. Non me ne frega niente invece di chi è favorito, a me interessa che la squadra provi a vincere la partita perché ne sono capaci”.
Il palleggio può essere la strada giusta anche domani?
“È ciò che abbiamo detto, ma non cambia molto cambiare un uomo nella squadra. Diventa fondamentale il settore centrale. Il possesso palla nello stretto può fare la differenza”.
Come sta Ounas?
“Il calciatore è pronto. Mi è dispiaciuto non averlo a disposizione in questo periodo, sarebbe entrato nel finale di partita col Sassuolo se non si fosse fatto male Koulibaly. Sarebbe stato l’arma giusta in quel momento perché lui ha forza e non si fa montare addosso”.
I tagli centrali di Insigne e Mario Rui possono essere un’arma per contrastare i duelli uno contro uno?
“Questa è una cosa che fanno un po’ tutti venendo in mezzo al campo”.
Fonte foto: pagina ufficiale Twitter S.S.C Napoli
