Col mese di maggio che ormai volge al termine, arriva il momento in cui tutti quanti tra presidenti, dirigenti, allenatori, addetti ai lavori e anche tifosi fanno il punto sull’annata sportiva appena passata. In Serie C non è ancora detta l’ultima parola, i Play-Off sono ancora in essere, tuttavia col termine della stagione regolare si può già cominciare a tirare delle somme importanti per molte società, tra cui quelle campane del girone C, sulle quali proveremo a fare un focus analizzando quello che è stato il cammino di ognuna.
AVELLINO: L’unica squadra campana ancora in corsa nella post-season, e che quindi può ancora cullare il sogno Serie B. I Lupi hanno passato periodi bui a dir poco, col fallimento societario del 2018 che li costrinse a ripartire dai dilettanti, ma la piazza è rinata dalle ceneri come una meravigliosa Fenice: al primo tentativo riescono a tornare tra i professionisti, e dopo la stagione scorsa di rodaggio e senza grandi ambizioni, quest’anno con l’arrivo sulla panchina di un allenatore esperto come Piero Braglia la musica è cambiata; sono arrivate tante vittorie, molte soddisfazioni e tanto bel gioco, in un girone che per la maggior parte della sua durata dietro la dominatrice Ternana ha sempre visto l’Avellino dettare il passo, salvo poi lasciare il secondo posto al Catanzaro a causa di qualche punto di troppo perso nelle battute finali.
Il terzo posto finale ha comunque permesso ai biancoverdi di cominciare i Play-Off direttamente dalla fase nazionale e col fattore campo a favore, il che è risultato decisivo già al primo turno contro il Palermo: dopo aver perso 1-0 al Barbera, ai campani è bastato vincere al ritorno con lo stesso punteggio in virtù del miglior piazzamento, a dimostrazione di quanto i dettagli facciano la differenza a questi livelli e quanto sia fondamentale prendersi qualsiasi possibile vantaggio sugli avversari; adesso il nuovo ostacolo si chiama Sudtirol, ma qualunque dovesse essere l’epilogo, andranno fatti gli applausi agli Irpini per l’impressionante crescita e la dimostrazione che un progetto serio c’è eccome, per riportare la città di Avellino dove merita di stare.
JUVE STABIA: Il percorso delle Vespe necessita di due sole parole per essere descritto in maniera impeccabile: montagne russe. Dopo la retrocessione dell’anno scorso infatti la dirigenza gialloblu ha deciso di attuare una rivoluzione pressoché totale, stravolgendo la rosa e avviando col nuovo tecnico Pasquale Padalino un progetto a lungo termine, che invece nell’immediato aveva un semplice e modesto obiettivo: finire in top 10, ottenendo quindi la partecipazione ai Play-Off. La stagione è stata contraddistinta da due diversi volti, un girone d’andata molto sottotono, con tante sconfitte pesanti e le critiche che di certo non sono mancate per una squadra che al giro di boa era in undicesima posizione, e un girone di ritorno invece di altissimo livello, con gli innesti (Marotta su tutti) entrati in perfetta sintonia con l’ambiente e inseriti perfettamente nel contesto tattico la Juve Stabia ha notevolmente aumentato i giri del motore ottenendo un bottino importantissimo di punti e vittorie, siglando il nuovo record nella storia del Club di successi consecutivi in trasferta, e assicurandosi un clamoroso e insperato quinto posto finale. Le Vespe arrivano dunque alla post-season cariche di entusiasmo, arrendendosi però al secondo turno contro il Palermo, che pur giocando una partita attendista riesce ad essere cinico al punto giusto punendo le disattenzioni degli avversari.
La Juve Stabia tuttavia può e deve guardare il bicchiere mezzo pieno, quella che doveva essere un’annata di transizione e di assestamento è riuscita a porre delle basi assolutamente importanti e da tenere d’occhio, dirigenza e allenatore dovranno ora lavorare sodo per aggiungere quei tasselli mancanti che consentirebbero al popolo di Castellammare di sognare in grande, l’obiettivo per l’anno prossimo deve essere quello di potersi permettere di tentare l’assalto alla Serie B con molta più convinzione e con mezzi ancora più adeguati.
CASERTANA: I rossoblu possono guardare alla stagione appena finita con un velo di ottimismo, per quella che è stata comunque un’annata in netto crescendo rispetto a quella precedente. La storia recente del Club la si conosce, Caserta non vede la Serie B dal 1992, negli anni è passata per molteplici fallimenti e rifondazioni, negli ultimi tempi pare aver trovato una propria stabilità confermando sempre il proprio posto nella terza serie, con evidenti difficoltà però nel rendersi pericolosa in ottica promozione. La campagna 2020/21 non è cominciata bene, anzi le quattro sconfitte e i tre pareggi delle prime sette giornate hanno portato la squadra in piena zona retrocessione, successivamente qualche risultato utile c’è stato e il girone d’andata è terminato con i Falchetti a centro classifica. Sembrava un’altra stagione anonima, invece la seconda parte di stagione è stata positiva, 8 vittorie il bottino che ha permesso alla squadra di mister Guidi, nonostante qualche altra défaillance nelle ultime partite, di terminare l’annata al decimo posto, l’ultimo utile per centrale la qualificazione ai Play-Off che l’anno scorso erano mancati.
Al primo turno l’avversario è stata la sopracitata Juve Stabia per un intenso derby campano: la Casertana ha disputato una partita positivissima, di grande grinta e carattere che l’ha portata anche in vantaggio e ad un passo dal clamoroso passaggio del turno, prima che un rigore di Marotta al minuto 87 ristabilisse la parità consentendo agli stabiesi di passare in virtù della classifica favorevole. A quasi 20 anni dall’ultima apparizione nella serie cadetta, la Casertana deve ripartire dall’ultimo capitolo di questa stagione, dalla partita del Menti dove sono arrivati vicinissimi a ribaltare qualsiasi pronostico: con questo atteggiamento, con questa dedizione alla causa e questa voglia di vincere, l’anno prossimo potrebbe regalare grandi soddisfazioni.
TURRIS: Questa stagione ha rappresentato un momento storico per la Turris, che è finalmente tornata al professionismo a 19 anni di distanza dall’ultima volta. Dopo un ventennio fatto di pochissime gioie sportive è arrivata la proverbiale luce in fondo al tunnel, l’obiettivo ora per una squadra che nella sua storia era riuscita a confermarsi in Serie C per ben 30 anni tra il 1971 e il 2001 non può che essere quello di scacciare lo spettro della retrocessione immediata.
Un avvio super con cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta nelle prime 8 giornate ha da subito fatto capire che la squadra di Torre del Greco è in C per restarci, e i Corallini sono stati la sorpresa del girone d’andata chiuso clamorosamente in zona Play-Off: successivamente è arrivato un calo prevedibile e fisiologico, le squadre sulla carta più attrezzate ma che avevano avuto un avvio difficile sono uscite alla distanza e per la Turris c’è anche stato l’esonero del mister Fabiano, che è stato sostituito da Cuneo, il quale ha guidato i campani al quattordicesimo posto finale a quota 39 punti, un risultato notevolissimo e degno di lode per una squadra del tutto disabituata alle difficoltà e alle dinamiche del professionismo, ma che ha dimostrato di voler e poter aprire un nuovo ciclo nella terza serie italiana.
PAGANESE: Annata complessa per la formazione di Pagani, che si è resa protagonista di un passo indietro rispetto a quella precedente. Un girone d’andata terribile con due sole vittorie e tante sconfitte ha da subito fatto capire quale fosse la dimensione della squadra per quest’anno, ovvero quella di tentare disperatamente di agguantare la salvezza; la società è stata chiamata a prendere delle decisioni forti, come l’esonero di Alessandro Erra per puntare su Raffaele Di Napoli, il che ha portato a un miglioramento importante e qualche successo in più, chiudendo con 32 punti al diciassettesimo posto, costringendo gli azzurri al Play-Out contro il Bisceglie: il doppio scontro per la salvezza è stato drammatico e ricco di colpi di scena, il Bisceglie riesce a vincere il primo round in casa per 2-1, obbligando i campani a vincere al ritorno per restare tra i professionisti; il capitolo finale è sembrato scritto da uno sceneggiatore di Hollywood, con una parità che sembrava ormai definitiva e Diop, trascinatore per tutto l’anno dei suoi compagni, che all’ultimo secondo di recupero veste i panni dell’eroe e trova la rete del 3-2 che manda in D i pugliesi e salva clamorosamente la Paganese in virtù del miglior piazzamento. L’obiettivo anche per l’anno prossimo è quello di confermare la salvezza, preferibilmente in una maniera che consenta anche ai deboli di cuore di guardare le partite.
CAVESE: L’ultima formazione di cui andiamo a parlare è anche quella che purtroppo ha avuto l’epilogo più negativo: una stagione palesemente nata sotto una cattiva stella fin dall’inizio, quando dopo il successo alla seconda giornata sul Bisceglie la squadra si è totalmente bloccata, perdendo il lume e mettendo insieme una delusione dopo l’altra. L’apice in negativo viene toccato con le 10 (!) sconfitte consecutive nel girone di ritorno, la Cavese è impantanata in maniera definitiva e nonostante ben 4 allenatori diversi non può nulla per evitare di concludere l’annata al diciannovesimo e ultimo posto (causa fallimento + esclusione del Trapani) a 23 punti con la Viterbese sedicesima a 36, distanza decisamente superiore alla soglia di 8 punti necessaria per lo svolgimento del Play-Out, sancendo quindi la retrocessione diretta degli Aquilotti che tornano in Serie D dopo 3 anni di professionismo: sarà necessario un totale reset e un’organizzazione di livello per riportare la Cavese dove merita, ad onorare la Campania sportiva in palcoscenici prestigiosi e con i mezzi adeguati.
