US Open: Sinner e Berrettini agli ottavi, balena il sogno americano

Sono passati sei anni da quello storico 12 settembre, che vide sul centrale di New York una finale tutta italiana, quella tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, nella quale la prima alzando il trofeo degli US Open incoronò la sua carriera e ne sancì la fine.

La storia sta per ripetersi, anche se in maniera diversa. Purtroppo, secondo il tabellona, l’Italia non potrà godere di una sua finale esclusiva, ma potrà soddisfarsi di una semifinale altrettanto storica.
Infatti, Matteo Berrettini e Jannik Sinner sono ufficialmente agli ottavi di finale del Grand Slam statunitense, avendo battuto Ivashka, 7-6 (7-5), 2-6, 4-6, 6-2, 3-6, il primo; Monfils, 6-7 (1-7), 2-6, 6-4, 6-4, 4-6, il secondo.

C’è poco da dire sul tennista romano, che con i suoi successi (rammarico per Cincinnati, dove ritornò in campo dopo quindici giorni di stop) suggella e conferma quel secondo posto a Wimbledon e l’efficacia, nonché la dirompenza, del suo karate-tennis. Berrettini gioca la sua prima di servizio con estrema potenza e facilità, dimostrando di essere padrone di un colpo che nel tennis moderno rappresenta uno degli ingredienti elementari, nonché un incredibile salvagente, per portare a casa un match. Colpi potenti a dimostrazione di una imponente prestanza fisica e un inviolabile autocontrollo, sono le qualità che più si addicono al “martello” romano.

Discorso completamente diverso per Jannik Sinner, vincitore a diciannove anni del Citi Open a Washington, ATP 500. Sul tennista altoatesino grava il peso delle aspettative. Lui che, compiuti vent’anni lo scorso 16 agosto, vanta un trofeo ATP Next Gen, un titolo ATP 500 e la 14° posizione nel ranking mondiale, sopporta continui confronti con giocatori coetanei, come Carlos Alcaraz. Eppure, il tennista italiano continua a rispedire tali critiche al mittente, mettendo in scena chiare dimostrazioni di forza, come quella di ieri contro una delle stelle del panorama tennistico dell’ultimo decennio, Gael Monfils. L’italiano è passato in testa, imponendosi per 2-0, ma anche quando ha concesso la rimonta, stregato dall’esperienza e dal dritto dell’avversario e da un pubblico sfavorevole, è riuscito a tenere i nervi saldi e a chiudere il match. Sinner gioca un tennis molto diverso dal connazionale Berrettini: cerca colpi in profondità, precisi e non troppo potenti, per dettare la velocità del gioco, mentre la prima di servizio è controllata, orientata all’angolo per costringere l’avversario a scoprire il campo, oppure servita di potenza al corpo. Equilibrio e serietà sono le peculiarità del tennista altoatesino, come dimostra la risposta al siparietto aperto da Monfils: restituendogli la palla facendosi passare la racchetta tra le gambe con un sorriso, sa suscitare solo l’apatia dell’azzurro. Jannik Sinner è sulla strada dei campioni, ma dovrà lavorare molto sulla cattiveria e la foga agonistica, perché il match contro il francese avrebbe potuto (e dovuto) terminare molto prima delle 4 ore sfiorate.

Ottimo percorso fino a questo punto del team italiano a New York, anche se la sconfitta di Andreas Seppi al terzo turno ha lasciato un po’ d’amaro in bocca. Il tabellone per gli impegni successivi presenta non poche difficoltà. Berrettini sfiderà questa sera il tedesco Otte, in caso di vittoria, con molta probabilità, dovrà vedersela contro il primo al mondo Novak Djokovic, impegnato contro Brooksby agli ottavi. Dunque si preannuncia una finale anticipata per i quarti degli Us Open. Sinner affronterà un turno più arduo, incrociando nel suo cammino Alexander Zverev, campione a Cincinnati, mentre la casella parallela del girone ospita Opelka ed Harris. La stagione americana sta per volgere al termine, ma i nostri italiani stanno per avere un ruolo di primo piano nella storia di questo torneo, e chissà che non sia proprio uno di loro a salire per primo, tra i tennisti azzurri, sul carro del trionfo agli Us Open.

foto: profilo instagram Jannik Sinner