Che il Napoli stia pagando un evidente calo fisico, dettato da una preparazione serrata agli ordini del sergente Antonio Conte, è evidente a tutti. I tre pareggi maturati contro Roma, Udinese e Lazio sono frutto di alcuni episodi che ne hanno minato il risultato, e gli azzurri non hanno che da recriminare a sé stessi quanto meno per i gol subiti nei minuti finali nella bolgia dell’Olimpico, dipinto sia di giallorosso che di biancazzurro. Prima Angelino e poi Dia – che col Napoli ci ha preso confidenza dopo il gol segnato al Maradona con la Salernitana che posticipò il terzo scudetto – sono stati un piccolo rimpianto per la squadra allenata da Conte, che nonostante gli infortuni s’era portata avanti nelle delicatissime trasferte della Capitale. La scelta di accostare a Lukaku una seconda punta ha dato a Conte una consapevolezza dettata dalla necessità impellente di sostituire l’infortunato David Neres. Se il belga, infatti, non ha brillato particolarmente in fase realizzativa, ha fornito l’assist decisivo per il ritorno al gol di Giacomo Raspadori, che mancava dalla gara casalinga contro il Venezia – decisiva proprio una sua marcatura – dello scorso 29 dicembre. Non sono mancate le piccole disattenzioni difensive, evidenti in entrambe le reti subite dai partenopei, che prima mandano troppo facilmente al tiro Isaksen (che colpisce nuovamente la capolista, dopo la gara di Fuorigrotta), e poi lasciano calciare con troppa facilità l’ex Salernitana, colpevoli di non aver mantenuto serrato il fortino nei minuti conclusivi dell’incontro.
Domani al Napoli tocca fare tappa a Como, ed affrontare nella gara di ritorno quel Fabregas che tanto sta facendo girar bene i suoi undici, nonostante le tre sconfitte prima della trasferta in Toscana. La vittoria per due a zero contro la Fiorentina ha confermato il talento di Nico Paz – sesta rete in campionato – e fatto brillare ancor di più il gioiellino classe 2005 Assane Diao. Lo spagnolo ha messo a segno già quattro reti in sette partite, colpendo Milan, Udinese, Juventus e Fiorentina – non certo le ultime della classe. Sulle ali dell’entusiasmo i padroni di casa vogliono riconfermarsi come spina nel fianco delle corazzate d’alta classifica. Un motivo in più per far bene, oltre alla voglia di perfezionare sempre di più la propria idea di calcio, sono i soli cinque punti di vantaggio sulla terz’ultima Parma, che rendono la sfida salvezza tutt’altro che chiusa. Occhi puntati anche su Patrick Cutrone che, malgrado le 24 partite disputate, ha comunque messo a segno 6 reti, confermandosi insieme a Nico Paz (7.44 di xG) il migliore tra i suoi, un passo avanti sulla percentuale realizzativa (11%) rispetto al trequartista spagnolo (8%). 6 vittorie, 7 pareggi e 12 sconfitte per gli uomini di Fabregas, che in più di una circostanza hanno raccolto meno di quanto meritassero, ma che hanno dimostrato – in trasferte difficili come quella di Firenze, per dirne una – tutta la qualità del proprio gioco e dei propri interpreti.
All’andata terminò tre a uno a favore degli azzurri: il Napoli sbloccò la gara già al primi minuto con la rete di McTominay, soffrendo nei primi quarantacinque minuti col Como che trovò il pari di Strefezza a due minuti dall’intervallo. Nella ripresa un rigore di Lukaku e una rete di Neres (su assist del belga) mise k.o l’undici di Fabregas. Gli azzurri furono bravi a capovolgere l’incontro nella ripresa, passando da un xG di 0.13 ad uno di 1.78, di fatto cambiando marcia ed effettuando il sorpasso decisivo – tuttavia, nel primo tempo il Como batté gli uomini di Conte sulle statistiche, andando alla conclusione 8 volte contro le sole 3 degli azzurri. Tanto possesso per la formazione di Fabregas, a cui Conte decise di lasciare comunque il pallino del gioco sia nel primo tempo che nel secondo tempo, colpendo con la qualità tecnica nella ripresa. Insomma, le premesse impongono la massima concentrazione contro una squadra che, pur avendo meno qualità nei singoli rispetto al Napoli, dispone di più di una freccia al proprio arco per far male. Gli uomini al servizio di Conte hanno bisogno di disputare una gara di qualità e intensità, con l’esigenza (da capolista) maggiore di ritrovare i tre punti e tenere il passo dell’Inter di Inzaghi. Curiosità: Nico Paz e Diao, oltre che di qualità nei piedi, hanno anche centimetri (185) per poter far male su eventuali calci piazzati. Tra Conte e Fabregas sarà un testa a testa interessante, il verdetto al campo.
Come ci arrivano Como e Napoli
Como. Cesc Fabregas potrebbe confermare il 4-3-3 di Firenze o tornare ad un 4-2-3-1, molto dipenderà dalle scelte in fase offensiva. Tra i pali Jean Butez – una sola porta inviolata dal suo arrivo a Como, quella nella trasferta di Firenze. In difesa confermati a destra Goldaniga e a sinistra Alex Valle, ad accerchiare il duo di centrali composto da Kempf e Dossena. Nel caso di una mediana a due il centrocampo potrebbe vedere partire dal 1′ il duo Cunha-Perrone; nel caso, invece, di un 4-3-3 come quello di Firenze, Caqueret chiuderebbe il trio a gestire il pallino del gioco in fase di costruzione. In un ipotetico tridente alle spalle dell’unica punta, Strefezza a destra e Diao a sinistra agiranno insieme a Nico Paz per coprire le spalle di Patrick Cutrone. Non è escluso, però, che col centrocampo a tre Fabregas rinunci a Cutrone per scegliere Nico Paz come terminale offensivo, a non dare punti di riferimento, ad agire da filtro col centrocampo e da collante per innescare le qualità degli esterni.
Napoli. Antonio Conte può sorridere a metà: Spinazzola e Olivera saranno della gara, ma il tecnico salentino perde Pasquale Mazzocchi per una lesione distrattiva del muscolo soleo della gamba destra – con 20 giorni fuori, l’esterno ex Salernitana salterà sicuramente Como, Inter, Fiorentina e Venezia, nel tentativo di recuperare per la sfida casalinga contro il Milan. Nessuna novità nell’inedito scacchiere tattico dell’allenatore ex Juve e Inter, che replicherà quanto visto nella trasferta dell’Olimpico contro la Lazio. Tra i pali Alex Meret. Col ritorno alla difesa a tre, accanto a Rrahmani e Buongiorno, ci sarà Di Lorenzo. Un centrocampo corposo si comporrà di Politano a destra e Spinazzola a sinistra, mentre al centro confermato il tridente composto da McTominay, Lobotka ed Anguissa. In attacco spazio alla mobilità di Jack Raspadori, pronto a dialogare con Romelu Lukaku e ad alleggerirgli parte del carico di lavoro nel reparto offensivo. Interessante il duello sulla catena di destra, con Politano e Di Lorenzo che dovranno contenere il gioiellino Assane Diao, che ha avuto un impatto importante sulla serie A ed è pronto ad insidiare anche gli azzurri.
Probabili formazioni
Como: Butez; Goldaniga, Kempf, Dossena, Valle; Cunha, Perrone, Strefezza, Nico Paz, Diao; Cutrone; all. Cesc Fabregas
Napoli: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Anguissa, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Lukaku, Raspadori; all. Antonio Conte
