Juve Stabia, fiducia in Padalino: ecco perché è giusto

Che il momento della Juve Stabia sia delicato è evidente e sotto gli occhi di tutti. L’ultima vittoria delle Vespe risale allo scorso 12 dicembre con la vittoria per 2 a 0 contro il Potenza, certamente non proprio tra le squadre più pericolose del girone C. Il patron Langella aveva, forse con un’aria provocatoria, detto che si aspettava 15 punti nelle 5 partite che seguivano, come riportato anche da Stabia Channel. Tuttavia, i gialloblu hanno collezionato soltanto 5 punti. Oltre alla suddetta vittoria contro il Potenza, i due pareggi maturati contro Catanzaro e Foggia, partite in cui forse il reparto difensivo non ha ben tenuto botta: nelle ultime 5 gare sono, infatti, 12 i gol subiti e soltanto 5 quelli fatti. La cessione di Niccolò Romero, ufficializzata proprio nel primo pomeriggio dalle Vespe, mette in luce, si vuol pensare, al reale problema di questa squadra.

Ieri, dopo la sconfitta nel derby contro una Casertana trascinata dall’esperienza di Castaldo, il Ds Pavone è stato chiaro: abbiamo fiducia nello staff tecnico, ha dichiarato, scongiurando qualsiasi ipotesi di esonero del tecnico stabiese. Scelta giusta? Si. Perché alla luce della prestazione contro i falchi, è evidente che la squadra sembra aver assimilato le idee del suo tecnico: un buon palleggio, la costruzione di tante palle gol, nonostante il tecnico si sia schierato con un 4-3-1-2, avendo in stagione (molte più volte) preferito il 4-3-3. In una situazione delicata e di contestazione – anche ieri dai balconi, che ormai tutti conoscono, qualche voce ha sentenziato sulla mancanza di risultati – è chiaro che il rischio più grande potesse essere corso proprio dallo stesso tecnico, che resta il primo responsabile in una situazione del genere. La fiducia del Ds Pavone, l’intervento sul mercato, la cessione improvvisa di Niccolò Romero, tra l’altro contestato per la mancanza di cinismo sotto porta, fanno capire la volontà della società di raddrizzare la rotta e di mettere a disposizione del tecnico individualità che possano completare il processo di crescita.

La Casertana ha vinto un derby sfruttando sicuramente le ripartenze, contro una Juve Stabia che non ha saputo sfruttare delle palle gol che avrebbero certamente potuto volgere il match a proprio favore. La mancanza di cinismo, di cattiveria e di determinazione sotto porta è una delle cause della sconfitta maturata ieri al Menti. Ma nel complesso la volontà di imporsi sul campo è chiara: Berardocco a fare da metronomo, Fantacci nella posizione a lui più congeniale, Borrelli e Cernigoi a lottare di fisico contro la difesa rossoblù. Testimonianza di una squadra che non vuole mollare, nonostante gli ultimi risultati provochino le contestazioni di una piazza piuttosto calorosa. L’addio del Ds Ghinassi e dell’ex portavoce del club Gianni Improta, hanno portato le Vespe a puntare sul lavoro di Peppino Pavone, che molti ricorderanno per essere l’artefice di Zemanlandia in quel di Foggia. La cessione di Romero, attaccante sul quale la Juve Stabia aveva puntato, fa capire le intenzioni del nuovo Ds che forse vuole andare alla ricerca di un calciatore più prolifico che possa far meglio in zona gol. Troppe le occasioni sprecate dall’ormai ex numero 9, ceduto alla SSC Bari della famiglia De Laurentiis.

Il problema delle Vespe, dunque, non appare un problema di identità di gioco. Il tecnico Pasquale Padalino ha più volte dimostrato che questa squadra sta seguendo i suoi dettami, che riesce a palleggiare bene e a sfruttare le corsie esterne per mettere spesso in pericolo le retroguardie avversarie. Se il problema non è dunque nei singoli, considerando l’addio di Ghinassi e il successivo insediamento di Pavone, appare evidente che il nuovo Ds stia andando a tappare qualche buco all’interno della rosa, uno su tutti quello evidente in zona gol – Pavone sta comunque lavorando incessantemente anche sulla fase difensiva con gli arrivi di Esposito, ufficializzato oggi, e di Elizalde. In una situazione così delicata, come sottolineato ieri dal Ds, c’è bisogno di restare uniti e di remare tutti dalla stessa parte, per vedere la fine del tunnel prima possibile.

La piazza gialloblu è risaputa per vivere il calcio con una certa passione, e la società è per questo chiamata a risollevare le sorti delle Vespe. Vespe che nel giro di un anno sono passate dal sogno dei playoff in A alla paura del baratro in serie C. Tuttavia, tocca andare avanti. E come ribadito da Pavone, lo si fa – giustamente – nella piena fiducia delle idee di un tecnico, certo di avere una rosa che lo segue nei propri precetti di gioco. Se si rema dalla stessa parte, per un periodo più felice è soltanto questione di tempo, nella consapevolezza, però, che ulteriori passi falsi potrebbero minare le intenzioni societarie. Ma questo Padalino lo sa, lo sa Pavone e lo sa il patron Langella.