SSC Napoli: ecco perché il club azzurro dovrà operare a saldo zero nel mercato di gennaio

Il mercato di gennaio vedrà il Napoli costretto ad attenersi all’obbligo di operare a saldo zero, una limitazione che consentirà al club azzurro di fare nuovi acquisti soltanto se finanziati da una cessione di pari valore. La FIGC ha da poco deciso di regolamentare in maniera differente il fair play finanziario interno, stabilendo che le società non possono utilizzare oltre l’80% dei propri ricavi per il costo del lavoro, dunque per gli stipendi dei giocatori e dell’allenatore, per gli ammortamenti dei cartellini e i costi degli intermediari. Il Napoli è ad oggi al di sopra di questa cifra e sulla base dei suddetti parametri, ufficializzati lo scorso 23 dicembre, dovrà attenersi ad un blocco parziale del mercato, a meno che il presidente Aurelio De Laurentiis non decida di ricapitalizzare facendo tornare l’indicatore del costo del lavoro allargato/ricavi al di sotto dello 0,8.

Il club azzurro contesta l’immediatezza della sanzione, dato che in ambito europeo la sanzione massima, ossia il blocco del mercato, giunge dopo una serie di situazioni, soltanto nel caso in cui il club in questione non riuscisse ad adeguarsi ai parametri del fair play finanziario a seguito di una multa e di un eventuale accordo. La SSC Napoli pur essendo tra le società più virtuose d’Europa per sostenibilità finanziaria si ritrova quindi penalizzata da questa nuova regolamentazione, che da giugno 2026 diventerà ancor più stringente, considerato che la soglia verrà abbassata al 70%.