“L’inclusione sociale non è solo un’idea ma una realtà concreta”. Parola di Stefano Ciollaro, presidente della RaggioSunBoys, realtà sportiva nata a Marigliano nel 2016 come squadra amatoriale di pallacanestro ed evolutasi, poi, nelle forme e nel carisma del Baskin.
All’inizio, questo progetto sportivo si muove dentro i confini del basket tradizionale con attività gratuite, coinvolgimento di giovani, partecipazione ai campionati UISP (Unione Italiana Sport Per tutti, precedentemente Unione Italiana Sport Popolare). Ben presto, però, emerge un limite implicito perché garantire l’accesso, ad esempio azzerando i costi per le famiglie, non significa ancora includere davvero tutti. È così che avviene l’incontro e la conoscenza del Baskin, disciplina nata a Cremona che rilegge il basket in chiave inclusiva. In campo giocano insieme persone con e senza disabilità, uomini e donne, secondo regole pensate per rendere possibile la partecipazione di ciascuno.
Da qui il progetto cambia prospettiva: lo sport diventa il veicolo principale per la costruzione di uno spazio condiviso in cui ognuno può trovare il proprio ruolo e contribuire alla causa comune della squadra. “Volevo una realtà ancora più inclusiva – afferma sempre il presidente Ciollaro ai nostri microfoni – che potesse riguardare non solo le persone con difficoltà economiche ma anche con disabilità. Nel 2019 ho scoperto il Baskin. Ci siamo rivolti a docenti universitari dalla Francia, che venivano a Napoli per tenere dei corsi”.
Vengono, perciò, formati i tecnici e il gruppo è affidato a coach Crescenzo D’Amore che ha raccontato così i suoi primi passi nella RaggioSunBoys: “Ho conosciuto il presidente Stefano Ciollaro quando ho cominciato a giocare a basket nell’under 17 a Marigliano. Da lì, piano piano, si è iniziato a costruire un rapporto tra noi due, che si è intensificato quando ho lasciato la pallacanestro giocata per dedicarmi agli studi. A quel punto Stefano mi propose un progetto legato all’attività sportiva adattata, quindi con ragazzi con disabilità. Io ho condiviso subito questo progetto anche se all’epoca ero ancora all’università, e abbiamo iniziato a collaborare”.

Lo step successivo della RaggioSunBoys è l’iscrizione al campionato EISI (Ente Italiano Sport Inclusivi, riconosciuto dal CIP Comitato Italiano Paralimpico). Da allora è un crescendo di successi sportivi, culminato con la vittoria del campionato regionale di quest’anno. L’annata 2025-2026, tuttavia, inizia in salita: l’esordio in campionato coincide con la sconfitta contro l’Ischia – poi rivelatasi però l’unica stagionale – corazzata e punto di riferimento consolidato del movimento e detentrice di tutti i precedenti titoli regionali. Alla sconfitta contro i campioni isolani seguono settimane complesse con cinque atleti che lasciano il gruppo per motivi personali e un altro addio non semplice da metabolizzare, perché dettato dall’ infortunio di una giocatrice. In questo contesto, la squadra avvia una fase di riorganizzazione, favorita da una fitta rete sociale creata sul territorio, che porta all’ingresso di nuovi elementi.

Nel girone di ritorno si consolida così un equilibrio diverso, che porta la RaggioSunBoys a chiudere il campionato al primo posto. Il dato sportivo assume particolare rilievo se si considera l’epilogo della vittoria proprio contro Ischia ottenuta all’ultima giornata. Questo risultato ha tutti i contorni dell’impresa sportiva perché interrompe un dominio regionale durato cinque anni e rappresenta, simbolicamente, il superamento del principale limite incontrato a inizio stagione. A sostenere il percorso, anche numeri significativi: miglior attacco, miglior difesa, migliore differenza punti e il record regionale di segnature in una singola gara (120 punti), indicatori di una crescita non solo episodica ma strutturata nel corso dell’annata. Questo, il commento del coach D’Amore, uno degli artefici di questo successo: “Raggiungere la vittoria del campionato regionale è qualcosa che non si può definire. Dal punto di vista personale lo rincorrevo da anni: il primo anno è stato di adattamento, ma già dal secondo era diventato un pensiero fisso”.
Il percorso proseguirà, nelle prossime settimane, su un piano più ampio. Il 16 e 17 maggio, infatti, a Corato, la RaggioSunBoys sarà impegnata nelle finali interregionali contro le vincitrici dei gironi di Puglia e Marche, in un confronto che rappresenta il passaggio decisivo verso la fase nazionale. In palio c’è l’accesso alle Final Eight di Monfalcone, appuntamento conclusivo che assegnerà lo scudetto del campionato di Baskin 2025/26: “Ci andiamo a giocare un posto per le finali scudetto italiane, che si terranno a giugno. Se succederà questo miracolo saremo la prima squadra sportiva mariglianese di sempre a giocarci uno scudetto”.
Proprio quest’anno, ricorre il decimo compleanno della RaggioSunBoys. A tal proposito, il presidente Stefano Ciollaro ha ripercorso con noi di Campania Nel Pallone, i momenti salienti di questa giovane realtà:
“L’associazione nasce nel marzo del 2016 e abbiamo chiesto la qualifica di ONLUS alla direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate, poi abbiamo presentato sempre all’Agenzia delle Entrate e al dipartimento della Campania il nostro Istituto che prevedeva attività a favore degli indigenti e delle persone con disabilità dai 6 ai 14 anni. Abbiamo cominciato con una squadra di nove persone, per lo più ragazzi.
Le continue adesioni e il sostegno della gente ci hanno dato la consapevolezza che potevamo crescere e fare di più. Ci siamo resi conto che anche ciò che per noi sembrava “poco”, per questi ragazzi era tantissimo e lo era anche per noi. La vera forza che ci spinge ad andare avanti è il sostegno delle persone che entrano nell’associazione, con e senza disabilità: ci sentiamo motivati, spronati e anche onorati di questo”.
Non va dimenticato, in tutto questo, il ruolo delle istituzioni che, mai come in questo progetto, ha dato e continua a dare supporto in tante forme.
“Con le istituzioni abbiamo sempre avuto dei rapporti canonici, mai finalizzati a sostegno materiale – afferma il presidente –.Ci stata riconosciuta una tutela particolare e il merito per tutto ciò che facciamo per i ragazzi sul territorio. Oggi, comunque, possiamo contare su di loro perché vedono quello che facciamo in palestra con i ragazzi, anche principalmente con le nostre forze. Non siamo solo una realtà sportiva bensì una grande famiglia che sta crescendo”.

Famiglia, un motivo ricorrente, che torna anche nelle parole del giovane allenatore Crescenzo D’Amore: “All’inizio, quando ho iniziato ad allenare, ero impacciato: dalla mattina alla sera dovevo gestire una squadra, farla quadrare, creare fiducia con i giocatori, ed è stato difficile. Col tempo ho capito che la chiave per creare il giusto equilibrio nel gruppo è il modo in cui comunico con i singoli giocatori: uso forme di linguaggio differenti e costruisco legami diversi con ognuno di loro. Solo conoscendoli singolarmente posso creare l’insieme. E conoscerli significa farlo a 360 gradi, anche nella loro vita fuori dal campo: sapere se hanno avuto un problema a casa, capire come stanno davvero. Questa è stata la chiave del nostro successo: abbiamo creato un gruppo che è una vera famiglia, dove la diversità viene accettata e valorizzata. Noi non vediamo ostacoli: siamo persone diverse, ma ognuno porta al gruppo gli aspetti positivi di sé”.
Attenzione, però, a pensare che il Baskin sia – come la retorica suggerirebbe – uno sport esclusivamente di convenevoli e buone maniere. Inclusione equivale anche ad abbattere ogni barriera legata ad un atteggiamento compassionevole. Dunque, non solo sorrisi, strette di mano e fair-play, parola di Vito Pensiero, uno degli atleti della RaggioSunBoys: “Ci tengo a specificare che sul parquet la disabilità non esiste: i ruoli sono studiati in modo che tutti possano avere la stessa importanza nella squadra. I compiti di ciascuno non sono assegnati in base ad un grado di disabilità ma in base alle proprie capacità tecniche, inoltre nessuno si tira indietro a contrasti (molti anche belli ruvidi). La cosa bella, comunque, è che dopo l’ultima sirena tutti sono pronti a complimentarsi con l’avversario, dare consigli e dimenticarsi delle mazzate appena date”.
All’obiettivo della crescita personale e dell’impegno civico si aggiunge, com’è giusto che sia, quello della vittoria: “Il risultato – afferma coach D’Amore – è la gratificazione per tutte le ore spese, non solo da me ma da tutti gli atleti che partecipano a questo progetto e lavorano ogni giorno in palestra. È un grido verso l’esterno, verso il mondo che sta fuori dalla palestra, per dire: noi ci siamo e perciò guardate cosa sappiamo fare!”.

Perché avvicinarsi al mondo del Baskin? Ci ha risposto Vito Pensiero: “L’unico modo per comprendere la forza del Baskin è viverlo. Sebbene sia ispirato alla pallacanestro il Baskin è un’altra cosa anche dal punto meramente tattico. Sono tre stagioni che gioco ma ancora non so dire con precisione cos’è a renderlo così speciale. So solo che ho sentito tutto questo suo essere unico quando alla penultima di campionato ho visto tutta la mia squadra piangere dopo una vittoria sudatissima, da chi in questo progetto ha sempre creduto dal primo giorno, a chi è arrivato qualche mese fa, passano per me che improvvisamente mi sono scoperto parte di qualcosa di stupendo. Probabilmente direte va beh ma questo vale con qualsiasi sport. Vi garantisco di no e vi aspetto alle nostre partite”.
Si ringraziano, per i loro contributi e la loro disponibilità: il presidente della RaggioSunBoys Stefano Ciollaro; il coach e segretario dell’associazione Crescenzo D’Amore; Vito ed Enrico Pensiero – rispettivamente figlio e padre – giocatori della squadra, che ci hanno, inoltre fatto strada all’interno del mondo del Baskin.
Fonte foto: Marco Credendino; volontari RaggioSunBoys
