Esclusiva CNP – Franco Ildebrante, nuova vita alla Viribus: “Voglio portare questa squadra in alto. Ecco perché è durata così poco a Marigliano…”

Quando nel calcio guidano passione e lavoro, lo status e la categoria non sono poi così rilevanti. Il centrocampista Franco Ildebrante ne è una dimostrazione. Una vita passata a decidere incontri sui campi di Eccellenza e Promozione e poi la chiamata dal “basso”, con lo stimolo enorme di guidare un giovane gruppo dove meriterebbe di stare. È successo qualche settimana fa all’ormai ex mediano dell’FC Marigliano, passato dal club granata alla Viribus Unitis 1917 SRT, squadra militante nel Girone C del campionato campano di Prima Categoria. In esclusiva ai nostri microfoni, l’ex calciatore, tra le altre squadre, del Saviano ha raccontato le sue nuove impressioni nel club di Somma Vesuviana e tanto altro. Ecco le sue dichiarazioni:

Com’è nata questa opportunità di entrare a far parte del progetto Viribus?

“Sono stato contattato da un mio amico che è il portiere Antonio Piccolo. Antonio mi ha spiegato che la società aveva bisogno di integrare la rosa per via di alcuni infortuni ma mi ha anche detto delle grandi ambizioni che ci sono in questo progetto. Ho trovato un gruppo giovane, un presidente e una dirigenza ambiziosi. Ho trovato anche molti amici come Giannino e Sepe che erano a Marigliano con me. Mi hanno attirato particolarmente”.

La Viribus di Somma, al momento, è tra la zona play-out e quella dei play-off. È sempre forte l’obiettivo per andare agli spareggi per la Promozione?

“È forte e ci pensiamo. In quattro di noi abbiamo firmato perché convinti di potercela fare. Questa è una società ambiziosa e poi sentiamo molto la sfida di arrivare quanto più in alto è possibile. Qui si sta benissimo e sento che la scelta sia stata facile e azzeccata”.

Tra poco ci sarà un’amichevole proprio con la tua ex squadra del Marigliano. Ci sono emozioni a riguardo e, in generale, senti che poteva andare meglio quest’esperienza nell’FC Marigliano?

“Ritroverò molti amici tra cui Bracale. Di quest’avventura porto con me l’esperienza dello spogliatoio. Per il resto, però, ho passato quattro/cinque mesi difficili. Io mi sono sempre comportato da professionista, indipendentemente dalla categoria. A Marigliano ho ritrovato il mister Minichini con cui andrei ovunque, poi evidentemente sono state fatte scelte differenti anche sul mio impiego in campo. A livello economico non ci è mai mancato nulla, sin dal primo posto. Probabilmente c’era qualche problema al livello di organizzazione”.

Guardando il tuo curriculum, si nota che sei stato in Eccellenza, Promozione e che non sei mai stato in Prima Categoria. Senti la responsabilità di dover dimostrare di avere uno status più alto?

“Io avevo offerte anche dalla Promozione ma non sono andato alla Viribus per questioni di responsabilità o per far vedere qualcosa di diverso dagli altri giocatori. È vero che non ho mai fatto la Prima Categoria ma non è stato per presunzione. Oggi è diverso ma l’applicazione sarà sempre la stessa dimostrata nelle categorie più alte”.

Com’è il rapporto con il mister e qual è la posizione in cui senti di rendere meglio in campo?

“Il mister Checco Ingenito ha fatto la storia, essendo stato un bomber in Serie D. A lui piacciono i fatti. Io sono a sua disposizione mi adeguo nella posizione in cui vuole che io giochi, anche in porta, se vuole. L’importante è fare il bene della Viribus. A me piace tantissimo dettare i tempi di gioco davanti alla difesa e il mio è un ruolo di grande responsabilità in mezzo al campo. Se vinciamo, però, vinciamo tutti insieme e non solo grazie ai miei piedi”.

Qual è l’augurio che fai a te stesso in vista dell’anno nuovo e qual è il tuo sogno?

“Prima di tutto auguro un buon anno a tutta la redazione di Campania Nel Pallone. Mi auguro di portare la Viribus il più in alto possibile poi vanno vissuti i momenti individualmente perciò quello che verrà verrà. L’auspicio però è chiaro: portare questa squadra in alto”.