Pagellone Napoli 2021/2022: i voti di portieri e difensori. Ospina e Di Lorenzo i migliori

La stagione 2021/2022 del Napoli si è conclusa esattamente da una settimana. È dunque tempo di bilanci e oggi inizieremo col soffermarci su un’analisi riguardante il rendimento dei calciatori che compongono la rosa azzurra nel corso dell’ultima annata

Quest’oggi la prima parte dedicata alla valutazione di portieri e difensori, mentre nei prossimi giorni arriverà la seconda parte incentrata su centrocampisti, attaccanti e mister Spalletti.

Portieri

Ospina 8.5 – Sinonimo di garanzia ed affidabilità. L’errore commesso nella trasferta di Cagliari è di fatto l’unica sbavatura di una stagione in cui il rendimento del colombiano ha rasentato la perfezione. Nel corso dell’annata ha collezionato record su record e in campionato ha chiuso con 13 clean sheets e appena 21 gol subiti in 32 presenze, contribuendo in maniera determinante al traguardo di miglior difesa insieme al Milan. Un leader silenzioso in grado di trasmettere la propria padronanza e sicurezza all’intero reparto difensivo, fungendo da guida per quest’ultimo. Garantisce una straordinaria reattività tra i pali e in uscita, il tutto unito alle grandi abilità con i piedi che consentono di far ripartire velocemente l’azione. Caratteristiche di assoluta completezza che fanno di David Ospina un portiere di caratura internazionale. Il club è chiamato a fare tutto il possibile per trattenerlo.

Meret 4.5 – Altra stagione in ombra per l’estremo difensore friulano, confermatosi decisamente non all’altezza del collega. Negli ultimi tre anni il dualismo tra Ospina e Meret è stato uno dei principali temi di discussione in casa Napoli, ma la realtà è che il confronto non regge. I numeri e le prestazioni dell’uno e dell’altro sono la prova di quanto ci sia sostanzialmente un abisso, in termini di esperienza, personalità, affidabilità, caratteristiche e capacità di interpretare al meglio i fondamentali del ruolo. Nonostante sia Gattuso che Spalletti abbiano, giustamente, promosso Ospina come titolare, Meret le sue occasioni le ha avute e molto spesso è parso insicuro e impacciato, non dando mai la sensazione di essere pronto per ricoprire un ruolo di un determinato peso specifico all’interno di una squadra di alto rango.

Marfella S.V – Dopo un’intera stagione trascorsa in panchina, Luciano Spalletti, in occasione dell’ultima gara in quel di La Spezia, ha premiato il classe 1999 di Pozzuoli concedendogli l’emozione dell’esordio in Serie A.

Terzini

Di Lorenzo 8.5 – Imprescindibile. Riprendendo il meritato elogio riservatogli da mister Spalletti, rappresenta la continua evoluzione del ruolo di terzino. In queste prime tre stagioni a Napoli ha vissuto una costante progressione, affermandosi, gara dopo gara, come un terzino di rara completezza, senza dimenticare le capacità anche nell’adattarsi sulla corsia di sinistra in caso di necessità. Un vero e proprio trattore sulla fascia: in fase di spinta è a tratti devastante con numerose sovrapposizioni, in cui abbina tanta corsa e qualità. Dalle sue sgroppate sulla destra nascono molto spesso azioni pericolose, infatti spiccano anche i cinque assist forniti. Molto migliorato anche in fase di marcatura. Se per gran parte della stagione la solidità difensiva è stata tra i principali punti di forza degli azzurri, il merito non è soltanto dei centrali, ma anche della capacità dei terzini, così come dei centrocampisti e degli attaccanti, di sacrificarsi e di interpretare al meglio entrambe le fasi. Inoltre l’ex Empoli si è confermato un instancabile stacanovista, partendo ininterrottamente titolare fino all’infortunio al ginocchio rimediato lo scorso 19 marzo nel match del Maradona contro l’Udinese, che purtroppo l’ha costretto ai box nel clou della corsa scudetto.

Zanoli 6 – Appena è stato chiamato a fare le veci di Giovanni Di Lorenzo, ha sorpreso tutti con una prestazione di grande qualità e sostanza al suo esordio da titolare. In una gara molto delicata come Atalanta-Napoli, ha dato dimostrazione di personalità e autorevolezza non pagando minimamente lo scotto del debuttante. Al Gewiss Stadium è stato protagonista di una splendida discesa palla al piede e di un assist perfetto per Mertens, che è valso il calcio di rigore poi trasformato da Lorenzo Insigne. Il classe 2000 si è fatto ben valere sulla fascia destra per l’intero match, attuando diverse ottime progressioni e dando filo da torcere in marcatura a clienti piuttosto scomodi come Muriel e Boga. Meno entusiasmanti le prove fornite nelle due gare con Fiorentina e Roma, in cui è andato un po’ in affanno con alcuni interventi in ritardo ed errori di posizionamento. Dunque da migliorare la fase difensiva, ma ovviamente fa parte del percorso di crescita di un giovane con poca esperienza. I margini di miglioramento sono ampi e l’ex Legnago merita indubbiamente la permanenza in rosa come sostituto di Di Lorenzo, a cui è abbastanza simile per caratteristiche viste le ottime doti in progressione e la buona tecnica di base.

Malcuit 5 – Poche le apparizioni stagionali per il francese. Ha trovato maggiore spazio a dicembre, ovvero nel periodo in cui Spalletti era alle prese con l’emergenza infortuni e poteva contare su un numero molto limitato di uomini a propria disposizione. Buona la prestazione fornita nel big match di San Siro contro il Milan e da segnalare anche l’assist servito a Mertens nella partita d’andata con l’Atalanta, ma per il resto nulla di rilevante in positivo. L’ex Lille è stato insieme a Meret il principale artefice del disastro di Empoli, commettendo errori marchiani che hanno contribuito in maniera determinante alla clamorosa rimonta dei toscani in quei sette minuti di totale blackout. Terzino di buona corsa ma con limiti tecnici evidenti, è in scadenza e il suo addio è certo.

Mario Rui 7.5 – Tra le maggiori rivelazioni dell’anno. Il terzino portoghese ha trovato una continuità di rendimento inaspettata e che gli ha permesso di diventare un vero e proprio fedelissimo di Spalletti, dopo che per gran parte della scorsa stagione fu relegato in panchina da Gattuso in favore di Elseid Hysaj. L’ex Empoli e Roma, dopo annate costellate da alti e bassi con Ancelotti e Gattuso in panchina, ha vissuto la sua miglior stagione in azzurro insieme a quella del suo arrivo, ovvero la famosa dei 91 punti, in cui si ritrovò tra i titolarissimi dell’undici tipo di Maurizio Sarri in seguito alla rottura del legamento crociato rimediata da Faouzi Ghoulam. Lo stesso Spalletti ha in più occasioni palesato la stima che nutre nei confronti di colui che è arrivato considerare come un titolare inamovibile, nonchè una pedina preziosa, assegnandogli l’appellativo di “professore” per la sua tecnica, intelligenza tattica e il costante sacrificio in campo. Un dato significativo sono anche i sei assist. Durante la scorsa estate, il mancato acquisto di un nuovo terzino sinistro ha destato molte polemiche in virtù della coperta troppo corta sulla corsia mancina. Ma Mario Rui, tra lo scetticismo generale, ha saputo prendersi la responsabilità di ricoprire un incarico piuttosto delicato e che lo ha costretto agli straordinari, considerato che alle sue spalle come terzino sinistro puro c’è stato il solo Ghoulam, il quale da diversi anni è purtroppo impossibilitato a dare un certo tipo di garanzie dal punto di vista fisico.

Ghoulam 6 – Il terzino algerino dice addio dopo otto anni e mezzo. Quando a gennaio, tra infortuni, Covid e Coppa d’Africa, la rosa era decimata, Spalletti si è affidato a lui e il numero 31 si è fatto trovare pronto. Nel momento del bisogno ha risposto presente con grande impegno e dedizione, disputando un’ottima prova nel match di Torino contro la Juventus. In occasione della sua ultima partita in maglia azzurra, Spalletti gli ha reso omaggio facendogli indossare la fascia da capitano. Un tributo indubbiamente meritato per lo sfortunato Faouzi, la cui avventura all’ombra del Vesuvio si conclude con il grande rammarico di una carriera stroncata all’apice dal grave infortunio rimediato in quel maledetto 1 novembre 2017, che segnò l’inizio di un calvario senza fine. Il destino gli si è ritorto contro proprio sul più bello, quando un rendimento sontuoso di prestazioni l’aveva definitivamente consacrato come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. In seguito i problemi fisici non hanno mai smesso di tormentarlo e negli ultimi quattro anni ci sono state soltanto presenze sporadiche. Massima riconoscenza per l’uomo e il calciatore: esempio di appartenenza, etica e professionalità.

Difensori centrali

Rrahmani 7.5 – Dopo le prime tre giornate ha subito superato Manolas nelle gerarchie, prendendosi il posto da titolare fisso. Nella prima parte di stagione la coppia con Koulibaly ha costituito un vero e proprio muro invalicabile, ma le sue prestazioni sono state ottime anche al fianco di Juan Jesus, vedi su tutte in Milan-Napoli. Il kosovaro, come da lui stesso dichiarato, con un colosso come KK al suo fianco ha acquisito maggiore sicurezza e al contempo il senegalese, ha trovato il compagno di reparto perfetto e che gli mancava dai tempi di Raul Albiol, ovvero un regista difensivo in grado di impostare dal basso, dettare i tempi e che lo rendesse maggiormente libero di sfruttare a pieno il proprio strapotere fisico. Il numero 13 azzurro, dopo i progressi evidenziati già nel finale della passata stagione, si è confermato un elemento di assoluta affidabilità e, partita dopo partita, ha compiuto passi da gigante fornendo prestazioni davvero superlative. L’ex Verona mostra grande padronanza con interventi difensivi irreprensibili ed inoltre vanta anche un certo vizio del gol, infatti ha messo a segno ben quattro reti. Nel girone di ritorno, particolarmente nel mese di aprile, il rendimento della fase difensiva ha avuto un calo e c’è stata qualche indecisione anche da parte sua, pensando in primis al sanguinoso pallone perso nell’azione del gol di Cabral in Napoli-Fiorentina. Ma nel complesso la stagione di Amir Rrahmani resta decisamente ottima.

Koulibaly 7 – Spalletti se l’è coccolato sin dall’inizio della preparazione estiva in quel di Dimaro, sottolineando quanto la sua presenza fosse determinante anche all’interno dello spogliatoio e come i compagni vedano in lui un vero e proprio punto di riferimento. Fino al mese di dicembre il rendimento del “Comandante” è stato di altissimo livello, poi l’infortunio e la Coppa d’Africa hanno costretto Spalletti a doverne fare a meno per oltre due mesi. E’ tornato da fresco Campione d’Africa a metà febbraio, ma, come prevedibile, ci è voluto un bel po’ prima di rivederlo al top della condizione. Ogni estate sembra essere sul punto di partenza, ma il suo legame con Napoli è speciale. Dunque l’auspicio è che la società faccia in modo di venire incontro il più possibile alle esigenze di Kalidou e far sì che possa restare come simbolo e capitano di questa squadra.

Juan Jesus 7.5 – Una graditissima sorpresa. E’ arrivato la scorsa estate tra l’indifferenza generale, ma JJ è riuscito perfettamente a trovare la sua dimensione e a calarsi nella realtà. A suon di prestazioni di alto livello si è guadagnato la riconferma con grande merito. Il difensore brasiliano soltanto un anno fa era stato relegato ai margini dell’organico della Roma da Paulo Fonseca, ma, nonostante fosse reduce da appena sedici presenze in due stagioni, Spalletti ha chiesto espressamente alla società di ingaggiarlo e la scommessa è risultata vincente. Juan Jesus si è rivelato un innesto di assoluto spessore da un punto di vista tecnico e anche umano. Durante il periodo di assenza di Koulibaly, ha sostituito egregiamente il senegalese e, partita dopo partita, la coppia con Rrahmani si è palesata ottimamente collaudata. Non a caso, nonostante l’assenza del leader di reparto, il Napoli, nell’arco di tempo che va da inizio dicembre a metà febbraio, ha mantenuto la miglior difesa del campionato. Esempio lampante della grande intesa raggiunta tra coloro che nelle previsioni di inizio stagione dovevano essere rispettivamente la terza e quarta scelta è la prestazione monumentale nella gara vinta contro il Milan a San Siro, in cui entrambi hanno giganteggiato su un certo Zlatan Ibrahimovic. Se prima all’idea di un’assenza di Koulibaly ci si metteva le mani nei capelli, adesso alle spalle c’è un Juan Jesus che costituisce un’alternativa di lusso.

Manolas 4.5 – Ha disputato le prime tre gare da titolare, poi, come scritto prima, Amir Rrahmani gli ha meritatamente soffiato il posto da titolare. A sorpresa, ancor prima dell’apertura ufficiale della sessione invernale del calciomercato, il centrale greco ha firmato per l’Olympiacos. Il greco, in termini di costo, aspettative e rendimento, si può definire indubbiamente uno dei peggiori flop della storia del Napoli. Tra continui problemi fisici e prestazioni non all’altezza, tolte rare eccezioni, non abbiamo mai avuto modo di ammirare il calciatore che nel corso della sua esperienza a Roma si era consacrato come uno dei migliori difensori della Serie A. 

Tuanzebe S.V. – Preso a gennaio in prestito dal Manchester United per rimpiazzare il partente Manolas. Lo spezzone disputato nella gara di campionato contro la Sampdoria e l’esordio da titolare agli Ottavi di Coppa Italia con la Fiorentina, sono state le uniche due comparse. Il classe 1997 inglese è dunque rimasto un oggetto misterioso, trascorrendo i mesi in azzurro tra infermeria e panchina.