L’annata calcistica è ormai terminata e le società si stanno già preparando per programmare la prossima stagione. Questo discorso vale ovviamente per gli allenatori svincolati che si stanno adoperando per trovare una società che punti su di loro. A tal proposito l’ormai ex allenatore dell’Acerrana Pasquale Luiso ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Campania Nel Pallone in cui ha parlato dell’addio alla compagine granata e ha dato indizi sul suo futuro.
Sull’arrivo ad Acerra e sulle 7 gare svolte con il club granata – “Ti dico la verità. Io sono arrivato ad Acerra molto entusiasta a sette giornate dalla fine del campionato. Sapevo che era difficile però ingraziarmi il gruppo visto che era una squadra che stava in piena sintonia con Sannazzaro. Con lui, avevano vinto il campionato d’Eccellenza e avevano fatto buon girone d’andata. Ho trovato una squadra ko a livello morale, erano messi male. Però noi ci siamo messi a lavorare subito e credo di essere sono stato molto bravo a dialogare con tutti loro. Hanno dato tutti il 110%, si sono messi a disposizione e nessuno ha sbagliato una virgola. Abbiamo lavorato tanto in 2 mesi e mezzo, fisicamente non erano messi alla grandissima ma abbiamo risolto il problema facendoli lavorare con uno staff tutto nuovo, scelto da me, composto da persone competenti come l’ex Ercolanese e Savoia Gennaro Iardino, l’ex Victoria Marra e Juve Stabia Gian Paolo Refuto, Nicola Iannotti e Maurizio Morra. I ragazzi erano contenti di fare calcio ed erano entusiasti. Su 7 gare ne abbiamo vinte 3 e persa 1. Abbiamo perso con il Francavilla dominando e perdendo con mezzo tiro in porta, con l’Ischia stessa cosa. Abbiamo perso con il Manfredonia a causa calcio di rigore nei minuti finali. Insomma, abbiamo sempre giocato a calcio. Ho sempre ringraziato tutti. Anche se devo dire che la piazza, nei confronti dei calciatori, era prevenuta e appena perdevamo venivano contestati. I tifosi non mi hanno mai contestato ma con i ragazzi erano un po’ prevenuti. Tornando a noi, siamo stati sul pezzo e ci abbiamo sempre creduto. Su 7 partite nessuno ci ha messo spalle alla porta. Per dirtene una, la squadra con il Nardò perdeva 2-0 ed è terminata 2-2. Quindi, come puoi intuire, sono rimasto ben felice e ben contento dei risultati di queste sette partite, questo è stato frutto anche del fatto che ho messo in pratica qualche scelta che prima non era stata considerata. Qualche giocatore che non aveva visto il campo con me ha giocato e qualcuno l’inverso. Ringrazio comunque tutti i giocatori, che si sono uniti per raggiungere l’obiettivo.”
Sull’addio al club – “Con il club mi sono lasciato in maniera pacifica anche perché con il presidente Guastafierro ho sempre avuto un ottimo rapporto. Mi sono sempre interfacciato con lui perché, nel corso della mia esperienza ad Acerra, non ho mai avuto la possibilità di confrontarmi con il direttore sportivo che, all’epoca, non c’era.”
Sul futuro – “Sì, come qualcuno ha scritto ci sono stati dei contatti con il Nola. A Nola c’è il presidente Langella, che ho avuto ai tempi della Juve Stabia Primavera e che mi ha chiamato ma insomma la trattava non è andata a buon fine perché eravamo distanti su alcune cose. Ovviamente, mi sono arrivate altre offerte, che ancora non si possono considerare tali visto che sono delle semplici chiacchierate informali, con alcuni club professionisti.”
Sulla promozione dell’Avellino – “Sono molto contento per il salto di categoria dei Lupi, l’Avellino merita questi palcoscenici. Sono contento anche per Raffaele Biancolino anche perché lui è partito dalle giovanili e ha saputo cogliere al momento giusto e al modo giusto l’offerta. Io sono fermamente convinto che Avellino, con un pubblico del genere, può fare minimo la cadetteria.”
Sul Girone H – “Questo girone difficilissimo. Purtroppo in queste sette partite non ho incontrato tante big ma solo la Fidelis Andria, che abbiamo battuto 1-0 e che a mani basse è la più forte che ho affrontato. Qui ogni squadra è organizzatissima e dispone di una cornice stupenda mi viene da pensare a Nardò, a Manfredonia, a Nocera, a Casarano.”
Crediti foto: Acerrana 1926
