Napoli Inter, gli azzurri trionfano al Maradona. Spalletti e suoi ragazzi possono ancora superare i 91 punti di Maurizio Sarri

Nella terzultima giornata di campionato, il Napoli affronta al Maradona l’Inter di Simone Inzaghi reduce dal successo nell’euroderby col Milan, che ha consentito ai nerazzurri di approdare in finale nella massima competizione europea.

Il Napoli invece, ormai ha poco o nulla da chiedere a questo campionato, vinto con pieno merito e con netto anticipo. Di sicuro però, la sfida con l’Inter dinanzi ad un Maradona ancora una volta tutto esaurito, regala stimoli e motivazioni che vanno oltre il pure aspetto della classifica.

Ed infatti, la squadra di Spalletti offre al Maradona una prestazione importante, meritando ampiamente la vittoria. Gli azzurri portano a casa l’intera posta in palio(3-1) grazie ai gol di Anguissa, Giovanni Di Lorenzo e Gianluca Gateano. Per il numero 70 azzurro, napoletano e da sempre tifoso del Napoli, si è coronato un vero e proprio sogno, ovvero quello di realizzare il suo primo gol in maglia azzurra nella stagione del terzo tricolore.

Al termie della gara con i nerazzurri, è doveroso celebrare Luciano Spalletti come protagonista del match e non per il risultato finale e l’andamento della gara, ma per quello che ha saputo costruire in questi due anni di Napoli.

Nelle ultime ore infatti, la percezione è che Luciano Spalletti il prossimo anno non sarà più l’allenatore del Napoli. Se ciò dovesse essere confermato, bisognerà soltanto applaudire ed essere riconoscenti al tecnico di Certaldo .

Nel suo primo anno in azzurro, Spalletti ha saputo raccogliere i cocci di quel famoso Napoli Verona e della delusione per la mancata qualificazione Champions. Nel suo primo anno, nonostante alcuni errori di Spalletti e l’intera rosa nel finale di stagione, la squadra ha lottato fino a metà aprile per la vittoria del tricolore ed ha conquistato la Champions con largo anticipo. Ma il lavoro più complesso Spalletti è stato chiamato a svolgerlo nell’estate 2022. Rivoluzione totale in casa Napoli, con le partenze di Insigne, Mertens, Fabian, Ospina, Koulibaly e con gli arrivi di tutti i nuovi calciatori che poi sarebbero diventati campioni d’Italia. Da anno di transizione ad anno da campioni indiscussi: Spalletti nel suo secondo anno a Napoli ha mostrato una squadra, che per bellezza e spettacolo, anche se con caratteristiche diverse, ha ricordato la sua prima Roma.

Questo Napoli però ha dimostrato di essere non solo convincente ma soprattutto vincente, riportando il terzo tricolore all’ombra del Vesuvio dopo 33 anni e approdando per la prima volta nella storia nelle otto squadre più forti d’Europa. Un capolavoro assoluto, avvenuto grazie alla qualità del gioco e alla valorizzazione di calciatori con grandi qualità ma che prima del 4 maggio 2023 non avevano mai vinto un tricolore.

Insomma, indipendentemente dalle scelte di Spalletti col futuro, anche in caso di addio, bisognerà lasciarsi senza polemiche riconoscendo al tecnico toscano l’enorme lavoro svolto in questi due anni.