Con la stagione sportiva 2025/2026 quasi giunta al termine, stanno arrivando anche i primi verdetti dei vari campionati internazionali. Tra promozioni, retrocessioni e nuovi campioni, una vittoria che salta all’occhio di noi italiani è senz’altro quella del Porto, che dopo 3 anni a secco è tornato ad esultare grazie al lavoro di uno degli allenatori più promettenti della sua generazione, il nostro Francesco Farioli. Quest’ultimo è al suo primo grande traguardo, frutto di studio e dedizione costanti, e di un percorso che parte da lontanissimo e che vale la pena approfondire.
Gli inizi e le prime esperienze sulla panchina
Nato il 10 Aprile 1989 a Barga (provincia di Lucca), dopo una brevissima parentesi da calciatore dilettante decide di interrompere la carriera per proseguire i propri studi accademici, conclusi con una Laurea in Filosofia con una tesi sul beautiful game. Successivamente decide di voler rendere la propria passione un lavoro, e di tentare la carriera da allenatore partendo da zero, impresa riuscita a pochissimi soprattutto in tempi odierni. Comincia nel 2011 a svolgere il ruolo di vice-allenatore alla Fortis Juventus, Club della provincia di Firenze dove accumula le prime esperienze nel corso di quattro anni passati tra Eccellenza e Serie D; successivamente passa per un anno alla Lucchese come preparatore dei portieri, dopo di che il suo curriculum arriva alla Federazione Qatariota, che per due anni gli assegna il doppio ruolo di assistente nella Nazionale Under-17 e di preparatore dei portieri alla ASPIRE Academy, centro di sviluppo con il compito di formare i talenti locali in vista del Mondiale casalingo del 2022.
Dopo qualche mese di pausa, nell’Ottobre 2017 nasce la collaborazione, che per lui sarà fondamentale, con Roberto De Zerbi, che raggiunge al Benevento e che seguirà successivamente al Sassuolo: dal tecnico ex Napoli (per il quale ricoprirà il ruolo di preparatore dei portieri), impara i fondamentali tattici che saranno decisivi per la propria crescita personale e professionale, quella filosofia che aveva studiato sui libri diventa improvvisamente pratica sul rettangolo verde, e capisce qual è il tipo di calcio che vorrà proporre in futuro.
L’approdo in Turchia e le prime panchine estere
La partnership con De Zerbi si interrompe nell’estate del 2020, quando Farioli ha l’opportunità di tornare a svolgere il ruolo di vice-allenatore, questa volta ai turchi dell’Alanyaspor. 8 mesi dopo, per lui arriva l’opportunità che aspettava da tutta la vita: il Fatih Karagumruk gli offre la possibilità di allenare la prima squadra, così il tecnico toscano ha l’occasione di mettersi in gioco in un campionato di tutto rispetto come la Super Lig turca. Le competenze si vedono sin da subito, il suo impatto è immediato e guida la squadra a un buonissimo ottavo posto finale; a ciò viene data continuità con l’ottimo avvio della stagione successiva, fino al mese di Gennaio dove decide di lasciare il Club per tornare all’Alanyaspor, questa volta da capo allenatore: qui i risultati sono anche migliori, prende una squadra fino a quel momento anonima e la stravolge da cima a fondo, conducendola al quinto posto finale ad un solo punto dalla qualificazione in Europa; l’avventura in Turchia si chiude definitivamente nel Gennaio 2023, quando rassegna le dimissioni dopo un avvio di stagione più difficile del previsto.
Per la stagione successiva, arriva una nuova grande opportunità, la prima in uno dei top 5 campionati europei: la panchina che gli viene offerta è quella del Nizza, Club che cerca di risalire la china dopo una stagione passata nell’anonimato della metà classifica. L’approdo del tecnico italiano in terra francese si rivela assolutamente ben riuscito, con un gioco riconoscibile e risultati di notevole spessore, su tutti una clamorosa vittoria in trasferta sul campo del Paris Saint-Germain per 3-2. La stagione culmina con il quinto posto e l’annessa qualificazione in Europa League.
Le montagne russe all’Ajax e la rivincita con il Porto
La nuova meta di mister Farioli è di enorme prestigio: trattasi infatti dell’Ajax, squadra più vincente dei Paesi Bassi ma proveniente da stagioni alquanto difficili. La cura Farioli sembra dare da subito i suoi frutti: in Europa League la squadra è autrice di un buon percorso, uscendo agli ottavi di finale contro il più quotato Eintracht Francoforte, ma è soprattutto in campionato che i Lancieri eseguono un autentico capolavoro: gioco spumeggiante e partite vinte in maniera prorompente, con un vantaggio di nove punti sulla seconda a cinque giornate dalla fine, un gap che appare quasi incolmabile. Quel quasi tuttavia fa tutta la differenza del mondo, i Biancorossi si sciolgono tragicamente nel momento cruciale, e un finale di stagione da horror porta al clamoroso sorpasso all’ultima giornata da parte dei rivali storici del PSV Eindhoven.
Una mazzata psicologica colossale, che avrebbe bruciato sportivamente parlando in tantissimi, ma Farioli nonostante le critiche decide di incassare il colpo e di ripartire, scegliendo di farlo lontano da Amsterdam e da quella delusione così grande. La sua nuova tappa è in Portogallo, più nello specifico al Porto, altro Club storicamente importantissimo che cerca di tornare al top dopo anni di insuccessi. Anche qui il percorso di mister Farioli è per la gran parte simile ai precedenti, con unimpatto lampo sulle dinamiche della squadra, che apprende subito i princìpi tattici del nuovo allenatore e vedono i miglioramenti in tempi rapidissimi. Questa volta, tuttavia, il finale è meravigliosamente diverso: contro i fantasmi del passato, Farioli conduce il Porto alla vittoria del campionato al culmine di una stagione di altissimo livello, tenendo dietro un Benfica imbattuto e allenato da un certo José Mourinho, che di campionati vinti ne sa qualcosa.
Un futuro in Italia?
Difficile dire quando e se Francesco Farioli approderà finalmente in Serie A, quando e se il profeta tornerà nella sua patria natìa. Il mister si è senz’altro guadagnato la stima di moltissimi addetti ai lavori e di tantissimi tifosi per la sua storia: partito dai bassifondi e senza un passato calcistico, è riuscito a scalare la piramide del calcio attraverso lo studio e le competenze apprese, riuscendo sempre a trasmettere il proprio credo sportivo alle squadre che ha allenato. La stagione col Porto ha contribuito ad inserirlo a pieno titolo tra i tecnici italiani di maggiore rilevanza tra quelli in rampa di lancio, insieme al suo maestro Roberto De Zerbi ed Enzo Maresca. La sua storia presenta molti tratti in comune con quella di Simone Inzaghi: entrambi hanno vissuto, con dinamiche diverse, un finale di stagione da incubo nel 2024/25, uno con l’Ajax e l’altro con l’Inter, trovandosi davanti a delusioni cocenti e difficili da affrontare; entrambi hanno avuto la lucidità di cambiare aria, di capire che sia loro che le squadre avessero bisogno di ripartire da zero per superare la batosta, e hanno avuto il coraggio di offrirsi così una nuova possibilità altrove, dove hanno ottenuto risultati importanti e imparando dagli errori commessi. Francesco Farioli ne è uscito forgiato, più determinato e pronto a giocarsi trofei importanti, e quando hai una mentalità così solo il cielo è il tuo limite.
Svariati tifosi partenopei, sui social più noti, hanno espresso un parere in larga parte favorevole alla possibilità di vedere Farioli sulla propria panchina in futuro: il suo stile di gioco, creativo e votato all’attacco, sembra potenzialmente matcharsi perfettamente con l’anima azzurra e la filosofia (a proposito di Farioli) del calcio a Napoli, tipicamente gioiosa e divertente. Chiaro che oggi il Napoli è saldamente e felicemente nelle mani di Antonio Conte, ma la suggestione in ottica futura appare intrigante. Ciò che è certo è che un profilo come Francesco Farioli può portare le sue qualità ovunque, la sua storia insegna che la meritocrazia viene ripagata quando il talento è accompagnato da studio ed ossessione, e noi appassionati di calcio siamo certi che quello col Porto sarà solo il primo di tanti successi di una carriera a livelli importanti.
fonte foto: pagina Facebook ufficiale FC Porto
