Saviano, Raffaele Volpe: “ Essere presidente della propria squadra del cuore è un sogno per tutti, ho risposto presente per il bene della maglia. Obiettivi di stagione? La salvezza è speranza concreta. Ai tifosi dico ….”

Alla chiusura della pausa estiva, giunge anche per le squadre del campionato di Eccellenza il momento di tornare in campo. In occasione dell’apertura della stagione 2022-23, il neopresidente Raffaele Volpe della ASC D Saviano, che domenica, 28 agosto, affronterà il Casoria Calcio nel primo turno del Girone E della Coppa Italia Dilettanti, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni.

Cosa significa per te essere presidente del Saviano?

“Ovviamente per me essere il presidente del Saviano è allo stesso tempo un onere e un onore. Soprattutto un onore, perché credo che sia il sogno di chiunque diventare presidente della propria squadra del cuore. Poter realizzare questa cosa è davvero un onore, ma anche un grande onere, perché parliamo di una delle squadre più importanti del panorama dilettantistico campano. Rappresenta un impegno molto gravoso, ma è fondamentale nei momenti di difficoltà potersi assumere anche tanti rischi. Sono consapevole di poter affrontare momenti di difficoltà, ma per il bene della maglia neroverde ho risposto presente anche a quest’appello”.

Ha già dei progetti riguardo la gestione della società?

Non sarò un presidente mecenate, ma un primus inter pares, sono cioè il frontman di una società compatta alle mie spalle, in particolare il presidente onorario Raffaele Carrella, che non ha abbandonato la barca, ma si è messo accanto per suoi impegni lavorativi. Ovviamente, permangono in società tutte le grandi personalità che nella nostra storia, lunga sette anni, hanno sempre fatto bene. Parlo di Franco Tufano, Pasquale Ambrosino, Gerardo Ambrosino, l’ingegnere Mazzocca, Luca Del Vecchio, i fratelli Amato, la famiglia Strocchia, Salvatore Vitale, Paolo Bruscino, il d.s. Tufano, nonché il maresciallo Perretta, al quale va il mio ringraziamento per la logistica, e il segretario Ottavio Benvoluto, anima del Saviano.

Quali sono gli obiettivi prioritari per questa stagione?

“L’obiettivo per la stagione è cercare di valorizzare giovani importanti, perché quest’anno abbiamo varato con mister Belmonte un progetto molto giovane con ragazzi che potranno sicuramente portarci a conseguire l’obiettivo salvezza. Si tratta di una scelta impostaci anche dal “Peppino Pierro”, siccome non ne potremo usufruire a lungo né per gli allenamenti né per le gare, causa restyling della struttura. Ci sono dei costi enormi che dovremmo sostenere sia per gli allenamenti della prima squadra, che si terranno al “Centro Atena” di San Giuseppe, sia per le partite che si disputeranno ad Ottaviano. Tuttavia, nei momenti di crisi si fanno delle scelte che possono risultare delle opportunità, come quella di lanciare giovani, anche perché quest’anno punteremo molto sul settore giovanile, affidato alle cure di Giuseppe Tafuri, con la stessa compagine dello scorso anno: Alessandro Amato, Gennaro Quagliolo, Rossano Gaita e Gennaro Falco”.

Cosa chiedi ai tifosi savianesi, anche a fronte dell’assenza, almeno per qualche tempo, della magnifica atmosfera del “Peppino Pierro”?

“Il pubblico deve avere molta pazienza e capire che quest’anno avrà una squadra di giovani, inserita nel contesto difficile del Girone A. Potranno esserci momenti tosti, difficili, duri da superare, ma la bravura e l’intelligenza dei tifosi dovrà essere quella di starci sempre vicini, anche se giocheremo lontano. Mancherà l’effetto fortino del “Peppino Pierro”, da sempre fiore all’occhiello dei nostri campionati. I nostri tifosi però sono sempre stati eccezionali anche nelle trasferte. Quest’anno dovranno seguirci in massa su ogni campo e farci sentire la loro forza, il loro affetto, il loro amore. Tutti insieme possiamo raggiungere molti risultati. Bisognerà solo avere pazienza”

In virtù dei possibili ostacoli che in cui potreste imbattervi durante la stagione, crede che la salvezza sia una concreta possibilità?

“La salvezza è una speranza concreta, perché abbiamo confermato un allenatore importante come Alfonso Belmonte, che ha sempre saputo lavorare con i giovani. Siamo convinti di non aver allestito un’armata Brancaleone, ma di aver costruito una squadra che, sebbene inesperta rispetto alle blasonate squadre del girone, può comunque dire la sua contro ogni avversario”.