Il Personaggio Granata – Fazio: un nome, una garanzia…

Piove, anzi grandina sul prato dell’Arechi. Una tempesta si scatena durante Salernitana-Torino, ma ancor di più nella testa di Federico Fazio che, dopo aver causato il fallo in area di rigore su Belotti, poi trasformato dall’attaccante della Nazionale, commette una seconda ingenuità, una trattenuta in un zona non particolarmente insidiosa che gli vale il secondo giallo e, di conseguenza, l’espulsione. Tra pioggia e nervosismo il difensore granata abbandona il campo, così come le speranze di salvezza sembrano abbandonare la tifoseria campana. Ma d’altronde errare è umano, e lo sbaglio commesso contro il Torino non può certamente oscurare una carriera interessante come quella di Federico Fazio.

Dal germanico Frithurik, il nome Federico, tra i vari significati, può assumere quello di “signore che protegge”, “potente protettore”. Insomma, un nome ideale per un difensore.
Nonostante sia nato a Buenos Aires il 17 marzo del 1987, le origini di Fazio sono italiane, poiché il nonno materno è siciliano, mentre quello paterno è addirittura di una frazione di Camerota, in provincia di Salerno.

Ma gli inizi come calciatore avvengono con la maglia del Ferro Carril Oeste, una squadra bonaerense, con cui esordisce in Primera B Nacional, la seconda divisione del calcio argentino, e con cui riesce a siglare tre reti in quarantotto presenze, contro C.A.I., Atlético Rafaela e Belgrano.

Nel 2007, all”età di vent’anni, passa nella filiale del Siviglia, ovvero il Siviglia Atlético, con cui vince anche il campionato di Segunda Divisiòn B, conquistandosi dunque l’interesse della prima squadra. Proprio la compagina andalusa sarà la squadra con cui totalizzerà il maggior numero di presenze e quella con cui vincerà più trofei. Il primo, arrivò proprio nella sua prima stagione con i rojiblancos, ovvero la Supercoppa di Spagna conquistata contro il Real Madrid di Cannavaro e Raùl. In quell’occasione, la formazione di Juande Ramos prima batté i madrileni per 1-0 al Ramón Sánchez-Pizjuán, poi espugnò il Bernabéu con un rocambolesco quanto emozionante 5-3.

Ma il 2007 si rivela un anno magico per l’italo-argentino, che otterrà anche il successo nel Campionato mondiale Under-20 disputato in Canada con l’Albiceleste, squadra che detiene tra l’altro il record di vittorie nella competizione. Il difensore classe ’87 ha però ancora fame di vittorie, e nell’anno seguente, ottiene anche la medaglia d’ora con la Nazionale Under-23 nelle Olimpiadi disputate a Pechino.

In Liga però, il Siviglia di Fazio alterna stagioni di alto livello ad altre quasi da dimenticare, non riuscendo mai ad andare oltre il terzo posto in sette stagioni, e concludendo il campionato due volte in nona posizione, ovvero nel 2012 e nel 2013. Se tuttavia i nervionenses non riusciranno mai a vincere la massima serie spagnola durante la permanenza di Fazio in Andalusia, è pur vero che altri tipi di soddisfazioni, nazionali e internazionali, non mancheranno: infatti nel 2010 arriverà il successo in Copa del Rey al Camp Nou contro l’Atletico Madrid, grazie alle reti di Capel e Jesus Navas, mentre nel 2014 la compagine spagnola, allora allenata da Unai Emery, conquistò alla lotteria dei rigori l’Europa League contro il Benfica, aggiudicandosi il torneo per la terza volta nella sua storia.

Dato l’ottimo lavoro svolto tra le mura del Pizjuán, il Tottenham sborsa ben dieci milioni per assicurarsi le prestazioni del giocatore argentino che però, sotto la guida di Mauricio Pochettino, non rispecchierà le aspettative sul suo conto: sono infatti trentadue le presenze con la casacca degli spurs, ma sono purtroppo zero sia le sue marcature con il club inglese, sia i trofei conquistati, senza poi considerare la sconfitta in finale di Capital One Cup contro il Chelsea di Mourinho.

Nel 2016 ritorna in prestito al Siviglia, giusto in tempo per aggiungere al suo palmarès la vittoria di una seconda Europa League, ottenuta ai danni del Liverpool di Klopp con un 3-1 al St. Jakob Park di Basilea (anche se in questo caso, Fazio non disputò né la finale, né le due gare di semifinale contro il Valencia, giocando soltanto il match di andata dei sedicesimi contro il Molde e la gara al San Mamés contro il Bilbao, valida per la prima partita dei quarti).

Dopodiché, inizia con la Roma il suo periodo in Italia: non è il favorito nelle gerarchie di Spalletti, e le sue prime due presenze contro il Porto in Champions e contro l’Udinese in campionato, arrivano da subentrato. Ma a poco a poco, il difensore argentino conquisterà la titolarità, segnando sia in Europa League nella sfida contro l’Astra Giurgiu, sia in Serie A contro Fiorentina e Bologna. Le prestazioni del Comandante, come viene definito dai giallorossi, convincono anche Di Francesco, che lo schiera titolare in coppia con Manolas. La stagione 2017-2018 sarà indimenticabile per i lupi, che concluderanno il campionato al terzo posto e che arriveranno in semifinale di Champions, dopo aver realizzato ai quarti una clamorosa quanto storica remuntada sul Barcellona di Messi e Suarez.

Il campionato 2018/2019 non è però equiparabile rispetto ai suoi primi anni, nonostante tocchi le cento presenze con la Magica e nonostante la rete nel derby vinto contro la Lazio. Anche durante la gestione di Fonseca, Fazio avrà qualche problemi a conquistare la titolarità in campionato e, nella stagione 2021/2022, viene definitivamente messo ai margini della rosa da Mourinho.

Un difensore esperto, abile nel colpo di testa e con grande leadership. Il profilo ideale per una squadra come la Salernitana, che decide di acquistarlo e di affidargli subito la titolarità in difesa. L’avvio non è facile, come dimostrano i pareggi contro Spezia e Genoa, la disfatta per 5-0 a San Siro o la sconfitta menzionata prima col Toro. Ma non può piovere per sempre, e questo Fazio lo sa bene, considerando il suo goal a Marassi che è stato l’inizio delle tre vittorie consecutive della Salernitana, traguardo mai raggiunto dai campani in Serie A. In una giornata di sole al Ferraris, Fazio ha cercato di allontanare i nuvoloni che da inizio stagione stanno perseguitando i granata.

D’altronde, se il nome Federico significa “potente protettore”, il cognome Fazio, che deriva dal latino Bonifatius, può significare “che ha un buon destino”. E in un momento come questo, per tentare a raggiungere una salvezza che appare impossibile, servono proprio forza, potenza e un pizzico di fortuna. Serve, insomma, Federico Fazio.

fonte foto: sito ufficiale U.S. Salernitana 1919