Un inizio di stagione stregato per il San Giorgio, la giostra vede i granata cadere ad ogni incontro dalla sella, senza poter fare nulla. La conseguenza più grave di questa parabola discendente è rappresentata dal precoce cambio di timoniere in panchina. Dopo sole quattro giornate, infatti, il mister Luigi Squillante ha dovuto cedere il posto a Nicola Romaniello. Naufragio che si era avvertito proprio nella sua ultima partita contro il Francavilla (1-2) , al termime della quale Squillante ha abbandonato gli spogliatoi con un’espressione rammaricata, delusa, senza rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa.
Giungendo ai numeri e al computo dei punti in classifica, il San Giorgio si ritrova 17esima, zona play-off, a soli 2 punti, frutto di due pareggi e due sconfitte. Certo, si parla di una neo-promossa, ma non si può dire che ai cavalieri di San Giorgio manchi l’organico, costituito a partire da una buona campagna estiva del presidente Di Franco, per ottenere una comoda salvezza (Si parla di una rosa dal valore di 710€, secondo le stime di transfermarkt, superiore a quelle di alcune squadre di media classifica).
Dunque, quale Furia si è scagliata con tanta violenza contro questa squadra?
Non si può parlare di sfortuna, perché all’aumentare delle statistiche arriva la colpa. Nella partita contro il Lavello, seconda del campionato, senza dubbio, gli uomini guidati da Squillante avrebbero dovuto ottenere la vittoria: gioco veloce, verticalizzazioni precise, un Raiola scatenato.
Cosa è mancato? È mancato il cinismo, la cattiveria di concludere a rete senza pensarci, è mancato il bomber. Non si tratta di giudicare le qualità dei singoli calciatori, perché Mancini e Varela, in maniera diversa, sono entrambe buone proposte per la categoria, ma piuttosto di rilevare un’aderenza tra schema e finalità di gioco, la quale è mancata a partire già dalla partita contro la Mariglianese, ed è apparsa evidente nella gara con il Francavilla. Il punto nevralgico del gioco del San Giorgio è Salvatore Raiola, ed è stato talmente fondamentale per Squillante, che pur di liberarlo dalle marcature e permettergli la sua formidabile cavalcata, nella 4a gara contro i rossoblu lucani, lo ha spostato in tre posizioni diverse. Puntando il proprio gioco su un singolo calciatore si rischia sì di creare nuovi spazi, ma anche di perdere immediatamente il fulcro di gioco.
Bisogna ammettere che, fatta esclusione per la Virtus Matino, il San Giorgio ha disputato le prime giornate del campionato di Serie D contro le tre squadre che, attualmente, concorrono per il titolo e per la promozione. La sconfitta con il Bitonto è, da questo punto di vista, da giustificare, nonostante ci siano state delle lacune difensive, che Luigi Squillante avrebbe attribuito all’inesperienza di categoria e che personalmente non aveva fatto in tempo a correggere.
La prossima partita contro il Rotonda, ultima formazione in classifica, appare fondamentale e sarà il punto di rinascita e di riscatto per gli uomini di Romaniello. Perdere questa partita sarebbe un ulteriore colpo ad una condizione psicologica già a terra. Bisognerà, dunque, continuare ad esercitare la potenza fisica fin qui manifestata, provando ad affidarsi a buoni connettivi di gioco come Jammeh Tamsir, il quale ha dimostrato di essere un giocatore di grande spessore a livello tecnico e di poter ambire anche a categorie più alte, ma di dover lavorare sull’autocontrollo (contro il Francavilla ha più volte rischiato l’espulsione). Domenica, 17 ottobre, Nicola Romaniello avrà tra le mani il destino prossimo del San Giorgio. Non saranno ammesse pressioni, né alibi: si giocherà per vincere.
Foto: profilo Facebook San Giorgio
