Udinese – Napoli il giorno dopo: Rimonta di carattere degli uomini di Conte. La carta Neres risulta vincente e Lukaku fa la sua parte

Non c’erano stati segnali di una vittoria scontata alla vigilia del match avente come scenografia il Bluenergy Stadium di Udine, al contrario la doppia disfatta con la Lazio, alla quale si andava sommando lo sventurato infortunio di una pedina tanto improduttiva negli ultimi tempi quanto notoriamente importante come Kvaratskhelia, e l’irrefrenabile marcia della Dea bergamasca aveva rappresentato una carica abbastanza forte da poter minare la compostezza, se non tecnica quanto meno caratteriale, del Napoli targato mister Antonio Conte.

In effetti, nonostante la macchina azzurra abbia dimostrato di avere tutti gli ingranaggi in regola, la partita ha preso subito una brutta piega, quando una distrazione perdonabile di Lobotka ha concesso all’Udinese di carpire il vantaggio. Il tocco di mano dello slovacco ha mandato al tiro dal dischetto l’ex Marsiglia Florian Thauvin, unico vero protagonista degli uomini di Kosta Runjaic, che già aveva provato ad insediare la porta di Alex Meret con un tiro dalla lunga distanza. Il rammarico è stato tutto dell’estremo portiere azzurro, il quale disinnescata la bomba del francese nulla ha potuto contro la sua seconda conclusione.

Certo, i primi minuti di gioco non sono stati gestiti con il giusto approccio alla gara, dal punto di vista di mentalità e di velocità delle idee offensive, ciò nonostante i partenopei hanno saputo dimostrare un quid in più dal punto di vista dell’aggressività e del controllo del campo. Anche in svantaggio il Napoli ha dimostrato di essere il motore nevralgico dello spettacolo e che l’esito della partita non fosse realmente in discussione, seppur dagli spalti la melodia crescente del coro di cuori azzurri radicati ad Udine restituisse l’apprensione e il timore di un ritorno repentino al declivio dello scorso anno.  

Negli spogliatoi, Antonio Conte ha saputo rivolgersi alla squadra e accendere le fiamme per accelerare il ritmo della manovra offensiva. L’infortunio di Kvara, al di là di giudizi tranchant sull’andamento del georgiano, ha permesso al tecnico pugliese di schierare una carta statisticamente provvidenziale, misurato il rapporto tra minuti giocati e funzionalità tattica, e riscattare il merito di David Neres. La voglia del brasiliano, non tanto di guadagnare la maglia da titolare, piuttosto di divertirsi rivelando i suoi trucchi migliori – il dribbling uno contro uno e i celeri inserimenti negli spazi – ha creato danni perniciosi alla difesa bianconera. Nelle ghiotte occasioni antecedenti allo svantaggio Neres ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale, principalmente d’autore: il colpo di stinco schizzato oltre la traversa avendo intercettato un cross basso e l’azione personale conclusa con un sinistro diagonale sibilante sul fondo. Persino l’azione che ha condotto al pareggio di Romelu Lukaku (49’), che interrompe il digiuno sancito dopo la gara con la Roma, passa per i tacchetti del numero 7, suo è infatti il suggerimento per McTominay, dal quale si dirama l’assist verticale vincente. Infine, appare davvero difficile non apprezzare e rendere merito alla serpentina personale avente come esito il secondo goal, frutto di una conclusione sì fortunata, ma maturata da un’abilità tanto estrosa da pretendere un plauso. Il guizzo finale di Zambo Anguissa conclude con sontuosità una rimonta annunciata dal dominio del gioco.

Il ritorno alla vittoria e la rimonta cospicua mettono in chiaro il processo di crescita dell’organico di Antonio Conte, che pur peccando ancora di cinismo, impara gradualmente a rendersi più pericoloso sfruttando tutte le sue mosse tattiche. A questo punto, essendo sotto gli occhi di tutti il caso Neres, si accresce la frequenza delle domande circa il minutaggio di David Neres e delle richieste di sostituzione con Politano, il cui ruolo è quello naturalmente adatto al brasiliano. A rispondere è stato proprio il tecnico leccese, il quale ha chiarito che Neres potrebbe giocare con maggior frequenza, ma non per forza in assenza dell’esterno italiano. In effetti, Matteo Politano rappresenta una risorsa troppo preziosa per la fase difensiva e di contenimento del Napoli. Il suo lavoro è paragonabile a quello di José Maria Callejon nell’età dell’oro dei partenopei, percorrendo continuamente con costanza di fiato, resistenza nelle gambe e grande coraggio la sua fascia, corrobora il lavoro di terzini dalle caratteristiche offensive. Rimuovere Politano equivarrebbe a giocare in dieci, se si aggiunge il carattere individualistico degli altri esterni in rosa. Presa coscienza della qualità performative altalenanti di Kvaratskhelia, la soluzione ideale per consentire un monitoraggio più attento del calciatore ex Ajax consiste proprio nel far riposare il numero 77, ma la decisione spetta soltanto ad Antonio Conte, che per adesso può dirsi soddisfatto della grande prova di forza e coraggio affrontata con successo dalla sua squadra.

Foto: SSC Napoli.