Salernitana, verso la sfida del Maradona: tutte le certezze acquisite e quella sensazione di non partire sconfitti

Arbitri dell’evento più importante del calcio campano degli ultimi 33 anni, con la consapevolezza di non essere una vittima designata: la Salernitana di Paulo Sousa – prossimo avversario del Napoli in quella che potrebbe essere la partita appena precedente la festa scudetto azzurra – ha tutte le intenzioni di rendere questo derby della trentaduesima di Serie A più infuocato che mai.
In attesa di capire con certezza se il Maradona ospiterà il match sabato o domenica, ovvero in contemporanea con la sfida di San Siro tra Inter e Lazio, non resta che focalizzarci sugli aspetti di campo, in particolare per ciò che riguarda i granata.
La Salernitana che il prossimo weekend si presenterà a Napoli ha poco, o addirittura nulla, della squadra affrontata dagli azzurri lo scorso 21 gennaio, sconfitta per 2-0 per mano delle reti di Giovanni Di Lorenzo e Victor Osimhen. Quella squadra, tramortita dall’affaire Nicola – con l’esonero prima e il reintegro poi del tecnico torinese – pur opponendo il suo orgoglio alla capolista, non seppe fermare l’ondata partenopea davanti al pubblico dell’Arechi. A quella sconfitta seguirono poi altre due pesanti battute d’arresto contro Juventus ed Hellas Verona, a decretare il secondo, definitivo, allontanamento della guida tecnica.
L’arrivo di Paulo Sousa ha, senza dubbio, portato una ventata di entusiasmo alla piazza granata, non solo di facciata ma concreta e redditizia, come testimoniato dai risultati e non solo. Alla sconfitta per 3-0 nella gara casalinga d’esordio contro la Lazio, hanno fatto seguito ben otto risultati utili consecutivi: due vittorie nette per 3-0 con Monza e Sassuolo – nell’ultima gara giocata – con in mezzo sei pareggi, talvolta anche illustri. Il bottino di Pauo Sousa non è fatto, però, solo di meri numeri bensì di lavoro, con effetti tangibili: calciatori rigenerati, nuovi leader e un popolo legittimato a sognare in vista della prossima stagione.
Come non farlo, del resto, anche solo dopo una partita come quella contro la compagine emiliana di mister Dionisi dello scorso sabato, nella quale i calciatori della Salernitana hanno dato vita ad una prestazione totale seguita da un tris meritato?
I gol di Pirola, Dia e Coulibaly, la leadership di Kastanos, Vilhena e Candreva, la sapienza mista alla follia del Memo Ochoa e il lavoro di Paulo Sousa, atto a non dare nulla per scontato, come testimoniato dalla scelta di Botheim titolare, in luogo di Piatek, per tenere tutti sulla corda: questi i cardini granata, non solo dell’ultima partita. Il tecnico ex Fiorentina dimostra di aver lavorato in maniera eccellente prima sulla testa e poi sulle gambe e sulla relazione in campo: vedere per credere gli interscambi in occasione del 2-0 contro il Sassuolo messo a segno da Boulaye Dia.
La rosa della Salernitana può vantare, pertanto, una mole di valori tecnici notevole per il campionato che i granata erano chiamati a fare alla vigilia, mirato ad una salvezza tranquilla. Dopo trentuno giornate, risulta già superata quota trentun punti, raggiunta nel campionato scorso, essendo adesso a trentatré, con sette giornate ancora da giocare.
Anche in virtù di questo, la squadra granata che andrà in scena al Maradona non può considerarsi già sconfitta, come testimoniato soprattutto dal percorso che l’ha vista uscire indenne contro compagini come il Milan, in quel di San Siro, e l’Inter, nella sfida dell’Arechi dello scorso 7 aprile. Per il Napoli, perciò, servirà una prova da veri campioni d’Italia, per avere ragione della squadra, oggi più che mai, ad immagine e somiglianza di Paulo Sousa.

Fonte foto: pagina ufficiale Twitter US Salernitana