Benevento, l’ex Bacary Sagna: “Spero che la Strega possa vincere il derby con il Napoli. De Zerbi? Ecco il mio pensiero…”

Bacary Sagna, ex difensore del Benevento, ma anche di squadre come Arsenal e Manchester City, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Gerardo De Ioanni, capo-redattore di TuttoBenevento, ripercorrendo la storia d’amore che nel gennaio 2018 lo ha spinto fortemente a vestire i colori delle Streghe e a scoprire la bella realtà che già allora il presidente Vigorito lottava per creare nella città del Sannio.

Come ci è finito il Vice Campione d’Europa con la Francia di Euro 2016 a giocare, due anni dopo, al Benevento? Sagna svela i motivi che lo portarono a scegliere le Streghe. “Non avevo messo in preventivo di firmare con il Benevento – comincia il terzino – e andavi a colloquio con il club per una questione di rispetto. A Napoli, però, scoprii soltanto sensazioni positive. Oggi è difficile spiegare bene perché accettai, fu una questione di cuore, di sentimenti. Decidi di assecondare ciò che provavo in quell’istante e rifiutai qualsiasi altra proposta”. Il suo trasferimento, però, è stato determinato anche dallo straordinario rapporto che si è instaurato con il presidente Vigorito: “Mi parlo come un padre parla al proprio figlio e non mi ci volette molto per essere convinto. Mi spiegò quanto sognasse che io vestissi la maglia del Benevento. Mi sentii rispettato come uomo e come calciatore. Avevo bisogno dell’amore di una squadra e lo trovai in quel colloquio, al Benevento e con Vigorito. Questo fu determinante per decidere definitivamente di accettare di giocare per il club”.

Il difensore di origini senegalesi, attualmente svincolato, si è poi soffermato sull’ultima stagione del Benevento e sugli straordinari passi avanti che sta compiendo la società: “Sono assolutamente sicuro che quest’anno ci siano tutti i presupposti per salvarsi. L’inizio del campionato, infatti, promette bene. Peccato solo che si debba giocare senza pubblico, perché è determinante. I calciatori però sono forti e giocano da squadra.” Sul doppio impegno contro Roma e Napoli, squadre certamente di un altro livello, Sagna stupisce: “Il Benevento può giocarsela contro tutti. Lo vedemmo a San Siro. Quando te la giochi, tutto può succedere. Mi piacerebbe se riuscisse a vendicare nel derby contro il Napoli la sconfitta di 2-0 di tre anni fa. L’esperienza è fondamentale in serie A: calciatori che conoscono la pressione di certe gare sono importanti. La differenza con il Benevento di tre anni fa è che ora ci si è allenati tutti e insieme per più tempo. Quell’anno facemmo fatica anche a livello comunicativo, c’era qualcuno che non parlava bene l’italiano. La comunicazione è importante, questo Benevento ha tutto per far bene.”

L’ex terzino, arrivato nel gennaio del 2018, alla corte di De Zerbi, ha pronunciato belle parole su Foggia, Inzaghi e l’attuale tecnico del Sassuolo: “Foggia è un direttore molto dinamico, un uomo che conosce il calcio e questo aspetto è fondamentale per la società e per il gruppo squadra. Conosce, infatti, i sentimenti e le sensazioni che possono provare i calciatori ed è molto vicino al gruppo. Oltre alla sua ambizione, è importante per un calciatore sapere che la società gli trasmette amore.” Su Pippo Inzaghi, invece, che non ha mai potuto conoscere da allenatore, non ha dubbi: “Lo conosco solo da calciatore, ma ho molto rispetto sia per la sua carriera da calciatore sia da allenatore. L’anno scorso ha fatto benissimo, nonostante non fosse in serie A, perché vincere non è mai facile. Da fuori posso dire che dà le giuste motivazioni ai calciatori e per noi è importante sentire che il tecnico sia dalla nostra parte e che ci trasmetta affetto.” Infine, una piccola ma bella parentesi su Roberto De Zerbi, attualmente, come già detto, in forza al Sassuolo e sul parallelismo con Guardiola: “De Zerbi e Guardiola non sono così diversi, anzi. Sono simili nel modo di allenare: gli allenamenti di City e Benevento erano strutturati allo stesso modo. Entrambi gli allenatori chiedono il divertimento, chiedono di giocare senza la paura di dare o di ricevere il pallone. Sono sicuro che è questione di tempo prima di poter vedere De Zerbi allenare un top club. Già in estate lo voleva la Roma, questo è un segno che è pronto per il grande passo”.

Infine, per concludere la bella intervista, non può mancare un saluto al Benevento e la conferma della motivazione dell’addio: “Non rimasi soltanto per motivi familiari. La mia famiglia era a Londra e decisi di scegliere non da calciatore, ma da padre, per potermi riavvicinare a loro. Ringrazierò tutta la vita il presidente Vigorito e i calciatori con cui ho avuto un rapporto fraterno. E ringrazio, infine, la città: Benevento è stata una bellissima parentesi della mia vita”.