Esclusiva Max Esposito a CNP: “Juve Napoli? Ecco il mio pronostico. Capisco Insigne, per un napoletano giocare nel Napoli…”

Massimiliano Esposito, ex giocatore del Napoli nonché  allenatore in seconda della Primavera del Padova, è intervenuto nella puntata speciale di ieri sera di Campania Nel Pallone-Live per esporre le sue opinioni sul match tra Napoli e Juventus, che decreterà il vincitore della 33° edizione della Supercoppa italiana.

Max, tu hai giocato una semifinale di Coppa Italia contro l’Inter e una finale contro il Vicenza. Come si vivono gare così importanti nell’ambiente azzurro?

“Io credo che questo tipo di partite si preparino da sole, nel senso che l’allenatore non ha bisogno di caricare più di tanto lo spogliatoio. Si sa che sono gare importanti, e quindi, per assurdo, le partite da preparare nel migliore dei modi, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto mentale, sono quelle più “semplici”, ovvero quelle facili solo sulla carta. Si veda, ad esempio, la sconfitta casalinga del Napoli contro lo Spezia. Ad ogni modo, credo che fondamentale sia l’approccio al match, ed infatti abbiamo visto tutta un’altra squadra contro la Fiorentina. È questo che poi fa la differenza.”

Il Napoli di Ancelotti faticava molto in campionato, ma poi in Champions gli azzurri sono stati in grado di trionfare contro i campioni in carica di allora del Liverpool. Credi che la formazione di Gattuso, così come quella di Ancelotti, abbia dei problemi dal punto di vista della mentalità?

“Al giorno d’oggi preparare un match è difficile, sia perché si gioca all’incirca ogni tre giorni, sia perché il calcio è cambiato: ai tempi nostri una “piccola” squadra aveva molte meno possibilità di vincere contro una big. Ora invece, formazioni come Spezia, Benevento o Sassuolo possono mettere in seria difficoltà squadre d’alta classifica. C’è un tipo di preparazione diversa e un atteggiamento più spregiudicato, che rendono il campionato ancora più combattuto ed equilibrato. Quindi, secondo me, i problemi di una squadra non scaturiscono da un singolo fattore, ma dall’insieme di tante piccole cose. Infatti, anche alcuni club come Juventus, Inter e Atalanta, oltre al Napoli ovviamente, stanno riscontrando alcune problematiche che condizionano la classifica. Il Covid poi sicuramente incide, con società e allenatori che non solo devono tener conto degli infortunati, ma anche dei contagiati.”

Per la gara di domani, ti aspetti Petagna titolare in veste prima punta, o credi che Gattuso abbia la tentazione di schierare Mertens dal 1′?

“Mertens è reduce da un infortunio, quindi penso che Gattuso potrebbe schierarlo solo nel caso in cui Petagna non ce la dovesse fare o nel momento in cui dovesse riscontrare ancora qualche problemino fisico. Ma, secondo me, Gattuso opterà per il solito 4-2-3-1 con Insigne, Zielinski e Lozano a fare da supporto all’attaccante ex Spal. Mertens e Politano sono molto rapidi e possono essere inseriti a partita in corso per rompere gli equilibri. Sono due pedine importanti che vanno conservate e, nel caso, schierate al momento giusto.”

Considerando anche la brutta prestazione della Juventus contro l’Inter, che mosse ti aspetti da Andrea Pirlo?

“Dipende sempre da come l’allenatore prepara la partita. Visto il momento della Juve e visto quello del Napoli, è probabile che i partenopei scenderanno in campo con più entusiasmo. Tuttavia, dai bianconeri ti puoi aspettare di tutto, perché hanno campioni e giocatori di esperienza. Al momento, tutte le formazioni stanno alternando momenti positivi e negativi, e la differenza non la fa solo la fortuna, ma anche i top-player nella rosa. Per esempio, nel Milan primo in classifica c’è Ibrahimovic, il quale ha portato personalità alla squadra. In più ci sono giovani che hanno instaurato un ottimo rapporto con Pioli, e chi ha giocato sa che quando c’è feeling con l’allenatore è tutto più semplice.”

Nel 1997 il tuo Napoli perse la finale di Coppa Italia contro il Vicenza. Cosa mancava a quel Napoli e com’era il rapporto col mister Luigi Simoni?

-“Eravamo sicuramente un bel gruppo, sia dentro che fuori dal campo. C’era sana competizione nei ruoli e c’era rispetto, e Simoni era colui che orchestrava al meglio il tutto, da allenatore esperto e intelligente. Finché c’è stato lui, il campionato e la coppa sono andate in un certo modo. Tuttavia, non era una rosa da “stracciare” il campionato: in alcuni ruoli, parlando con tutto il rispetto, non c’erano giocatori formidabili. Va poi considerato che non è sempre i concetti che un allenatore ti impartisce sono facili da assimilare, come ad esempio è successo con Ulivieri, il quale è un allenatore che pretende molto dai giocatori e che ha un suo modo di vedere il calcio. Inoltre, Napoli è una piazza molto complicata, in cui anche perdere qualche punto all’inizio del campionato può rendere tutto più difficile.”

Credi che queste prestazioni altalenanti degli uomini di Gattuso siano dovute ad un calo psicofisico o anche ad un problema dal punto di vista tattico?

-“Il problema mentale è dovuto a vari fattori, tra cui il fatto di scendere in campo ogni tre giorni. Ogni tanto ai giocatori capita di toppare, specie quando sono chiamati in causa frequentemente. Ciò non toglie che il Napoli ha delle difficoltà anche dal punto di vista tattico: secondo me, Gattuso si è intestardito col 4-2-3-1, che può portare i suoi frutti, ma causa problematiche a centrocampo. Se usi quel modulo, gli esterni offensivi e il trequartista devono dare supporto, ma il problema centrale non è tanto questo, quanto l’utilizzo combinato di Bakayoko e Fabiàn Ruiz. In special modo contro la Fiorentina abbiamo assistito all’importanza di Demme in quella zona di campo. Gattuso eventualmente, nelle prossime gare, potrebbe alternare lo spagnolo al francese, ma non può fare a meno del centrocampista ex Lipsia. In alternativa al tedesco, invece, schiererei Lobotka. Ogni calciatore ha le sue caratteristiche, poi è normale che un allenatore cerchi di snaturare un calciatore per adattarlo ad un modulo specifico, però Fabiàn Ruiz è la classica mezzala con un buon piede e non è adatto a giocare in un centrocampo a due.”

Quando hai disputato le due finali (andata e ritorno) di Coppa Italia contro il Vicenza sentivi una pressione maggiore in quanto giocatore e tifoso del Napoli? E secondo te, come la vivrà Lorenzo Insigne, il quale è anche capitano della squadra?

” Indipendentemente dalla finale, un giocatore-tifoso la pressione la sente in ogni partita, perché vuoi dare il massimo in tutti gli incontri e, con questo peso, ogni match diventa importante. Io però penso che ormai Insigne abbia fatto esperienza dell’ambiente e sappia gestire queste situazioni al meglio, a differenza dei primi anni al Napoli. Sa di essere un calciatore importante per la squadra e per la città, e ciò ne consegue che tifosi, compagni e allenatore si aspettano molto da lui.”

Pirlo ha dichiarato che tra i pali verrà schierato Szczęsny e non Buffon. È una scelta che ti aspettavi?

“Questa scelta fa capire quanto la Juventus tenga alla partita. Evidentemente la squadra si sente più al sicuro con lui e, dunque, Pirlo lo schiera essendo consapevole che è una partita secca e che non può concedersi troppi esperimenti.”

Secondo te chi saranno i giocatori decisivi di Napoli e Juventus?

“Ronaldo e Morata sono due giocatori fenomenali. Lo spagnolo ha il fiuto del goal e quando gli arriva la palla giusta è bravissimo a non lasciarsi scappare l’occasione. Quindi, se la linea difensiva azzurra non sarà attenta, potrebbero sorgere dei problemi. Per quanto riguarda CR7, il portoghese non è abituato alla sconfitta e può mettere in difficoltà i partenopei perché lui è abile nel creare gli spazi per essere servito tra le linee e, avendo noi un centrocampo a due, potrebbe trovare il corridoio giusto e sorprendere la retroguardia azzurra. D’altro canto, la formazione di Gattuso può contare su talenti come Insigne, Zielinski e Lozano, i quali, se sono in giornata, fanno la differenza. I primi due, grazie alla loro tecnica, possono inventare di tutto, mentre “El Chucky” ha fatto della velocità il suo maggiore punto di forza. E non dimentichiamoci che Gattuso può schierare a partita in corso Mertens e Politano: la Juventus non ha più la linea difensiva di un tempo e la rapidità di tutti questi calciatori può far male ai bianconeri. Ovviamente, nonostante il 6-0 rifilato alla Fiorentina, il Napoli non deve in nessun modo sottovalutare l’avversario, perché la squadra di Pirlo è imprevedibile.”

Qual è il tuo pronostico sulla gara?

“Credo che non andrà a finire ai supplementari. Gattuso potrebbe replicare la vittoria della Coppa Italia vinta lo scorso giugno. Io poi credo poco ai numeri: quello che succede in campo ha poco a che fare con i numeri. Essendo un finale, entrambe le squadre hanno il 50% di possibilità di portare a casa il trofeo, a prescindere dalle difficoltà della Juve o dei dati statistici. Se gli azzurri non si adagiano sugli allori, possono trionfare. Io credo, e spero, che il match termini 2-1 per i partenopei.