Vigorito a Sabato Sport: “La serie A? Non una festa a cui partecipiamo, ma una che organizziamo. La nostra società? Un complesso di dignità ed orgoglio, e su Dabo e gli stadi…”

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, che compie oggi i 91 anni di storia, ieri è intervenuto ai microfoni di Sabato Sport, programma in onda sui Rai Radio 1. Riportiamo le sue dichiarazioni:

Covid? I casi di positività sono rientrati dopo 10 giorni di quarantena previsti dalla legge austriaca rispetto a quella italiana. Tutti con esami negativi. Il Covid ha interessato due ragazzi del settore giovanile e uno solo dei potenziali titolar, gli altri non hanno mai avuto problemi. Dopo qualche giorno i ragazzi stavano già bene. Abbiamo subito optato per gli allenamenti separati, in gruppi, con la possibilità di lavorare su due campi. E’ stato un problema principalmente per le amichevoli, anche di prestigio, che avevamo organizzato.

La scelta di Seefeld? Avevamo prenotato in Trentino, ma per alcune problematiche legate alla capienza in relazione alle norme Covid. Seefeld fu scelto anche dalla Germania per la preparazione agli Europei. E’ Austria, ma è a mezz’ora dall’Italia. Abbiamo voluto dare una normalità, guardando il bicchiere mezzo pieno.

Pippo (Inzaghi ndr) non stacca mai la spina. Si riposa allenando, quando stacca va in stress. Le sue vacanze sono l’allenamento. Cominciamo, guarda caso, con la Sampdoria, come 3 anni fa. In quel caso andammo in vantaggio, ma perdemmo al fischio finale. Speriamo possa andare diversamente.

Riapertura stadi? Siamo stati bravi e fortunati ad andare in serie A e sfortunati come gli altri ad avere il Covid. Giocare tutte le gare d’andata contro le big sarà un grosso danno economico per il Benevento, che si affida molto ai suoi tifosi per spingerci a fare buone prestazioni. Per una tifoseria, che al secondo anno di serie A, avrebbe affollato il Vigorito, è un danno notevole.

Non parliamo, poi, degli effetti economici: avere a porte chiuse il girone d’andata con incassi economici maggiori ci porta ad avere un danno non comune, oltre a non appoggio dei nostri tifosi. Se dovessero essere riaperti al girone di ritorno, a quel punto avremo non il danno economico, ma quello sportivo, disputando gran parte delle gare di fronte ai tifosi dei padroni di casa.

La voce Dabo? Della vecchia esperienza ci portiamo la fiducia in tutto il gruppo del campionato record. La serie A è una cosa diversa. Non è una festa a cui partecipiamo, ma una festa che vogliamo organizzare. Stiamo provando a portare calciatori di qualità, come Lapadula, Caprari e ricordiamo anche Sau, che hanno calcato e che calcano campi di serie A. Questa categoria ci impegnerà duramente e tutti i calciatori presi sono stati scelti fra staff tecnico, Inzaghi e Foggia. Dabo è un nome caldissimo.

Bonaventura? Abbiamo fatto un’offerta molto importante per il calciatore. Parlammo con il suo direttore sportivo e il suo manager. C’è stato un momento in cui era molto vicino. Non ha mai detto di sì, ma non ha mai chiuso le porte. Credo ci siano anche ragioni familiari: il ragazzo si è da poco sposato e ci ha fatto capire che preferiva rimanere più vicino ai suoceri.

L’avessimo scelto tre anni fa forse dovevamo spiegargli dove fosse Benevento, oggi le cose sono un po’ cambiate. Questo grazie ad atteggiamento, alla dignità e alla lealtà con la quale ha affrontato il campionato di B e quello di A. Sentii di qualcuno che ha detto che fosse un onore venire ad arbitrare a Benevento: abbiamo provato ad essere un complesso di dignità e di orgoglio, che non va nella presunzione, ma nella fierezza di partecipare ad un torneo. Questo ti ripaga da un punto di vista di immagine e certi calciatori non rifiuterebbero Benevento.