Portici, lo sfogo di Ragosta: “Paghiamo certe scelte disciplinari, c’è troppa inflessibilità. E sulla salvezza…”

Non una giustificazione, quanto uno sfogo quello del patron del Portici, Lorenzo Ragosta, ai microfoni di Campania nel Pallone. Il presidente dei vesuviani, comunque contento del Portici fotografato con l’attuale classifica, s’è esposto a commentare fattori extracalcistici e gestione disciplinare delle ultime gare disputate dalla squadra di Sarnataro: “Cito soltanto numeri: la prossima giornata ci mancheranno ora Russo, ora Calvanese, ora Manfrellotti, e se devo ricostruire le motivazioni che hanno portato a questo credo che gli arbitri debbano capire la gestione delle partite. Portici ultimamente non è un ambiente caldo, e le partite possono persino sembrare poco agonistiche. In un clima tranquillo ci sono di seguito sei ammonizioni ripetute a calciatori: già i falli sono, a mio parere, al limite, se poi inseriti in un contesto di un tranquillo clima partita, un arbitro, prima di estrarre un secondo cartellino, dovrebbe pensarci su due volte – ha sottolineato Ragosta, che in cinque anni di presidenza mai ha sentito il bisogno di esporsi su provvedimenti disciplinari sul terreno di gioco. Chiaro che non si suppone nulla, ma a volte pare esserci quasi una sorta di accanimento nei confronti di un ambiente e una società che da un punto di vista di accoglienza e signorilità non ha niente da invidiare a nessuno”.

La situazione, poi, è spesso diversa anche quando il Portici viene accolto in trasferta: “Vorrei dire pure che quando andiamo in trasferta, non siamo proprio accolti con rose e fiori. In campo accetto anche partite molto accanite, ma fuori dal campo accetterei un’accoglienza al limite della decenza. Ci sono spesso ambienti ostili, arbitri oppressi da tifoserie ed ambiente”. A ciò si aggiunge l’assenza del tifo organizzato: “Sembra quasi di giocare in campo neutro. Nulla da togliere alla tifoseria che si reca al San Ciro, ma, se ci fossero gli ultras, si trascinerebbero dietro altra parte dei sostenitori azzurri. Il peso dell’assenza si sente eccome, ed è assurdo pensare che in atmosfere ovattate all’improvviso ci si ritrovi con uno o due calciatori in meno. È un qualcosa di incredibile. E la partita l’avete vista, non mi pare fosse da tutte quelle ammonizioni”. Infine, tirando le somme sul Portici, a dieci giornate dalla fine: “Se faccio la fotografia alla classifica fredda, sono soddisfatto di questa squadra. Però, aggiungo, nelle ultime tre partite abbiamo perso con l’Aversa e pareggiato una partita oggi che si poteva, undici contro undici, stravincere. C’è molto rammarico perché a questo punto della stagione saremmo potuti essere già salvi. Paghiamo queste scelte disciplinari. Io ho sempre profondo rispetto per la classe arbitrale, ma rimango stupito da certi cartellini sventolati così facilmente. Non vedo aggiunge Ragosta – il metro di valutazione della partita. In una gara in cui ci sono così tanti falli non si può essere così inflessibili perché si rischia di stravolgere. In undici contro undici l’avremmo vinta”.