IL GIORNO DOPO NAPOLI-FIORENTINA 3-0: AZZURRI IN FINALE DI SUPERCOPPA ITALIANA. IL RITORNO ALLE ORIGINI DI MAZZARRI È LA CHIAVE PER LA SVOLTA

Il Napoli batte la Fiorentina con il risultato di 3-0 e conquista l’accesso alla Finale di Supercoppa Italiana, dove sfiderà la vincente della Semifinale tra Inter e Lazio. La gara che ha visto i Campioni d’Italia imporsi sui viola può davvero segnare il tanto agognato punto di svolta della stagione ed è la dimostrazione di quanto ciò di cui il Napoli ha bisogno per ritrovarsi, in questo momento storico, è che Mazzarri faccia Mazzarri. Infatti il tecnico di San Vincenzo è tornato alle origini schierando il 3-4-3 ed il risultato è stato un Napoli decisamente più compatto, ordinato tatticamente, che non ha dato punto di riferimento alla Fiorentina, che ha concesso poco o nulla in termini di palle gol e che, oltre alla solidità difensiva, ha ritrovato anche la concretezza in fase realizzativa. Gli aspetti attraverso i quali passa la guarigione sono proprio i seguenti: solidità e concretezza.

Sicuramente è da apprezzare il tentativo di Mazzarri di riproporre i meccanismi di gioco del Napoli spallettiano, inizialmente si è sperato che questa operazione potesse riuscirgli, ma il campo ha purtroppo dimostrato che il Napoli di Spalletti è un capitolo ormai chiuso. Di conseguenza è giusto che adesso Mazzarri faccia quel che rientra nelle proprie corde.

In chiave futura chiaramente l’obiettivo dovrà essere quello di tornare a giocare un calcio moderno e propositivo, ma ciò che è giusto fare per il presente è proseguire sulla strada stracciata in Napoli-Fiorentina. Del resto, in merito a questo tema, va anche considerato che Mazzarri non è stato il successore di Luciano Spalletti, ma è tornato a Napoli trovando le macerie ed ereditando una squadra demolita tatticamente, atleticamente e mentalmente da Garcia e dal suo staff. Se mister Walter fosse stato l’allenatore del Napoli da inizio stagione, sicuramente la riproposizione dei principi di gioco spallettiani avrebbe avuto una maggiore possibilità di riuscita, visto che ci sarebbe stato modo di proseguire su quella strada con una squadra che non aveva mai smesso di farlo. Partendo da queste premesse, il compito di non stravolgere la macchina perfetta costruita dal tecnico fautore del terzo scudetto e di permettere ai calciatori di proseguire su quella stessa lunghezza d’onda spettava quindi al primo allenatore dopo Spalletti.

Di seguito il video di approfondimento: