Antonio Di Benedetto, esperto attaccante di categoria quest’anno in forza al Solofra, formazione che milita nel campionato di Promozione girone C, è intervenuto ai microfoni di CnP, esprimendo il suo pensiero sulla decisione presa dalla Lega Dilettantistica in merito alle sorti dei campionati minori, e il racconto degli innumerevoli ostacoli affrontati nella sua carriera, tutti superati con incredibile determinazione e forza d’animo.
Il 20Maggio la Lega Dilettantistica ha scelto di non far riprendere i campionati minori, a partire dalla serie D, come valuti questa scelta?
“Questo momento è difficile per tutti, e prima di tutto dobbiamo pensare a superarlo, poi si potrà pensare allo sport; infatti per quanto riguarda la Serie A, io non sono d’accordo sulla ripresa, perché la salute viene prima di tutto; ma a maggior ragione sarebbe stato impensabile far riprendere le leghe dilettantistiche, che a differenza dei campionati maggiori, non possono garantire controlli efficienti e tamponi frequenti”
Ritieni che questo lungo stop possa incidere sugli atleti quando si ritornerà in campo? :
“Personalmente ho già vissuto un lungo stop, durato addirittura 4 anni per problemi di salute, ma comunque una volta risolto tutto, sono tornato ad allenarmi con più voglia di prima per evitare di fare brutte figure, quindi anche durante questa pausa causata dal coronavirus, ho continuato ad allenarmi per continuare a fare la differenza e continuare a dire la mia”.
E l’anno prossimo hai intenzione di rimetterti in gioco sempre con il Solofra, o hai in mente un cambio di squadra? :
“Ad oggi, mi hanno chiamato 3 squadre, anche di Eccellenza, ma comunque al momento sto bene al Solofra, il presidente non mi ha fatto mancare nulla, valuterò cosa la società vuole fare con me e tirerò le somme per decidere le mie sorti; ma questo campionato comunque mi ha soddisfatto, e credo che se riusciremo l’anno prossimo a mantenere questa rosa, possiamo puntare anche ai primi due posti; inoltre mi auguro che per il prossimo anno riusciremo ad avere il nostro campo a disposizione, perché quest’anno è stata dura non giocare nessuna partita in casa”.
A volte gli stop forzati sono utili per diramare un bilancio generale. Ripercorrendo la tua carriera, può ritenerti soddisfatto del percorso fatto?
:”Sono soddisfatto della mia carriera, l’anno scorso sono tornato a giocare a calcio dopo essere stato 4anni fermo a causa di un tumore in testa, fortunatamente ne sono uscito e riesco ancora a dire la mia. Prima della malattia, stavo facendo molto bene in Serie D, con l’Agnone, purtroppo ad un mese dall’inizio del campionato ho avuto una crisi epilettica, e dalla risonanza è uscito che avevo il tumore. Abbiamo fatto controlli, sono stato operato e avevo superato momentaneamente la cosa; 8mesi dopo è uscito nuovamente e sono stato di nuovo operato. Ma ancora una volta l’ho superata e sono tornato ad allenarmi in palestra ed ero sempre più ottimista sulla cosa.
Dopo due anni è uscita nuovamente la malattia, fortunatamente era una cosa mirata, e ne sono uscito ancora. Lo scorso anno scorso sono andato al Cimitile, ho fatto un ritiro con loro e sarò sempre grato al mio mister Angelantonio Galluccio che mi ha dato la possibilità di tornare a giocare con lui, dopo aver vinto un campionato insieme. Quest’anno ho fatto un ritiro prima con una squadra di Eccellenza, ma ho deciso di ripartire dalla Promozione, preferisco lottare per vincere piuttosto che cercare la salvezza in Eccellenza. Essere tornato è un’emozione indescrivibile. Sono tornato perché sapevo che sarei riuscito ancora a dare il massimo, come hanno dimostrato i 18gol fatti al Solofra in questa stagione. Ricevere ancora chiamate, sapere che ci sono ancora squadre che mi vogliono, nonostante quel lungo stop, per me è motivo d’orgoglio.”
Vincenzo Chiaiese
