Tennis, Olimpiadi 2020: Sonego suda, Musetti out, ok Fognini

Sapevamo che avremmo rimpianto quel karate-tennis di Matteo Berrettini, fuori per problemi muscolari, avendo giocato in pochissimo tempo su due diverse superfici, ottenendo il massimo dei risultati, ma l’esordio della squadra azzurra a Tokyo 2020, seppur non eccellente, è stato sufficientemente positivo.

Fabio Fognini schiaccia il beniamino di casa, Sugita, per due set a zero, 6-4; 6-3; ottenendo il passaggio al secondo turno. Ottimo inizio per il tennista romano, uno dei migliori in Italia, vincitore nel doppio con Simone Bolelli di un Australian Open nel 2015 e del Master mille di Montecarlo 2019. Nonostante le sue caratteristiche siano più conformi alla superficie rossa, Fabio ha tutte le carte in regola per poter ambire almeno ai quarti di finale, lasciandosi alle spalle il terzo turno di Rio 2016.

Lorenzo Sonego riesce a fiatoni a strappare il primo turno contro un altro padrone di casa, Daniel T., 110° nel ranking mondiale, per 6-4; 6-7 (6-8); 6-3 (3-7). Certo, ottima lucidità e carattere feroce nel rimontare una partita che si stava mettendo a dir poco male, ma dal Sonego della semifinale a Roma, capace di mettere in difficoltà il primo al mondo, non ci si aspettava che proteggesse il match in due tie-break . Lorenzo dovrà riuscire ad abituarsi in fretta al cambio imminente di superficie per passare i prossimi turni.

Grande delusione per Lorenzo Musetti che cede sotto i colpi dell’australiano Millman, 3-6; 4-6. Anche in questo caso, le precedenti prestazioni al Roland Garros avevano alzato le aspettative. Ad ogni modo, non c’è troppo da recriminare o da meravigliarsi. Il tennista toscano, entrato nel team olimpico azzurro per il rifiuto di Jannik Sinner, è a suo agio precipuamente sulla terra battuta e, più degli altri azzurri, ha risentito del passaggio sul cemento, considerando che fino ad una settimana fa era in scena sui campi dello Swedish Open. Nessuna tragedia per il diciannovenne, il quale continuerà la sua avventura a Tokyo in doppio con Lorenzo Sonego.