Il primo trofeo della rinascita post-fallimento. La notte magica dell’Olimpico e la grande festa in città

Il 20 maggio è una data memorabile per tutti i tifosi del Napoli, perché 8 anni fa, il 20 maggio del 2012, il Napoli vinceva la quarta Coppa Italia della propria storia e il primo trofeo dell’era De Laurentiis battendo in Finale la Juventus di Antonio Conte allo Stadio Olimpico di Roma, in quella che fu, per i bianconeri l’unica sconfitta stagionale.

Gli azzurri tornavano a vincere un trofeo dopo 22 anni dall’ultima volta, ovvero la Supercoppa Italiana del 1990, vinta sempre contro la Juventus con un sonante 5-1. Quello del 2012, era il Napoli di Walter Mazzarri, che trionfò in Coppa Italia al termine di una stagione lunga, intensa ed emozionante. L’epoca “mazzariana” ha regalato tante soddisfazioni, emozioni ed è nel cuore di tutti i tifosi azzurri, in quel quadrennio il Napoli ebbe una crescita esponenziale e diventò grande tornando ai vertici dopo anni di sofferenza. Protagonisti assoluti i “3 tenori” Hamsik, Lavezzi e Cavani, ma fu anche il tecnico di San Vincenzo ad avere dei grossi meriti, dando alla squadra un’ottima quadratura tattica capace di imbrigliare qualsiasi avversario.
Il Napoli di Mazzarri si contraddistinse per la sua grande anima, grinta, voglia di lottare e di non mollare mai, infatti in quelle quattro stagioni sono state tante le vittorie al cardiopalma, con rimonte incredibili e gol nei minuti finali.

La stagione 2011/2012 è molto ricordata anche per le prime grandi notti di Champions League e per l’indimenticabile superamento del girone di ferro contro Bayern Monaco, Manchester City e Villareal, prima della sfortunata eliminazione agli Ottavi di Finale, arrivata ai tempi supplementari allo Stamdford Bridge contro il Chelsea poi Campione d’Europa, dopo che gli azzurri si erano imposti per 3-1 nella gara d’andata al San Paolo. Quell’eliminazione fu un grande rammarico, soprattutto pensando al salvataggio di Ashley Cole su Maggio che negò agli uomini di Mazzarri il gol del 4-1 nella partita d’andata; ma a prescindere fu una grande Champions League quella giocata dal Napoli, che riuscì a superare un girone nel quale in tanti lo davano per spacciato e a giocarsela alla pari con compagini dall’altissimo tasso tecnico e con maggiore esperienza in campo internazionale. Difatti a fine stagione il Chelsea fu Campione d’Europa, il Bayern Monaco finalista e il Manchester City Campione d’Inghilterra.

In campionato gli azzurri persero qualche punto di troppo, anche a causa dell’inesperienza della squadra nel gestire il doppio impegno e non andarono oltre il quinto posto in classifica, pur lottando fino alla fine per un posto nella successiva Champions League. Non fu confermato quindi, il piazzamento al terzo posto dell’anno precedente, che era valso l’accesso alla massima competizione europea dopo 21 anni dall’ultima volta.
L’avventura in Coppa Italia inizia al San Paolo il 12 gennaio del 2012 agli Ottavi di Finale contro il Cesena, il Napoli va in svantaggio nel primo tempo a causa di un’ingenuità dell’esordiente Edu Vargas, ma nella seconda frazione di gioco il gol di Edinson Cavani e quello di Goran Pandev su calcio punizione ribaltano il match e regalano il passaggio del turno e una vittoria meritata per quanto visto sul rettangolo di gioco.

Ai Quarti di Finale l’avversario è l’Inter, si gioca nuovamente in gara unica al San Paolo in una serata molto fredda, ma a scaldare i cuori dei tifosi presenti sugli spalti è una grande vittoria dei partenopei per 2-0 con una doppietta personale di Cavani, che arriva a quota 51 gol segnati in maglia azzurra. Il Napoli offre una prestazione di alto livello e ha il predominio della gara quasi per tutti i 90 minuti, i gol entrambi nella ripresa, il primo su calcio di rigore e il secondo a conclusione di una grande giocata, con la quale “El Matador” scarta portiere e mezza difesa interista, chiude i giochi e corre ad esultare sotto la Curva B tra il San Paolo in tripudio. Con questa vittoria la squadra di Mazzarri, compie un passo decisivo verso la Finalissima, eliminando una tra le maggiori pretendenti alla vittoria della competizione.

In Semifinale ad aspettare il Napoli c’è la doppia sfida contro il Siena, all’epoca formazione molto ostica da affrontare, soprattutto in trasferta. Infatti nella gara d’andata in Toscana arriva una sconfitta per 2-1, dopo che Cavani e compagni nel corso della gara si sono trovati addirittura sotto di due gol. Ad accorciare le distanze è una autorete; tuttavia è una sconfitta piuttosto sfortunata per gli azzurri, che meritavano quantomeno il pareggio, considerate le diverse palle gol create. Ma in vista del ritorno a Napoli c’è fiducia e ci sono tutte le possibilità per poter ribaltare la situazione. E in un San Paolo pieno, con 60.000 spettatori presenti, il Napoli batte 2-0 il Siena e ottiene il pass per la Finale dell’Olimpico contro la Juventus. I partenopei entrano in campo con grande determinazione, dominano, giocano un gran calcio e vincono in scioltezza risolvendo la situazione nella prima mezz’ora; il gol del vantaggio arriva sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto dal Pocho Lavezzi e spedito in porta dalla deviazione di Vergassola, mentre il raddoppio è firmato dai “3 tenori” , che costruiscono un’azione spettacolare in contropiede: Cavani stoppa il pallone a centrocampo e parte, serve Lavezzi che a sua volta cambia gioco verso “Marekiaro” Hamsik che crossa magistralmente in area verso il centravanti uruguaiano che capisce tutto, colpisce di testa e segna.

In vista del big match contro la Juventus all’Olimpico di Roma, l’entusiasmo è tanto e i 30.000 biglietti messi a disposizione per i tifosi del Napoli vengono polverizzati in pochissime ore. La mattina del 20 maggio 2012 supporters azzurri provenienti da Napoli e da tutta Italia, chi in auto chi in pullman, invadono la Capitale. Si entra sugli spalti già quattro ore prima del fischio d’inizio e inizia subito lo spettacolo a suon di cori. Il calore e la passione dei napoletani che occupano Curva Nord e Tribuna Tevere, fa pulizia alle orecchie dei sani principi dello sport, sovrastando il tentativo dei tifosi juventini di farsi sentire intonando quei classici cori parte del loro stile, che neanche meritano la menzione del proprio contenuto. Intanto a Napoli una folla oceanica invade via Caracciolo, dove viene posizionato un maxischermo per l’occasione, milioni di tifosi azzurri, chi a via Caracciolo, chi sugli spalti dell’Olimpico, chi altrove, tutti uniti verso un unico sogno.

Mazzarri schiera il suo classico 3-5-2 con: De Sanctis – Campagnaro, Cannavaro, Aronica – Maggio, Dzemaili, Inler, Hamsik, Zuniga – Lavezzi, Cavani. La gara inizia e il Napoli, spinto dal tifo incessante dei propri sostenitori, affronta il proprio avversario sin da subito con grande personalità, giocando ad altissimi ritmi e lottando su ogni pallone. La prima frazione di gioco si conclude 0-0 con occasioni da una parte e dall’altra.

La partita è molto combattuta anche all’inizio della ripresa e con il passare dei minuti si incattivisce sempre di più, la tensione è alle stelle! Ma al minuto 63 c’è la svolta improvvisa, Campagnaro batte una rimessa laterale, Cavani tocca di testa e Lavezzi supera in velocità la difesa bianconera, si impossessa del pallone e viene atterrato in area da Storari, calcio di rigore!! Sul dischetto c’è Cavani, tutti con il fiato sospeso, “El Matador” calcia ed è perfetta la sua realizzazione dagli 11 metri, che porta gli azzurri in vantaggio e un fortissimo boato si espande per l’Olimpico e si unisce a quello di via Caracciolo. Ma la partita è ancora lunga. Gli uomini di Mazzarri continuano a lottare e mantengono il risultato con le unghie e con i denti, la Juve attacca tra i fischi assordanti dei tifosi azzurri, che desiderano la Coppa più di ogni altra cosa. All’82 c’è un contropiede, Pandev serve Hamsik che solo davanti al portiere tira ed è Gooolll!!! Delirio ed apoteosi totale!!! Il popolo partenopeo è in visibilio e finalmente può dare sfogo alla propria esplosione di gioia, ha inizio la festa!! Gli juventini intanto, sconfitti in campo e sugli spalti, abbandonano lo stadio e l’Olimpico è tutto dei napoletani, sembra essersi spostato a Napoli per una sera e parte “O’ surdato ‘nnammurato”.

Dopo il fischio finale c’è una pacifica invasione di campo, la gioia è irrefrenabile e l’emozione non si può descrivere a parole, i bambini e i ragazzi che mai avevano visto la propria squadra del cuore vincere un trofeo, finalmente vedono realizzarsi il proprio sogno provando un’immensa soddisfazione, mentre i più grandi sembrano come tornati ai tempi del grande Diego. Soltanto 6 anni prima si giocava in Serie C, sui campi di Gela ed Acireale, ma dopo la grande soddisfazione di aver giocato la Champions League, arriva anche la vittoria di un trofeo: dalle stalle alle stelle, le stelle che illuminano l’azzurro in una notte magica!! Squadra e tifosi festeggiano insieme un trionfo strameritato. Nel corso dei festeggiamenti in campo, Lavezzi scoppia in lacrime per il suo addio ormai scontato e quindi “El Pocho”, uno dei calciatori più amati ed idolatrati di sempre dalla tifoseria, saluta Napoli da vincitore dopo essere stato decisivo anche quella sera e dopo aver infiammato il San Paolo per cinque anni con i suoi scatti fulminei. Ad alzare la Coppa al cielo di Roma è il capitano Paolo Cannavaro, il secondo napoletano nella storia a vincere un trofeo in maglia azzurra da capitano, il primo fu “Totonno” Juliano nel 1976 quando il Napoli, trascinato da Beppe Savoldi, vinse la seconda Coppa Italia battendo il Verona in finale per 4-0. Quella di Paolo Cannavaro è la bellissima favola di un calciatore d’altri tempi, che ha sempre amato e sognato la maglia azzurra, quella maglia per la quale fu disposto appena cinque stagioni prima, a giocare 1 anno di Serie B nel momento in cui già aveva il posto da titolare in A.

Usciti dall’Olimpico i partenopei, dopo che le celebrazioni in campo e sugli spalti sono proseguite per oltre 1 ora dopo il termine della gara, continuano a cantare a squarciagola tra le strade di Roma dopo averlo fatto per l’intera serata e in tutta Napoli e provincia la festa impazza sempre di più, mentre alla Stazione Centrale si attende l’arrivo dei campioni azzurri. Tornata in città la squadra, riceve tutto l’affetto dei tifosi e viene travolta dall’entusiasmo incontenibile di tutti, i calciatori salgono sul pullman scoperto con il quale girano per le strade di Napoli tra il delirio di una folla oceanica, munita di sciarpe e bandiere azzurre alzate al cielo. Il tutto prosegue fino alle prime luci dell’alba, la grande festa che Napoli e il Napoli meritavano e aspettavano da tempo!!

Felice B. De Martino