Calciatore che ha militato in tante squadre di serie A – fra queste Catania, Palermo, Atalanta, Cesena e Lecce in serie A, oltre la Juve Stabia in serie B, con la maglia della quale ha terminato la sua carriera da calciatore – Fabio Caserta è diventato allenatore come vice di Gaetano Fontana, nella sua prima stagione sulla panchina della Juve Stabia nella stagione 2016/2017. Il successivo 15 luglio 2017 viene ufficializzato tecnico, con Ciro Ferrara allenatore in seconda, delle Vespe in serie C. Riconfermato anche per la stagione 2018-2019, la stagione culmina in maniera trionfante con il ritorno in serie B della squadra di Castellammare. Tuttavia, la gioia dura appena una stagione perché l’anno scorso il tecnico calabrese è stato protagonista in negativo, con l’immediata retrocessione in serie C. Tuttavia, nell’ultima stagione, quella cioè 2020-2021, Caserta ha catturato l’attenzione del presidente Vigorito – in realtà il patron l’aveva valutato anche prima del tesseramento di Pippo Inzaghi – con la vittoria del campionato di Lega Pro con la quale ha riportato immediatamente il Perugia in serie B.
Tra le due promozioni in C, Caserta ha vinto anche, nell’annata del ritorno delle Vespe in B, la panchina d’oro in serie C (stagione 2018/2019). Nell’ultima stagione, invece, 23 gare vinte e solo 5 sconfitte; un primo posto a pari meriti col Padova che, grazie agli scontri diretti a favore, ha permesso il ritorno in cadetteria. Fra 4-3-3 e 4-2-3-1, Caserta, come riportato da Ottopagine, sembra aver catturato l’attenzione del patron del Benevento, Vigorito, alla ricerca di un tecnico che potesse innanzitutto proporre un calcio spumeggiante.
Nell’ultima stagione con la Juve Stabia, il tecnico non riuscì a salvare la squadra di una città che l’ha cullato per 8 lunghi anni, dal 2012. Quale professionista, prima come calciatore e poi come allenatore, probabilmente – anzi quasi sicuramente – ho commesso degli errori ma nulla mi posso rimproverare sotto il profilo dell’impegno e dell’abnegazione, ha scritto nella lettera d’addio alla città di Castellammare. E per Benevento sarà importante innanzitutto avere davanti agli occhi l’immagine di un allenatore che dà il massimo per la piazza e per la tifoseria e che rappresenta un bell’esempio di professionismo – Ho sempre dato il massimo mettendo gli interessi della Juve Stabia e della città di Castellammare prima dei miei, siano essi personali che economici. L’ultima annata, quella condizionata dal Covid-19, vide la Juve Stabia piazzarsi addirittura in zona play-off: ce l’ho messa tutta: fino al lock down la squadra navigava in acque tranquille tanto che qualcuno sognava traguardi inimmaginabili ad inizio stagione, ma poi l’arrivo della pandemia ha di fatto scombussolato i piani facendoci terminare la parte finale del campionato nel modo che tutti sappiamo. Parole significative quelle del tecnico calabrese (lettera d’addio alla Juve Stabia, ndr) che sottolinea implicitamente quanto ci fosse entusiasmo ad inizio 2020 per una squadra che avrebbe potuto raggiungere risultati nemmeno messi in preventivo. Poi la pandemia, il lock-down e, al ritorno, 7 sconfitte, 2 pareggi e una sola vittoria, troppo poco per evitare l’amara retrocessione in una stagione calcisticamente anomala.
Una certezza c’è: Fabio Caserta è un campano adottivo. Tutto è nato il 31 gennaio 2012, una data indimenticabile: ultimo giorno del calciomercato. Nulla lasciava presagire che la scelta di raggiungere la città delle acque avrebbe di colpo cambiato la mia quotidianità. Quel giorno ebbe inizio la mia esperienza con quella che sarebbe diventata la città mia e della mia famiglia, ebbe inizio la storia con quella che poi sarebbe divenuta la mia famiglia per otto bellissimi anni, racconta Caserta nell’ormai già citata lettera, facendo riferimento alla città di Castellammare. Otto anni in cui ha dovuto fare i conti con i modi di vivere la quotidianità e di vivere il nostro territorio. La scelta, quindi, è ricaduta su un calabrese, ma uno di quelli per metà, per così dire, campani, amanti della nostra terra. E se Castellammare lo ha cullato così bene, non sarà da meno Benevento, città che in soli sei mesi ha ricoperto d’affetto un argentino come Gaich.
I presupposti per lavorare al meglio ci sono, in primis il legame che si può instaurare tra il tecnico, il territorio e la tifoseria. Il resto lo pronuncerà il campo, là dove Caserta, ad oggi, ha conquistato una serie B con Perugia e Juve Stabia, dimostrando di poter far divertire e di poter ottenere risultati in linea con le aspettative di certi club. In giornata Caserta sarà a Benevento, incontrerà Vigorito e Foggia, si getteranno le basi per il più prossimo futuro e si proverà, come sempre, ad essere all’altezza di una piazza che il patron giallorosso ha sempre elogiato. Ci aveva visto bene (seppur in parte) su Inzaghi, ci avrà visto bene anche su Caserta. Perché di un presidente come Vigorito ci si può solo fidare. Da oggi nasce il nuovo Benevento, da oggi nasce il Benevento di Fabio Caserta.
Foto: Benevento Calcio
