Il personaggio della settimana- Oreste Vigorito: breve viaggio nella carriera del numero 1 sannita

Mentre il Governo e gli organi principali del calcio italiano provano con fatica a trovare un accordo per la ripartenza dei campionati nostrani, torniamo con la rubrica “l’uomo della settimana”, nella quale analizziamo le gesta e i momenti principali nella carriera e nella vita di figure rilevanti della nostra Campania. Protagonista odierno è uno degli uomini d’affari partenopei di maggior successo, salito alla ribalta grazie allo splendido lavoro fatto fino ad ora al Benevento in qualità di presidente: stiamo parlando ovviamente di Oreste Vigorito.

Nato a Ercolano il 2 Ottobre del 1946, cresce insieme al fratello Ciro coltivando insieme una grande passione, ovvero quella per gli affari. Laureatosi prima in giurisprudenza e successivamente in lettere e filosofia, può finalmente dare inizio alla sua carriera imprenditoriale, e nel 1993 fonda ad Avellino l’IVPC (l’ Italia Vento Power Corporation), una società in grado di costruire parchi eolici in ben sette regioni italiane e che gli permette in brevissimo tempo di diventare uno degli imprenditori principali della nostra regione. Diviene noto come “il padre dell’energia eolica italiana” tanto da essere nominato presidente onorario dell’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento); con un fatturato annuo di 250 milioni di euro circa e un patrimonio stimato di 5 miliardi, l’azienda di famiglia va a gonfie vele, ma nella vita del signor Vigorito evidentemente non c’è spazio per l’eccessiva quiete, vuole una nuova sfida e la cerca in un mondo di squali quale è il calcio: insieme al fratello nel 2006 rileva il Benevento, club della sua regione militante in C2, con l’ambizioso obiettivo di portarlo un passo alla volta nell’èlite del football, e fare in modo che il Napoli non debba più essere da solo nel portare in alto l’onore campano nello sport più seguito d’Italia.

L’avventura parte alla grande, e già al secondo anno la C2 viene messa in bacheca con annesso passaggio alla terza serie, dove la squadra è subito competitiva e in paio di occasioni vede sfumare la promozione solamente ai Play-Off, ma improvvisamente un temporale si abbatte sulla squadra e sulla vita personale del signor Vigorito: l’amato fratello Ciro nel 2010 si spegne a causa di una terribile malattia, lasciando Oreste privo di una figura fondamentale tanto nella vita quanto negli affari, nei quali i due si erano sempre avventurati insieme, affrontando gli alti e bassi di questo mondo contando l’uno sull’altro.

Dopo aver intitolato lo stadio alla memoria del fratello, Oreste diventa quindi un uomo in missione: deve realizzare il sogno in comune con Ciro, portare il club in alto come non lo è mai stato; i primi anni sono complicati, la mancanza della figura di riferimento fraterna probabilmente si fa sentire più di quanto si possa pensare, ma con passione, organizzazione e programmazione tutto è possibile, e il progetto sannita improvvisamente riprende a volare: nel 2016 il Benevento vince la C potendo così prendere parte alla serie cadetta per la prima volta nella sua storia, e la squadra si mostra subito incredibilmente competitiva, qualificandosi ai Play-Off e conquistando al primo colpo una clamorosa, storica e impronosticabile promozione in Serie A: Oreste riesce a rendere il sogno realtà, nell’arco di 11 anni fatti di trionfi, delusioni e cambi di proprietà (nel 2015 Vigorito cedette la società per poi riacquisirla un anno dopo), porta il Benevento dalla C2 al calcio dei grandi, ai campi più importanti d’Italia contro alcune delle squadre più forti del mondo, per merito soprattutto della sua determinazione inattaccabile.

L’annata in A è decisamente negativa, la squadra non è all’altezza delle aspettative e nonostante un buon girone di ritorno si piazza all’ultimo posto e retrocede quindi nuovamente in B; è qui che subentra nuovamente la fame agonistica tipica dei grandi uomini d’affari, Vigorito non accetta di perdere così la sfida e l’obiettivo è quello di ritornare in Serie A e questa volta diventandone una realtà di tutto rispetto: nello specifico, lo stesso Oreste dichiara di ispirarsi addirittura alle gesta recenti dell’Atalanta, club che in breve tempo da semplice provinciale è divenuta una delle realtà più esaltanti del nostro calcio, lottando costantemente per l’Europa e guadagnandosi una storica qualificazione in Champions League (impresa che potrebbe peraltro ripetersi anche quest’anno).

Nel 2018/19 fa cilecca, perdendo ai Play-Off contro il Cittadella, ma con l’arrivo sulla panchina di Pippo Inzaghi e un mercato oculato la sensazione è che si stia assistendo alla nascita di un’epoca florida per i giallorossi, che al momento della sosta si trovavano saldamente al primo posto con 20 punti di vantaggio sulla seconda e il matematico ritorno in massima serie distante pochissime partite. Una vita fatta quindi di sfide, la maggior parte vinte, alcune più facilmente altre con qualche scivolone a precedere la gloria, ma se è vero che l’importante non è come si colpisce ma come ci si rialza dopo una caduta, Oreste Vigorito ha senz’altro tutto il diritto di considerarsi un vincente e uno dei raggi più splendenti della nostra regione, pronto ad affrontare con la solita tenacia e voglia di far bene le prossime sfide che attenderanno la sua creatura a tinte giallorosse

Pio Perna