Il Personaggio Granata – Gyömbér: ad un’ora dal miracolo

Non mollare“, “Combattiamo fino alla fine“, “Si continua a lottare.

Anche nel calcio, i social hanno avuto il loro devastante impatto, e capita frequentemente che un calciatore scelga di usarli per festeggiare un traguardo raggiunto, per chiedere scusa alla tifoseria dopo un errore o una sconfitta o, come in questo caso, per mostrare la propria volontà di non arrendersi di fronte alle avversità. Ed è stato con queste frasi così dirette, sincere, che suonano quasi come una promessa, che Norbert Gyömbér, difensore della Salernitana, ha voluto commentare sul proprio profilo Instagram i successi ottenuti dalla formazione campana negli ultimi giorni, i quali hanno accresciuto di molto le possibilità dei granata di restare in Serie A nella prossima stagione.

Norbert Gyömbér nasce a Revùca, città slovacca nella regione di Banskà Bystrica, il 3 luglio del 1992. I primi calci ad un pallone vengono dati già all’età di cinque con le giovanili della squadra della sua città natale, con la quale resta fino ai quattordici anni. Successivamente verrà poi prelevato dal settore giovanile del Dukla Banskà Bystrica, esordendo poi in prima squadra il 1 ottobre 2011, nella sconfitta per 2-0 sul campo del Ružomberok. Ma la sua avventura nella Superliga slovacca durerà soltanto due stagioni, una conclusa al quinto posto e l’altra al nono, con un totale di cinquanta match disputati tra campionato e coppa e zero goal siglati.

Nel 2013 ha inizio la sua carriera in Italia, precisamente nel Catania di Maran, reduce da una stagione di altissimo livello che aveva visto gli etnei chiudere il campionato in ottava posizione. Nonostante le buone aspettative sul club siciliano, le due stagioni di Gyömbér al Catania si rivelano però entrambe catastrofiche: infatti la formazione rossazzurra conclude il campionato al terzultimo posto con soli trentadue punti, venendo quindi retrocessa in Serie B, mentre nella stagione 2014/2015, pur essendo il Catania favorito per la vittoria finale, le cessioni di pilastri come Bergessio, Lodi, Barrientos e Maxi Lopez, unite ai vari infortuni che colpiranno il gruppo squadra (lo stesso Gyömbér giocherà appena nove partite), avranno il loro effetto, con la salvezza che arriverà soltanto all’ultima giornata. Quel Catania venne poi accusato di aver truccato delle partite e, di conseguenza, il 20 agosto venne retrocesso in Lega Pro per decisione del Tribunale Nazionale della FIGC.

L’unica soddisfazione per il centrale slovacco negli anni in Sicilia fu probabilmente la sua prima, e per ora unica, marcatura in Serie A, nel match giocato al Massimino contro il Napoli di Benìtez. La gara finì 4-2 per i partenopei, ma Gyömbér, con i suoi 189 cm e con la sua grande elevazione, mise a segno un bel goal di testa da calcio d’angolo, il suo primo da professionista.

Dopo l’anno in cadetteria, il classe ’92 viene poi acquistato dalla Roma di Garcia con la formula del prestito con diritto di riscatto. In quella stagione, in cui al tecnico francese subentrò poi Spalletti, la Roma arrivò terza in classifica, ma Gyömber collezionò soltanto sei presenze e centodiciotto minuti con i giallorossi. Tuttavia, i tifosi romanisti sicuramente lo ricorderanno per il coro a lui dedicato, ispirato dal brano “YMCA” dei Village People.

Anche la stagione 2016/2017, passata in prestito al Pescara, non sarà benevola con il giovane Norbert: Oddo lo farà esordire alla prima gara stagionale, ovvero in Coppa Italia contro il Frosinone, match vinto dagli abruzzesi per 2-0, e lo utilizzerà anche in Serie A, dandogli molto più minutaggio rispetto a quanto lo slovacco ne avesse alla Roma. Ciononostante, a causa di vari screzi con i suoi compagni e con il tecnico, Gyömber verrà poi ceduto durante la sessione di mercato invernale, venendo acquistato dal Terek Groznyj, compagine russa militante in Prem’er-Liga, ovvero la massima divisione di calcio in Russia. Ma nemmeno con la squadra cecena riuscirà a lasciare il segno, disputando appena dieci partite.

Il 31 agosto 2017 ritorna in Serie B, per giocare con la casacca biancorossa del Bari, allenato dal campione del mondo nel 2006 Fabio Grosso. Con i galletti il difensore ritrova una sorta di continuità, giocando ventotto partite di campionato e siglando anche la sua seconda rete da professionista, nonché la prima in Serie B, ancora una volta da palla ferma: la sfida era Bari-Perugia, valida per la 40°giornata e terminata 3-1 per i padroni di casa, e ad aprire le danze fu proprio un’incornata potente e precisa dello slovacco dopo una punizione battuta da Balkovec. Il Bari concluse poi la stagione in sesta posizione ma, a causa di alcuni ritardi con i pagamenti, subì una penalità di due punti, perdendo la possibilità di giocare i play-off in casa e venendo poi eliminato dal Cittadella.

E proprio quel Perugia contro cui si era sbloccato in cadetteria ebbe la volontà di acquistarlo: due stagioni per Gyömbér con gli umbri, condite da cinquantaquattro presenze e un goal, sempre con la specialità della casa, ovvero il colpo di testa, messo a segno nella quattordicesima giornata contro il Pescara, sua ex squadra. Ma anche l’esperienza con i grifoni non è durata molto, poiché dopo un’annata sufficiente, conclusa con la sconfitta al primo turno dei play-off contro il Verona, ne seguì una tremenda, con la retrocessione in Serie C dopo la sconfitta ai play-out.

La sua storia non è però solo liti tra compagni, panchine e retrocessioni. Infatti, nel 2020 viene acquistato dalla Salernitana di Castori, il quale lo posiziona subito come pilastro della difesa granata. Nel corso della stagione, il tecnico marchigiano effettuerà dei cambiamenti alla formazione, sia riguardanti il modulo, sia riguardanti la scelta dei titolari. Ma in retroguardia vi è una certezza con la ventitré sulle spalle, di nome Norbert Gyömbér, che disputa trentacinque partite su trentotto, riuscendo a formare una solida coppia difensiva con Bogdan e a portare la Salernitana alla conquista del secondo posto e della sua terza storica promozione in Serie A.

Nel massimo campionato Castori si affida praticamente sempre a lui che, per un lungo periodo di tempo, si afferma come il calciatore con più respinte difensive. Ma l’arrivo di Colantuono prima, e l’acquisto di Dragusin e Fazio poi, influenzano di molto il minutaggio in stagione dello slovacco, usato molto meno rispetto alla stagione precedente. Eppure lui, da professionista esemplare, ha aspettato e lavorato sodo con Nicola, scavalcando nuovamente le gerarchie e divenendo imprescindibile per la retroguardia campana, come dimostra la prestazione da sette e mezzo in pagella contro l’Atalanta. E se ora la Salernitana spera di poter giocare due stagioni in Serie A consecutivamente per la prima volta nella sua storia, è anche merito suo.

Un antico proverbio arabo dice: “Non arrenderti, rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo“. Come dimostrano le frasi sul suo profilo Instagram, Norbert Gyömbér non ha intenzione di arrendersi, come del resto non ha mai fatto in carriera. E allo stesso modo deve agire la Salernitana che, nella prossima sfida col Cagliari, dovrà continuare a lottare, perché il miracolo, ovvero la salvezza, come non mai dista poco più di un’ora. Novanta minuti, per l’esattezza.

fonte foto: sito ufficiale U.S Salernitana 1919