Immobile, Insigne e il record di Donnarumma: l’orgoglio campano trascina gli azzurri di Mancini

C’è un po’ di Campania nell’Italia di Mancini che ha fatto il suo esordio ad Euro2020 lo scorso venerdì, battendo per 3 a 0 la Turchia di Gunes tra le mura amiche dell’Olimpico. Dopo la splendida cerimonia d’apertura della competizione europea, incorniciata dal ritorno dei tifosi italiani a sostenere finalmente la propria nazionale, s’è assistito ad un vero e proprio monologo. In campo, infatti, c’è stata sempre e solo una sola squadra, che ha dominato in lungo e in largo prendendo a pallonate la difesa guidata da Soyuncu e Demiral. A guidare l’attacco italiano, malgrado il vantaggio maturato soltanto nella ripresa, il trio composto da Insigne, Immobile e Berardi. L’esterno del Sassuolo ha procurato il vantaggio costringendo Demiral a deviare la palla nella propria rete. Poi è stato il turno dell’attacco targato Campania. Prima Immobile e poi Insigne hanno definitivamente steso gli uomini di Gunes, poco produttivi nella manovra offensiva e costretti spesso a rinchiudersi nella propria area.

Da Torre Annunziata a Frattamaggiore, due amicizie legate dall’annata 2011-2012 a Pescara (sotto il segno di Zeman), le storie di Immobile e Insigne si sono intrecciate ancora una volta all’Europeo 2020, ancora una volta racchiuse nell’abbraccio di un’esultanza che fa immediatamente pensare agli inizi. Proprio in quel Pescara che conquistò la serie A con un turno d’anticipo, Insigne e Immobile (insieme a Verratti) guidarono l’attacco segnando rispettivamente 18 reti in campionato, e 2 in Coppa Italia per il talento di Frattamaggiore e 28 reti in campionato per la punta di Torre Annunziata. Una vita all’insegna del gol e dell’amicizia, per i due attaccanti che spesso si sono incrociati in serie A, diventando punti di riferimento del Napoli e della Lazio.

Da una parte Lorenzo Insigne, ala d’attacco (raramente in un attacco a due, principalmente con la gestione Ancelotti), dotato di una tecnica sopraffina e dalla precisione del tiro a giro, giocata per la quale è ormai da tutti riconosciuto, ha all’attivo col Napoli 109 reti (in 397 presenze), delle quali 85 in campionato, 17 in coppa Italia e 16 in competizioni europee. Sacrificio in difesa, carisma da leader, più volte è stato al centro di polemiche in quella Napoli che tanto ti ama quanto ti odia, in quel lunatico atteggiamento intrinseco al Dna partenopeo, senza il quale, però, difficilmente si potrebbe parlare di amore. Nella prima frazione del match contro la Turchia, Lorenzo il Magnifico prende la mira, sfiorando già la rete con la sua giocata preferita, ma apre troppo il destro che si spegne sul fondo. Nella ripresa, Immobile, dopo aver già timbrato il tabellino, gli serve un pallone d’oro, perfetto per essere insaccato nell’angolino, là dove Cakir non può arrivare. Il turco accompagna soltanto con gli occhi e si arrende al tris del capitano del Napoli.

Dall’altra parte Ciro Immobile, punta centrale di spessore che nel corso degli anni si è conquistato la maglia della Nazionale, diventando, dopo le esperienze europee a Dortmund e a Siviglia, punto di riferimento della Lazio dell’ormai ex Simone Inzaghi. Ben 150 reti (in 219 presenze) con la maglia biancoceleste, delle quali 9 in Coppa Italia e 16 in Champions League. Attaccante dotato di una buona elevazione, ma lontano all’essere la sola punta di peso, Immobile non è stato particolarmente protagonista nel match contro la Turchia, prima della rete del raddoppio. Soltanto una la sua conclusione, ben bloccata da Cakir. L’abilità d’essere un rapace d’area, però, serve come il pane all’Italia: sulla respinta dell’estremo difensore turco, dopo la conclusione di Spinazzola, l’attaccante si fa trovare pronto e sigla il primo tap-in del reparto offensivo ad Euro2020. Forte fisicamente, abile nel colpire di testa e spesso implacabile sotto porta, oltre che rigorista, ad Immobile si aggrappa l’attacco italiano e la tifoseria azzurra, che si aspetta dall’attaccante biancoceleste nuovi gol che possano far esplodere di gioia e puntare – parole di Mancini – magari alla finale.

Quasi assente dalla gara, invece, Gigio Donnarumma, ma non così assente da non diventare in qualche modo anch’egli protagonista. All’età di 22 anni e 106 giorni, infatti, il ragazzo di Castellammare di Stabia è diventato il più giovane esordiente nella Nazionale italiana quanto a competizioni importanti come Europeo o Mondiale. Un altro record che si aggiunge a quelli che già conosciamo: più giovane esordiente nella Nazionale U-21 (17 anni e 28 giorni), più giovane portiere ad aver esordito in Nazionale maggiore (17 anni e 189 giorni), più giovane portiere che è sceso in campo da titolare in Nazionale maggiore (18 anni e 31 giorni) e, infine, più giovane calciatore di sempre a raggiungere prima le 100 presenze in A (19 anni e 49 giorni) e poi le 200, sempre in A (21 anni e 361 giorni). Record non a caso per un portiere che si sta dimostrando una sicurezza per una difesa azzurra già roccaforte con Chiellini e Bonucci. Ad Euro2020, Donnarumma ha conquistato il suo primo clean-sheet, stringendo Chiellini nell’unica occasione pericolosa capitata sui piedi di Ylmaz, sventata in maniera determinante proprio dal difensore bianconero. Tra una gara e l’altra dell’Europeo, l’accordo totale (non privo di polemiche intorno al ruolo che i procuratori stanno svolgendo nel calcio oggi conosciuto) con il Psg e una nuova avventura in quel di Parigi. Una possibilità per esportare l’orgoglio campano anche al di là dei confini nazionali.

L’Italia riparte da tre certezze importanti: Donnarumma, Immobile e Insigne. La Campania sorride, l’Italia pure. E in qualunque modo finisca, è certamente un grande orgoglioso sapere che la Nazionale di Mancini sarà trascinata da una fetta del territorio campano. E, chissà, magari verso l’orizzonte della finale che il Ct e calciatori sognano, l più bel pretesto per festeggiare un piccolo ritorno alla normalità anche nel mondo del calcio, quel mondo che è niente senza tifosi sugli spalti.