Il protagonista azzurro – Victor Osimhen è il ” salva Napoli” nella trasferta di Cagliari

Un Napoli deludente non va oltre il pari a Cagliari e dunque manca l’aggancio alla vetta della classifica. Il rammarico per la ghiotta opportunità sciupata è tanto, ma in fin dei conti va detto che agli azzurri è andata di lusso. Per quanto visto nell’arco dei novanta minuti a doversi rammaricare maggiormente per il risultato di parità è il Cagliari, che obiettivamente avrebbe meritato la vittoria. Napoli che è venuto decisamente meno dal punto di vista qualitativo e che non è riuscito in alcun tratto di gara ad imporre il proprio gioco, soffrendo la fisicità dei sardi e il loro pressing asfissiante.

Alla vigilia sapevamo che sarebbe stata una gara ostica, contro un avversario in evidente ripresa e che si sta giocando punti delicati in chiave salvezza; così come si era ben consapevoli del fatto che le pesanti assenze e le fatiche di Barcellona avrebbero potuto avere serie ripercussioni. La maledizione infortuni si è ripresentata proprio nel momento in cui si sperava di poter finalmente usufruire dell’intero organico, in modo da gestire nel migliore dei modi l’intenso tour de force. Spalletti in un batter d’occhio si è incredibilmente ritrovato quasi alle stesse condizioni dei due mesi precedenti e in terra sarda è stato costretto a schierare una formazione rimaneggiata e sperimentale, valutando la necessità di optare per uno schema di gioco non rodato come il 3-4-2-1. Ma a prescindere da tutte le difficoltà del caso, da una squadra che ha la possibilità di dare una svolta decisiva al campionato è lecito aspettarsi un piglio totalmente diverso. L’atteggiamento visto in campo è ancor più deludente del risultato finale in sè, che comunque lascia il Napoli in piena corsa scudetto. Ciò che maggiormente può incidere in negativo sulla rincorsa degli azzurri al sogno tricolore non sono delle mancanze tecniche nei confronti delle dirette concorrenti, ma proprio le difficoltà nel gestire la pressione di gare di un determinato peso. Considerazione che non è assolutamente frutto di disfattismo, ma che è dettata dalla piena consapevolezza delle grandi qualità di cui questa squadra è dotata e dal conseguente rammarico per le circostanze in cui il proprio potenziale tende a restare parzialmente inespresso. Dunque per il bene del Napoli è giusto evidenziare quegli aspetti su cui c’è da lavorare per continuare a progredire e spianare la strada verso grandi obiettivi.

Per arrivare al traguardo tanto desiderato gli ostacoli da sormontare sono molteplici e in un campionato così equilibrato la forza mentale potrà indubbiamente essere un fattore determinante. Questo Napoli ha tutte le potenzialità per crederci ancora e giocarsela fino alla fine, ma serve più carattere e, considerato che le occasioni in cui non si è dovuto far fronte all’assenza di elementi fondamentali si contano sulle dita di una mano, anche molta meno sfortuna.

Alla Unipol Domus ad evitare una sconfitta che sarebbe stata pesantissima per la classifica e il morale è stato Victor Osimhen, partito dalla panchina dopo i fastidi al ginocchio accusati nei giorni precedenti ed entrato in campo con la determinazione e la fame che avremmo voluto vedere anche negli occhi di tutti i suoi compagni di squadra. Tra un Petagna che ha toccato pochissimi palloni e un Mertens non in giornata, i partenopei sono parsi decisamente inoffensivi creando ben pochi grattacapi alla retroguardia cagliaritana. Non c’è dubbio che il Napoli in questa fase decisiva della stagione necessiti della esplosività ed energia di Victor Osimhen, il quale era preventivabile avesse bisogno di tempo per recuperare la miglior condizione dopo i due mesi di stop. L’auspicio è di rivedere presto il centravanti nigeriano sui livelli devastanti di inizio stagione, quando il suo attacco alla profondità, condito da straripante forza fisica e scatti fulminei, si è rivelato arma letale. Inoltre è destinato ad imporre come suo marchio di fabbrica anche il colpo di testa, visto che le sue doti in elevazione sono sempre più evidenti. Il primo anno e mezzo dell’attaccante in azzurro è stato caratterizzato da tanti intralci che gli hanno impedito di mostrarsi a pieno e di incidere come avrebbe potuto e voluto, ma ora è il suo momento e le ambizioni stagionali del Napoli passano anche per colui che ha tutte le carte in regola per affermarsi come vero e proprio trascinatore.