Lozano si, Lozano no, vale la pena cedere il messicano?

Lozano sì, Lozano no. Quanti dubbi ci saranno ora nella testa di Aurelio De Laurentiis? E Gattuso deciderà facilmente se il messicano potrà far parte degli azzurri anche l’anno prossimo?. Quello che doveva già fare l’ex Psv, lo sta facendo ora. Provare a convincere che i ben 40 mln e passa spesi dal patron azzurro non sono stati vani e che i suoi piedi e le sue giocate li valgono tutti.

Hirving ha messo a segno 4 reti stagionali, 2 nelle ultime 5 partite entrano a partita in corso. Il numero 11 entra spensierato, fa il suo lavoro con tanta dedizione, lotta su ogni pallone, accelera come non mai, volando dritto verso la porta avversaria superando gli avversari come birilli. Ai più il pensiero andrà sicuramente a quel “pocho” Lavezzi che al primo anno del Napoli in A incantò i tifosi azzurri e gran parte della stampa italiana.

Funambolo come pochi Lozano ha nelle sue corde la capacità di entrare e spaccare la gara, con accelerazioni pericolose, cambi di passo importanti e imprevedibilità. Tutte caratteristiche che meno appartengono ai restanti esterni del Napoli: Callejon, il più bravo nella fase difensiva, Insigne e Politano abili nel rientrare sul proprio piede e tirare, meno forse nel puntare l’uomo e nell’attaccare la profondità. L’unico che riesce a scappare spesso dietro la linea difensiva è proprio il messicano: l’azione della possibile doppietta a Verona e il gol contro il Genoa a Marassi dimostrano che al Napoli mancava una caratteristica del genere.

Negli ultimi giorni, secondo la stampa, i nomi di Bernardeschi e Under sarebbero entrati nell’ottica Napoli, proprio in vista dell’addio di Callejon e dell’incognita Lozano. Tuttavia, l’11 azzurro sta dimostrando di potersi guadagnare un posto nella stagione successiva. Le prestazioni delle ultime 5 gare hanno messo in luce un Lozano più ambientato nel calcio italiano, più in sintonia con la squadra e capace di mettersi in mostra per la sua repentinità, per il suo riuscire a tenere palla, spesso facendo salire la squadra lottando su ogni pallone.

Il tutto da aggiungere ad un enorme sacrificio in fase difensiva che lo rendono consapevole di un Napoli il cui meccanismo funziona soltanto attraverso il giusto funzionamento dei singoli ingranaggi. Il messicano entra sull’1 a 1 a Genova, segna il gol partita e dà ragione a Gattuso che azzecca il cambio perfetto e ricomincia a vincere, scacciando i fantasmi di Bergamo. Una bella dimostrazione per il presidente De Laurentiis e per Giuntoli, oltre che per il tecnico ex Milan. Chissà che non sia il momento di rivedere i propri piani, chissà che il Napoli non abbia in casa un “nuovo” acquisto, un “nuovo” Lozano, ben lontano da quello ampiamente criticato per essere l’acquisto più costoso dell’era De Laurentiis.

Con un posto in Europa League ormai in cassaforte e con la ormai consapevole impossibilità di raggiungere la Champions League (impossibile fermare una Dea inarrestabile), in queste gare di “spensieratezza” (guai a dirlo a Gattuso) Hirving Lozano è pronto a prendersi il Napoli e i suoi tifosi, pronto a dimostrare a tutti di valere i 40 mln spesi la scorsa estate, pronto a dimostrare di essere il nuovo funambolo. 7 gare, non poche, per convincere Gattuso, Giuntoli e Adl di essere pronto per l’azzurro. 7 gare in cui il messicano può finalmente esplodere, in tutta quella sua imprevedibilità sudamericana, in quegli scatti che lasciano sul posto l’avversario, su quella corsa che costringe al fallo.

E’ il momento di Lozano. Vale davvero la pena cederlo o girarlo in prestito? Siamo davvero sicuri che non sia all’altezza del nuovo Napoli del quale già si stanno costruendo le basi? Il finale di stagione ci rivelerà la risposta. Intanto ne siamo sicuri, questi dubbi sono gli stessi che stanno imbambolando la testa del presidente azzurro e di Gattuso. Forse per Hirving può essere davvero la svolta di carriera.