Archiviare le delusioni delle mancate qualificazioni: l’Italia è chiamata a misurarsi con l’urgenza del presente. Alla vigilia della sfida contro l’Irlanda del Nord, primo snodo decisivo nel cammino verso il prossimo Mondiale, il CT Gennaro Gattuso sceglie una linea chiara: concentrazione assoluta, niente alibi e fiducia nel lavoro svolto con il gruppo. Nel suo intervento nella giornata inaugurale del raduno di Coverciano, il commissario tecnico tocca i temi centrali del momento azzurro, dalla gestione degli infortuni alla tenuta mentale della squadra, fino al rispetto per un avversario da non sottovalutare.
“Dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì”, ha dichiarato il Ct. “Nessun alibi”, ha aggiunto parlando degli infortunati. “Gli infortuni ce li hanno anche gli altri e, dopo trenta giornate di campionato, ci stanno. Abbiamo lavorato tanto, con lo staff abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare. Ora testa solo alla partita di giovedì, non bisogna pensare a nient’altro”.
Le certezze costruite in questi mesi
Gattuso ha fatto capire di voler arrivare a queste due partite con basi solide, con un gruppo che riconosce come meritevole e con la convinzione che il lavoro svolto possa tradursi in risultati concreti. La fiducia, dunque, non nasce da proclami, ma da una preparazione ritenuta seria e coerente.
“Avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie certezze, le mie sicurezze. Spero con tutto il cuore di raggiungere l’obiettivo, questo gruppo se lo merita”.
L’aspetto mentale
Il messaggio è chiaro: i ragazzi sanno perfettamente cosa si giocano, ora serve aiutarli ad affrontarlo con il giusto equilibrio.
“Non bisogna stressare i ragazzi, sanno bene cosa ci giochiamo. È innegabile che un po’ di tensione ci sia, però dobbiamo essere bravi a trasmettere grande positività”.
Infortuni, rinunce e attaccamento alla maglia
Il forfait di Federico Chiesa, inizialmente convocato per questa finestra nazionali, è stato spiegato con toni pacati e pragmatici, sottolineando una decisione condivisa e dettata dall’inutilità di trattenere in ritiro un giocatore non al meglio.
“Chiesa ieri ha risposto alla convocazione”, ha sottolineato il Ct. “A livello fisico aveva dei piccoli problemi e abbiamo deciso insieme che era inutile che rimanesse”. Poi ha aggiunto: “Da quando sono arrivato a oggi vedo grandissimo attaccamento, lo tocco con mano. Scamacca ha un problema all’adduttore, lo valuteremo giorno dopo giorno così come Bastoni. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico, domani speriamo di averlo a disposizione. Per Mancini si tratta di un affaticamento, anche Calafiori ieri ha sentito un piccolo dolorino, ma pensiamo di riaverlo. C’è uno staff medico molto preparato, sicuramente le scelte le faremo in maniera corretta”.
La scelta di Bergamo e il valore dell’ambiente
Tra i passaggi più significativi del suo intervento c’è anche quello dedicato alla sede della partita. L’idea è quella di un ambiente raccolto, capace di sostenere la squadra anche nei momenti più complicati, senza trasformare ogni errore in un motivo di contestazione. Una scelta, quindi, che mira a creare una condizione psicologica favorevole per un appuntamento così delicato.
“Lo stadio l’ho scelto io, devo ringraziare il presidente Gravina e Buffon per aver avallato questa scelta. A settembre (con l’Estonia, ndr) il primo tempo è finito 0-0 e nonostante il risultato all’intervallo ci hanno applaudito. In uno stadio da 50, 60mila posti magari dopo dieci minuti sbagli un passaggio e ti fischiano. Volevo giocare in un catino, speriamo di non aver toppato.”
Irlanda del Nord, un pericolo da non sottovalutare
Infine, il Ct ha messo in guardia da ogni sottovalutazione dell’avversario. L’Irlanda del Nord, pur distante nel ranking FIFA, è stata descritta come una squadra fisica, intensa, capace di verticalizzare e di rendersi particolarmente pericolosa sulle palle inattive. Per questo, secondo Gattuso, l’Italia dovrà affrontare la semifinale con grande lucidità e soprattutto con la capacità di percepire in tempo i momenti di rischio, aspetto che in passato, a suo giudizio, non sempre è stato gestito al meglio.
“Corrono tantissimo, riescono a giocare in verticale e sui calci piazzati fanno paura. Dovremo essere lucidi e annusare il pericolo, il nostro difetto da quando alleno i ragazzi è stato che a volte non siamo riusciti ad annusarlo”.
Foto: figc.it
