È bene che ci sia un Portici da dimenticare, se questo significa ricordarsi (o meglio non dimenticarsi) della principale qualità dei vesuviani: l’umiltà. E – come ha specificato anche mister Sarnataro nel post-partita – gli azzurri hanno forse peccato principalmente in questo, con il tecnico che si è detto scontento della prestazione al di sotto delle aspettative di alcuni elementi del gruppo. È stato, di fatti, un Portici irriconoscibile, proprio in virtù delle qualità che sono state messe in luce nel migliore dei modi in altre gare: il Real Aversa di Sannazzaro aggredisce gli azzurri a centrocampo, impedisce la costruzione dal basso e le verticalizzazioni su Romano, lasciando la difesa azzurra in balìa della tecnica e della rapidità di Chianese e compagni. Ma l’attacco più efficace della squadra di Aversa è quello sul profilo mentale e caratteriale, caratteristiche nelle quali il Portici viene a cadere. E anche quando, nella ripresa, l’episodio del 52′ permette a Filogamo il gol del pari, la pronta risposta alla bell’azione di Giordano del 37′, gli azzurri non riescono realmente a prendere in mano le redini dell’incontro. L’equilibrio dura appena cinque minuti, e il Portici commette il primo di almeno due errori che non hanno reso la retroguardia dei vesuviani certamente così solida: la sponda di Russo è per un solissimo Chianese, a cui basta poco per battere Zizzania a due passi dalla rete.
Ma se è vero che dagli errori si impara, è pur vero che c’è sempre l’eccezione che conferma la regola: agguantato il pari grazie alla rete di Castagna – una delle poche reti nelle ultime gare su azione, aspetto sul quale il Portici pure fa non poca fatica – ben servito da Romano al centro dell’area (77′) è una lezione dalla quale gli uomini di Sarnataro non traggono i giusti insegnamenti. Così, quando tutto lascia presagire al pari, il Real Aversa – forte sicuramente anche dell’espulsione di Liberato Russo, inspiegabile persino nel post-partita dal tecnico porticese – torna avanti all’89’: Lombardo calcia su rinvio dal fondo e prodigioso è lo stop a seguire dell’ex Portici Pio Schiavi che, superato Scala, serve al centro ancora Chianese che, per la seconda volta, batte Zizzania. La rabbia mescolata all’amarezza di mister Sarnataro, ai nostri microfoni, è espressione di un allenatore consapevole di due conclusioni: la prima, che il Portici ha lavorato bene nell’arco della stagione e che, grazie al sacrificio e a un lavoro di insieme dello staff, ha inevitabilmente fatto progressi; la seconda, che di questi progressi non ci si deve dimenticare e che, a maggior ragione, non bisogna fare passi indietro. Una sconfitta, tra l’altro contro una diretta concorrente che ha dimostrato di non avere nulla da invidiare alla formazione azzurra, ci può stare, ma non così. Non se a mancare sono carattere e capacità di gestire la gara, che pure hanno già contraddistinto il Portici in altre gare. Le dichiarazioni di Sarnataro – già riportare su Campania nel Pallone – sono le parole di un padre che “te l’ho detto cento volte..”, di un allenatore che ha lavorato con particolare attenzione su determinati aspetti e che, quindi, rimane deluso se si cade proprio su quegli aspetti tanto limati in settimana.
Ma una cosa importante, da sottolineare ampiamente nelle dichiarazioni del tecnico, è che il Portici ha saputo trarre il meglio proprio dai momenti complicati. Le due sconfitte, contro Gelbison e Real Aversa, potranno essere il giusto pretesto per reagire e ritornare a muovere la classifica. La sconfitta contro gli aversani può (o comunque rischia) di condizionare psicologicamente gli azzurri che, pur dando un occhio ai punti e alle statistiche, può ancora tirare un sospiro di sollievo, nella consapevolezza del non doversi sentire già arrivati all’obiettivo stagionale. Fin quando la matematica non dà certezza, è giusto ritenersi sempre in bilico. Perché solo riconoscendosi sempre ad un passo alle inseguitrici si può rimanere con i piedi per terra, evitando certi svarioni difensivi in importanti scontri contro concorrenti all’altezza della salvezza. Occorre, tuttavia, voltare pagina: il Portici ha i mezzi e la qualità per ritrovarsi. Quale migliore occasione, poi, della sfida casalinga contro il Santa Maria Cilento. Ancora tra le mura amiche del “San Ciro”; una vittoria ridarebbe certamente linfa e morale ad una squadra che, malgrado il campionato altalenante, meriterebbe senza dubbio la salvezza.
Il Real Aversa espugna il “San Ciro”, il Portici degli errori è da dimenticare
