E sono sei. Con due colpi di testa allo scadere di Gianluca Mancini e Francesco Pio Esposito la Nazionale batte 2-0 la Moldova e ottiene il sesto successo consecutivo nel girone, il quinto della gestione Gattuso. Ma a dare inizio ai festeggiamenti per la qualificazione al Mondiale a quasi 2.500 chilometri di distanza è la Norvegia che, dopo aver faticato per un tempo, a Oslo supera di slancio (4-1) anche l’Estonia e ipoteca il primato del Gruppo I. Impensabile per gli Azzurri, infatti, poter colmare il divario nella differenza reti (+17 per la Norvegia) nella sfida con Haaland e compagni in programma domenica sera a Milano. Nonostante una sola sconfitta, quella all’esordio in Norvegia, e i 18 punti conquistati nelle altre sei gare del girone, l’Italia è di fatto ormai tagliata fuori dalla corsa per il primo posto. E per volare in America dovrà vincere altre due partite a fine marzo in quei play-off già indigesti nel 2017 e nel 2021.
Aveva ragione Gattuso dicendo che a Chisinau non sarebbe stata una passeggiata. Pur comandando il gioco dal primo all’ultimo minuto collezionando decine di palle gol, gli Azzurri hanno infatti sbloccato il risultato solo nel finale. Il Ct ha comunque avuto le risposte che voleva, consapevole che non era facile cambiando tanti interpreti mantenere la stessa identità di gioco: “Non esistono partite facili – le sue parole al fischio finale – ma sono soddisfatto. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, dando minutaggio ad altri ragazzi. Loro non hanno mai tirato in porta”. Non gli è piaciuta invece la contestazione all’indirizzo dei calciatori da parte di alcuni tifosi presenti sugli spalti del ‘Zimbru Stadium’: “Mi dispiace aver sentito dei cori come ‘andate a lavorare’. Mi amareggia, non è il momento di dire ai giocatori quelle cose. Bisogna stare uniti, la squadra sta combattendo in campo nonostante le difficoltà”.
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