Il protagonista azzurro – Napoli spinto dal vento d’Africa: impatto devastante di Anguissa

Prima della sosta per le nazionali, il Napoli ha battuto la Fiorentina confermandosi in testa alla classifica. Sette vittorie su sette per gli azzurri, che sbancando l’Artemio Franchi, hanno superato un vero e proprio esame di maturità contro una delle squadre rivelazione di quest’inizio di campionato. In quel di Firenze non c’è stata una prestazione particolarmente brillante, ma anche per questo motivo si può parlare di successo da grande squadra, ottenuto con compattezza e carattere, dimostrando di saper soffrire. E’ stata la vittoria del gruppo, che appare sempre più determinato, in fiducia e unito dalla convinzione di poter coltivare un sogno, lo si percepisce pienamente dagli atteggiamenti e dalle esultanze. Spalletti, durante le sue prime conferenze stampa, ha sì sottolineato l’intento di mantenere sempre un’attitudine nel provare ad imporre il proprio gioco contro chiunque, ma allo stesso tempo ha evidenziato anche la sua volontà di imprimere alla squadra la capacità di gestire con compattezza i momenti di difficoltà e di sapersi adattare ad ogni tipo di situazione nel corso della gara. I tre punti di domenica sono frutto anche di ciò. E’ un Napoli che si sta mostrando capace di vincere in tanti modi diversi e questo è un altro aspetto su cui la mano del tecnico toscano sta incidendo. Il filotto di vittorie in campionato è un mix di organizzazione, gioco, qualità, compattezza, solidità, carattere e determinazione.

Il protagonista scelto per l’appuntamento settimanale con la rubrica di “Campania Nel Pallone” è Frank Anguissa, tramite cui, in seguito, ci collegheremo agli episodi dei quali è stato vittima insieme ai compagni di squadra Koulibaly e Osimhen, anche loro protagonisti della nostra rubrica nelle settimane precedenti. L’impatto del centrocampista camerunense è stato davvero devastante e in queste prime apparizioni sta stupendo tutti a suon di prestazioni di grande qualità e sostanza. Il Napoli, con appena 400mila euro di prestito, ha trovato il calciatore perfettamente dotato delle caratteristiche che mancavano per andare a completare il reparto di centrocampo. I presupposti per esercitare il diritto di riscatto fissato a 15 milioni ci sono tutti e, per quanto visto finora, consisterebbe in un affarone. L’ex Fulham si sta rivelando un centrocampista di straordinaria duttilità, che ad una straripante fisicità e abilità nei contrasti abbina un’ottima tecnica individuale e delle capacità eccelse nel recupero e nella gestione della palla, che non perde praticamente mai. Gli è bastato pochissimo per integrarsi al meglio nei meccanismi e diventare un punto cardine dello scacchiere tattico di Luciano Spalletti. In campo fa tutto ciò che può, infatti lo stesso Spalletti ha elogiato la sua grande completezza, il suo spirito di sacrificio e sottolineato quanto il suo apporto stia facendo la differenza. Anguissa inoltre, ha permesso al tecnico di tornare al suo modulo prediletto, ovvero il 4-2-3-1 e la sua presenza in mediana sta favorendo anche il rendimento di Fabian Ruiz. Il prezioso lavoro in interdizione del camerunense, sta dando modo allo spagnolo di essere più libero da compiti in copertura e di poter creare maggiormente sfruttando il suo talento.

Domenica scorsa purtroppo, nel momento in cui le squadre stavano abbandonando il terreno di gioco, Anguissa, Koulibaly e Osimhen, sono stati vittima di becere offese razziste provenienti dalla Curva Fiesole. Episodi che andrebbero severamente puniti e dinanzi ai quali non dovrebbe più esserci spazio per la tolleranza. La procura sarebbe al lavoro per individuare i colpevoli di questi comportamenti inqualificabili. All’uscita dal campo Osimhen e Anguissa hanno optato per l’indifferenza rispondendo con un sorriso, mentre Koulibaly ha reagito dopo essersi sentito chiamare “scimmia”. Kalidou ha giustamente risposto “Hai detto scimmia a me? Vieni qui a dirmelo”.

Ora è arrivato il momento di mettere a tutto ciò la parola “fine”. Le campagne di sensibilizzazione sui social e gli slogan “No al Razzismo” non possono più bastare, è giunto il momento di agire e di convertire realmente le parole in fatti. Negli stadi non deve esserci più spazio per la discriminazione territoriale e il razzismo, ma non solo a chiacchiere. Se siamo nel 2021 e si parla ancora di elementi che negli stadi italiani arrivano ad offendere gravemente un uomo per il colore della propria pelle o per la sua provenienza, è proprio perchè è sempre mancata la capacità o la volontà di prendere seri provvedimenti. Piuttosto insensate le solite ammende alle società, che quasi sembrano consistere proprio in un tentativo di provare a mascherare la mancanza di seri provvedimenti e che, soprattutto, non riguardano minimamente i colpevoli.

Al Franchi inoltre, nel corso della gara sono stati intonati i soliti ed altrettanto beceri cori di discriminazione territoriale. Se ne sono sentite di tutti i colori, dal “lavali col fuoco” all’invito ad utilizzare il sapone. Eppure i “tifosi” fiorentini che si sono resi protagonisti di questi vergognosi gesti, tralasciano un particolare storico, ovvero che a Napoli il sapone lo si usa dal 400.

Ma così come nelle precedenti trasferte di Udine e Genova, nel settore ospiti i tifosi azzurri hanno dato il giusto esempio di ciò che è realmente sinonimo di calcio, ossia sostegno per la propria squadra, passione e sana rivalità. Il Sindaco di Firenze Dario Nardella, ha immediatamente preso le distanze da tali cori, scusandosi a nome dell’intera città. Siamo certi che i veri appassionati di sport, così come in generale tutti coloro che sono dotati di sani principi, non possano condividere tali oscenità che si sono viste al Franchi domenica scorsa e che purtroppo in Italia sono ancora frequenti. Intanto, tornado al calcio giocato, gli azzurri arrivano a questa sosta da primi, in campo e sugli spalti.