Portici, parola allo staff: le dichiarazioni sull’onda dell’entusiasmo salvezza

Al termine della sfida contro il Trapani, la sala stampa del “San Ciro”, è stata ‘invasa’ dallo staff azzurro, per commentare a caldo una vittoria che ha il sapore speciale di salvezza. A parlare ai microfoni di Campania nel Pallone, sono intervenuti Vincenzo Petriccione, fisioterapista e responsabile dell’area medica, Giovanni Sarnataro, collaboratore tecnico dello staff e il Team Manager, Angelo Iodici. A prendere per primo parola è stato il fisioterapista, nell’impressione che viva il calcio in maniera intensa a bordo campo. Sul tipo di stagione che, dal punto di vista atletico, il Portici ha dovuto affrontare: “Sull’inciso iniziale sì, sono da cinque anni a Portici e vivo di Portici. Per me è più una fede che un lavoro. Sugli infortuni quest’anno siamo andati meglio, mentre nei primi anni di Covid era un’impresa rispettare tutte le misure sanitarie. Quest’anno abbiamo avuto pochissimi infortuni muscolari, ma tanti infortuni traumatici: è segno che la squadra dà tutto in campo, e su questo lavoriamo cercando di ottimizzare i tempi di recupero”. Avere uno staff medico alle spalle è sicuramente un valore aggiunto, ma può pesare più di quanto si pensi: “Facendo una statistica, almeno 6-7 punti in più sono frutto di uno staff medico buono, nell’ottica di un lavoro di prevenzione e lavoro degli infortunati”.

La parola, poi, è passata a Giovanni Sarnataro, collaboratore tecnico dell’allenatore dei vesuviani, il quale s’è espresso sul processo di crescita della squadra e sulla personalità del mister: “Sono la parte meno diplomatica dello staff (ride, ndr). Il mister è camaleontico, ha mille sfaccettature e a calarsi nella parte gestendo e interpretando bene le diverse fasi di gara. È la sua migliore qualità. Questo si rispecchia nella maggior parte dei risultati: potevamo certo fare di più, ma credo che abbiamo fatto un ottimo campionato. La forza del mister sta nel fatto che la squadra cerca sempre di giocare e di imporre il proprio gioco. Ci si diverte perché si vede giocare una squadra con interessanti trame di gioco e possesso palla”. Su quanto manca per fare il decisivo salto di qualità: “Qualcosina si può ancora limare, credo che per fare arrivare all’apice del processo di crescita manchi il 10%. A vincere sul campo è sempre una squadra, ma credo che manchi poco all’obiettivo”.

Infine, l’ultimo ad esprimersi è stato il Team Manager, Angelo Iodici, pronto a commentare l’unione all’interno della rosa allestita nel corso della stagione: “La squadra è partita da zero, l’anno scorso abbiamo perso importanti elementi. All’inizio non è stato facile creare un gruppo che, però, nel girone di ritorno è uscito alla grande. Oggi l’abbiamo dimostrato con l’assenza di due centrali importanti; non spetta a me dirlo, ma credo che, anche con Stallone adattato, abbiamo fatto un’ottima partita. C’è una grande unione nei calciatori e nello staff, i risultati sono figli di queste collaborazioni”. Sulla stagione che verrà e sull’importanza della continuità: “Sicuramente partire ogni volta da zero, con staff e squadra, è più complicato perché c’è da mettere in preventivo un periodo di conoscenza. Sarebbe importante partire con gran parte dello staff e della squadra, a me farebbe certamente molto piacere”. Infine, sul clima che si vive in panchina: “Col passare degli anni si prova sempre a gestire i propri stati d’animo, ma diventa sempre più difficile (ride, ndr) specialmente per chi, come me è di Portici ed è in primis tifoso del Portici, ma anche di chi è adottivo come Vincenzo (Petriccione). A volte ci si lascia un po’ andare, ma a gara finita si torna tranquilli”. Infine, la soddisfazione più grande nella vittoria contro la Cavese: “È stata la vittoria più bella, anche mediaticamente ha avuto un grande risalto in città. C’era tanto entusiasmo per la grande tifoseria che abbiamo ospitato. Quella vittoria ci ha dato la spinta necessaria per arrivare ad ottenere altri risultati importanti”.

Foto: Portici 1906