Pillole di Calcio – Pallone d’Oro, le nuove regole del più importante trofeo individuale. Ecco chi può davvero vincerlo…

Il calcio, si sa, è anche una questione di numeri, da intendersi sia come cifre, e quindi come dati statistici, sia come giochi d’alta scuola nel repertorio di un calciatore o di un collettivo. Anche noi, con la Pillola di oggi, vorremmo fornirne un po’, sia nella prima che nella seconda accezione. Partiamo, dunque, con il numero 9! Certamente la testa andrà immediatamente a Victor Osimhen, mattatore in quel di Verona con una doppietta che tiene vivo il sogno scudetto del Napoli. A tal proposito, nove sono le giornate che separano il campionato da un epilogo dall’esito mai così incerto. Nove sono, però, anche i giorni che ci separano dalla semifinale dei play-off che vedrà l’Italia affrontare la Macedonia del Nord. Infine, nove è il numero impresso sulle maglie di Lewandowski e Benzema, uomini copertina dell’ultimo turno di coppe europee e, finora, della stagione rispettivamente di Bayern Monaco e Real Madrid. Le triplette messe a segno da questi due fenomeni ultratrentenni hanno proiettato Bayern e Real ai quarti di finale di Champions League, con i Tedeschi che hanno disintegrato un comunque onorevole Salisburgo e i Blancos che si fanno bastare 30 minuti (su 180 complessivi) per avere la meglio su quello che forse è il più grande All Star Team della storia del calcio, ovvero il Paris Saint Germain di Mbappé e dei tanto vituperati Neymar, Messi e Donnarumma.

Non possiamo più dirci sorpresi dalle gesta di questi due campioni che, da almeno dieci anni, viaggiano a medie realizzative straordinarie, macinando record individuali e, soprattutto, vittorie e trofei con le rispettive squadre. Ciò che può e, per certi versi, dovrebbe sorprendere è il fatto che, per entrambi, la bacheca dei riconoscimenti individuali reciti “Zero” alla voce “Pallone d’Oro”. In particolare, resta unanimemente non condivisa la decisione di France Football, la rivista che ha inventato il prestigioso premio, di non assegnarlo per l’anno solare 2020, a causa della pandemia. In quell’occasione il riconoscimento sarebbe andato certamente all’attaccante polacco ex Borussia Dortumund, vincitore di un triplete con il Bayern Monaco nonché della palma di capocannoniere della Bundesliga (con 34 gol in 31 partite), della Coppa di Germania e della Champions League. Persino Lionel Messi, in occasione della cerimonia dello scorso novembre in cui è stato premiato con il settimo Pallone d’Oro ha dichiarato: “Voglio davvero dire che è un onore per me aver lottato con Robert: ogni anno dimostra che fuoriclasse sia e con che facilità segni sempre tanti gol. L’anno scorso tutti erano d’accordo perché il Pallone d’Oro lo vincesse lui”. E, rivolgendosi al diretto interessato: “Questo premio lo dovresti avere: spero che France Football possa risarcirti”.

La rivista francese non ha ancora dato segnali di voler accogliere l’appello del fuoriclasse argentino, tuttavia, proprio la scorsa settimana, sono stati ufficializzati alcuni nuovi parametri che, sin da subito, determineranno l’assegnazione del più importante trofeo individuale. Queste nuove regole vanno, sicuramente, nella direzione proprio di Lewandowski … ma anche del Karim Benzema delle ultime tre stagioni. Vediamo perché:

  • L’arco temporale preso in considerazione riguarderà la stagione calcistica, ovverosia da agosto fino a luglio, piuttosto che l’anno solare che va dal primo gennaio al 31 dicembre. A questo proposito, il caporedattore di France Football Pascal Ferré ha dichiarato: “Questa è l’occasione per dare nuovo slancio al premio. Sino a ieri giudicavamo i giocatori su due mezze stagioni. In questo modo la scelta sarà più comprensibile”.
  • Le prestazioni individuali avranno un peso specifico maggiore rispetto alle performance collettive nel corso della stagione. Nella valutazione di un calciatore candidato alla vittoria finale trovano, comunque, uno spazio significativo le vittorie dei trofei con club o nazionale e anche il senso del fair-play. Limitatamente alla stagione 2021/2022, il focus dei giurati sarà il rendimento in Champions League e alle qualificazioni ai Mondiali delle prossime settimane, dal momento che i Mondiali di Qatar 2022 non si disputeranno come di consueto in estate ma nel corso degli ultimi due mesi dell’anno – quando il Pallone d’Oro sarà stato già assegnato da due mesi circa –, pertanto nella stagione 2022-23.
  • Il numero dei giudici votanti sarà corposamente ridotto, con una giuria di cento elettori – ovvero i rappresentanti dei migliori cento paesi del ranking FIFA – a fronte dei 170 degli anni precedenti.

L’ultimo Pallone d’Oro è stato particolarmente discusso, con Lionel Messi ad aggiudicarselo ai danni proprio di Lewandowski, oltre che dell’azzurro ex Napoli Jorginho e di Benzema, con quest’ultimo ai piedi del podio. In questa stagione all’ombra della Tour Eiffel, il bilancio di Messi, invece, non è dei più incoraggianti in vista di un’ottava vittoria del trofeo, date le “sole” 11 marcature e le 11 assistenze tra club e nazionale. Anche il bilancio dello stesso PSG non fa ben sperare, con il club che è rimasto in corsa solo per vittoria, peraltro quasi scontata, della Ligue 1.

Sono certamente altri i calciatori che, a suon di gol, di assist e di conquiste di club, si stanno seriamente contendendo la palma di miglior calciatore del mondo per la stagione corrente. Proviamo ad elencarli:

  • Robert Lewandowski fino ad ora ha messo a segno 48 reti tra Bayern Monaco e nazionale polacca, con anche 4 assist all’attivo e soli due cartellini gialli subiti. Il bomber polacco ha già messo in bacheca una Supercoppa tedesca, con tanto di doppietta nel match disputato contro il Borussia Dortmund e, inoltre, detiene il primato nella classifica dei marcatori sia della Bundesliga che della Champions League. Per quanto riguarda i Mondiali, con la sua Polonia Lewandowski si è qualificato alla finale dei play-off con vista Qatar, a causa dell’estromissione della Russia, la squadra che i Polacchi avrebbero dovuto affrontare nelle semifinali.
  • Meno corposo il bottino dell’Etoile Karim Mostafa Benzema, ma solo in fatto di gol. Il francese, tra Blancos e Bleus, ha, finora, timbrato il cartellino 37 volte con, tuttavia, 13 assistenze ai compagni tra Liga (di cui è capocannoniere), Champions e Supecoppa del Rey, trofeo che, come il suo rivale Lewandowski, ha già fatto suo, con tanto di rete nella finale contro l’Athletic Bilbao. Segna, invece, “uno” il conto dei gialli al passivo, con un solo cartellino in una sfida con la Francia finita 8 a 0 contro il Kazakistan. A proposito dei Campioni del Mondo: oltre alla certezza della loro presenza nel prossimo Mondiale, i Francesi possono vantare anche la conquista della Nations League, nella finale dello scorso 10 ottobre vinta per 2 a 1 contro la Spagna, con il 9 del Real autore del gol del momentaneo pareggio.
  • Chi, come i due precedenti campioni, sta trascinando il suo club in questa stagione è Mohamed Salah. L’Egiziano – che in meno di due mesi ha perso ai rigori una finale di Coppa D’Africa contro il Senegal di Koulibaly, e vinto, sempre ai rigori, la finale di Coppa di Lega contro il Chelsea – ha finora messo a referto 30 gol e 11 assist tra Liverpool e Nazionale, con un solo cartellino giallo al passivo. Con 20 reti Salah è il capocannoniere indiscusso della Premier League, competizione in cui il suo Liverpool è ancora in corsa, così come in tutte le altre e con le Aquile d’Egitto, il prossimo 25 marzo, si giocherà l’accesso ai Mondiali qatarioti, ancora una volta contro i rivali acerrimi del Senegal.

Non è detto che il prossimo calciatore a sollevare il Pallone d’Oro sia uno di questi tre, anche perché il nuovo regolamento non specifica che tutto debba “ridursi” ad una mera questione di gol e assist. Per quello, d’altronde, c’è già la scarpa d’oro. Come potremmo, ad esempio, dar torto a chi pronosticasse un Modric-bis, data la stagione, fin qui eccezionale, del Professore croato, che vanta numeri elevatissimi per il suo ruolo, ad esempio il’90% di passaggi riusciti? E se a vincere, invece, fosse un pezzo pregiato della scuderia Guardiola del Manchester City? L’impressione è che la vittoria della Champions League possa ritornare ad essere un discrimine notevole nella votazione, come non lo è ormai da molti anni. A tal proposito, dunque, non sarebbe giusto estromettere tutti quei calciatori che, pur non avendo ad oggi i numeri individuali di Lewandowski, Benzema e Salah, puntano comunque a scrivere la storia del loro club mettendo, al contempo, il loro nome nel libro sacro del Fùtbol.

Fonte foto: pagina ufficiale Twitter di France Football