Ancora Italia dei record: Jannik Sinner trionfa a Washington, un’epopea contro McDonald

Ora comprendiamo bene quella decisione, il rifiuto di partecipare ai Giochi di Tokyo, perché Jannik Sinner doveva scrivere un’altra pagina della storia sportiva italiana, su un altro continente. Tutto è stato ancillare a questo momento, al trionfo sul centrale di Washington contro uno spaziale Mackenzie McDonald, l’uomo che non muore mai, all’istituzione di altri record oltre l’Atlantico. Il tabellone sentenzia, 7-5, 4-6, 7-5, e la vittoria dell’azzurro al Citi Open che diventa il tennista più giovane ad aver mai vinto un trofeo ATP 500, a 19 anni, il terzo italiano ad averne mai ottenuto uno, dopo Fognini e Berrettini, ed il solo ad averlo mai vinto sul cemento. Come se non bastasse, questa vittoria fa ascendere Sinner direttamente alla posizione n. 15 del ranking ATP.

Userei un eufemismo affermando che – se le sono date di santa ragione. Non è stato un match qualunque, né una finale da 500, perché se non fosse stato per il numero di set e per la mole abbastanza copiosa di errori, sarebbe stata una partita degna di una finale Grand Slam. Da un lato Jannik Sinner con troppo da dimostrare, un giocatore sempre in ascesa; dall’altra Mackenzie McDonald, di rientro da un’operazione al tendine nel 2019, gioca per la sua prima finale, a 26 anni.

Il primo set è il più straordinario e complesso, l’azzurro vola avanti, ma lo statunitense, eccitato dal pubblico connazionale, continua a riprenderlo per i capelli, strappando continuamente contro-break ed annullando addirittura sei set-point nel decimo game. Alla fine, il tennista trentino conclude questa epopea 7-5.

Il secondo set è quasi a senso unico, l’azzurro cerca di rispondere, ma McDonald esce fuori con un’ottima difesa e un servizio stratosferico. Riesce poco la discesa a rete di Sinner, funziona mediocremente la battuta e qualche errore in più gli costa il suo primo set perduto della settimana: 4-6.

L’ultimo set pullula ancora di emozioni. Jannik si porta avanti di un break e conduce il gioco fino al 5-2, quando lo statunitense, l’uomo che come ho già riferito non muore mai, dopo la scia di errori commessi nell’arco del set, si rialza e a testa alta, con una volontà e un’aggressività spaventose corre a prendersi il pari, colpevole anche il pizzico di sfortuna che ha ostacolato l’avversario. Sul 6-5 è la rete di McDonald a regalare il match ed il torneo a Sinner, dopo una sofferenza durata ben 2h e 53 min.

Jannik Sinner può sorridere ed essere fiero del percorso intrapreso, un itinerario perfetto nel quale non ha solo raggiunto una forma fisica ideale, ma ha anche migliorato i propri colpi. Impressionante come abbia tenuto la velocità del gioco, accelerando in profondità sia per necessità che per padronanza dello scambio. Ottimo anche il servizio, meno la volée, giocata bene ma con esiti altalenanti. Deve ancora crescere però il nostro baby campione, la strada è ancora lunga, e se c’è qualcosa che manca a questo giocatore e che è necessario maturi a poco a poco è il cinismo, la cattiveria agonistica, la cazzimma napoletana. C’è ancora tempo e ancora tanto da preparare, perché passando per la Rogers Cup di Toronto, l’immagine di un italiano sul centrale di New York non è poi così sbiadita. L’estate italiana non è ancora conclusa.

Foto: profilo instagram ufficiale Citi Open.

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