Il mercato di gennaio ha forse lasciato più di una perplessità ai tifosi che sostengono una piazza calda come quella di Castellammare. Gli addii di Romero, Allievi, Codromaz, Golfo, Tomei, nomi sui quali la società aveva deciso di puntare hanno ‘ridimensionato’ l’organico gialloblù, malgrado Padalino in conferenza abbia sottolineato quanto l’ossatura della squadra sia rimasta intatta. Ché il problema di questa squadra non è certamente il tecnico: si è evinto, se consideriamo le prestazioni, quanto il gruppo segua le direttive del suo allenatore e quanto queste, a parte la mancanza di cattiveria sotto porta, abbiano convinto la società della fiducia in Padalino – lo ha sottolineato il Ds Pavone nella conferenza dopo la sconfitta contro la Casertana.
Dopo l’addio di Ghinassi, la sensazione è che nel mercato invernale la società abbia voluto agire tappando le mancanze di un ‘affrettato’ mercato estivo, post retrocessione dalla serie B. E come ogni mercato di riparazione (o si potrebbe azzardare quasi di costruzione), è conseguente che la squadra debba accogliere i nuovi innesti, permettere a Borrelli, Marotta, Esposito, ad esempio, di integrarsi nei meccanismi di Padalino. Un mercato mirato sulla scelta del 3-5-2 e su un attacco a due.
Il primo tempo contro il Catania è tutto questo: la consapevolezza di alcune ‘novità’ all’interno del gruppo gialloblù e al tempo stesso quella determinazione e quella cattiveria che forse, all’interno dello spogliatoio, mancava. Il vantaggio di Scaccabarozzi nasce dal gran lavoro di Borrelli. L’altra faccia del calcio è quella per cui, se non puoi costruire così tante azioni da gol, è importante che sia proprio la cattiveria a portarti al gol. E se nei primi 45’ minuti non è stata la solita Juve Stabia, sempre capace del palleggio e dell’impostazione palla a terra, è pur vero che laddove non ci arrivano le idee – Padalino ha più volte dimostrato che questa squadra è chiaramente strutturata su una precisa identità – ci arrivano altre qualità quali cinismo e determinazione, voglia di portare a tutti i costi il massimo bottino a casa.
Ma quando poi c’è necessità di ritornare a palleggiare, come la Juve Stabia è abituata, e ciò non ti riesce, è chiaro che con qualche episodio a sfavore e un pizzico di sfortuna non si raccoglie il massimo. Nella ripresa, infatti, è il Catania a trovare il gol del pareggio. Certamente con una deviazione che riflette il classico episodio sul quale una formazione può farci poco. Se avanti è mancato qualcosa – Padalino in conferenza ha sottolineato quanto la squadra possa non sempre spingere sull’acceleratore specie in un campionato così anomalo – il reparto difensivo, però, ha tenuto botta concedendo poco ad un Catania costruito per vincere e per rendersi protagonista in zona play-off. Il tecnico stabiese, nel post-gara contro la squadra siciliana, ha anche sottolineato quanto sia un periodo in cui non ci gira bene, e nel quale la Dea bendata sembra un po’ aver rivolto le spalle altrove.
Una piazza così calda come quella di Castellammare legittima il proprio scetticismo con l’amore per la maglia delle Vespe. Tuttavia, le parole di società, dirigenti e addetti ai lavori devono rassicurare il tifo stabiese. La Juve Stabia punta alla ‘ricostruzione’ e una classifica corta come quella del girone C lascia ben sperare per un esito comunque all’interno del blocco play-off che permetterebbe ai gialloblù di provare a fare la propria parte. Il mercato effettuato nella scorsa sessione dimostra la volontà di far leva su giovani di prestigio come Esposito e, al tempo stesso, sull’esperienza del ‘diablo’ Marotta, in un connubio che il tecnico Padalino dovrà far esprimere nel migliore dei modi. Serve tempo, occorre pazienza. Intanto, la Juve Stabia si porta a casa un punto importante contro una delle prime 6 del campionato. Un punto che si accumula alla vittoria contro la Vibonese, che smuove ugualmente la classifica. Un punto che dà morale in un campionato spezzettato in cui l’equilibrio psico-fisico viene costantemente messo alla prova. Accade in serie A, figurarsi in serie C. Ciò che, però, non bisogna mai smettere di pensare è che tutti gli addetti ai lavori, dal patron al magazziniere, lavorino per il bene di questa piazza e di questa città. E’ il momento, dunque, di stringere i denti in attesa che le idee del tecnico emergano insieme al gruppo sul quale, in maniera piuttosto decisa, ha operato la società nel mese di Gennaio. Da qui a fine campionato ci passa ancora quasi un’intero girone di ritorno: il calcio è strano, e le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo.
Juve Stabia-Catania e la doppia faccia del calcio: la calma è la virtù dei forti
