Juve Stabia, accordo per la ristrutturazione del debito. Il presidente Langella: “Siamo il fiore all’occhiello del calcio italiano”

Sono giorni fondamentali per la Juve Stabia. Dopo la delusione per il mancato accesso ai play-off di Serie C che ha fatto seguito alla penalizzazione di due punti in classifica, il club guidato dalla famiglia Langella ha raggiunto un accordo per l’azzeramento della posizione debitoria nei confronti dell’Erario e con essa, dunque, il rischio di non iscriversi al prossimo campionato. Due giorni fa, infatti, il Tribunale di Torre Annunziata ha approvato il piano ristrutturazione del debito formalizzando un accordo senza eguali. Una vittoria su tutta la line per la Juve Stabia e, in particolare, del presidente Andrea Langella e suo fratello, il socio Giuseppe Langella.

Nella giornata di ieri, nella sala stampa del Romeo Menti, i fratelli Andrea e Giuseppe Langella, con il vicepresidente D’Elia e, infine, l’amministratore Polcino, hanno inaugurato con una conferenza questa nuova stagione, fornendo tutti i dettagli su questa vittoria epocale avvenuta al di fuori del rettangolo verde e ponendo, inoltre, le prime basi per questa nuova stagione calcistica che è alle porte.
Queste, le parole d’apertura del presidente Langella:

“Un’anno fa presi due impegni: quello di dare vita ad un’oasi calcistica in questo paese e di supportare mio fratello Giuseppe per quanto riguarda le scelte di campo. Posso dire che entrambi gli obiettivi, oggi, sono da considerare raggiunti. Da oggi possiamo dirci orgogliosi di chiamarci Juve Stabia e una vittoria così testimonia che siamo un fiore all’occhiello del calcio italiano.
Chiedo a tutti di rispettare la nostra famiglia. La Juve Stabia non è fallita grazie al sottoscritto, che ha sposato il progetto nonostante sapesse dei debiti e del rischio retrocessione che c’erano all’epoca. Grossi meriti vanno dati anche a mio fratello che, subentrando due anni fa ha salvato la squadra. Oggi la squadra è stata salvata di nuovo, per la terza volta, dal momento che i nostri debiti sono stati ridotti magistralmente al lumicino. Ringrazio: i nostri fornitori che sono imprenditori di tutto rispetto, pressoché locali, la Curva Sud che non ci ha mai abbandonato, gli staff tecnici di Novellino e Sottili che ci sono stati vicini. Vogliamo uscire da un’idea territoriale e andare di più verso una dimensione europea”.

Alle sue parole hanno fatto seguito l’appello alla gente Stabiese rivolto, del socio Giuseppe Langella e dal vicepresidente D’Elia, a stare ancora di più al fianco della società per inseguire il sogno promozione. A chiudere il momento introduttivo le parole dell’amministratore unico Polcino, ad esporre i nuovi piani societari con una disponibilità ad ascoltare qualsiasi input e critica proveniente dalla piazza a dimostrazione di un tentativo concreto di avvicinamento del club al territorio.
Di seguito, le dichiarazioni della dirigenza alle domande dei giornalisti presenti:

Fino a qualche giorno fa eravate come dei naufraghi alla ricerca dell’Isola che non c’è. Oggi vi sentite come l’autore di una pagina bianca ancora da scrivere?

“Oggi siamo felici perché è successa una cosa che rimarrà nella storia recente della Juve Stabia. Abbiamo vissuto attimi di scoramento e depressione e gli influssi che venivano da fuori non erano buoni. Poi abbiamo ottenuto questa vittoria unica e rara che ci rende un modello. La situazione che abbiamo vissuto fino a poco fa non ci garantiva un futuro e in quella situazione ci sono quasi tutti con molti club che non ce la fanno più. Il nostro lavoro di risanamento non è finito ma il grosso è stato risolto e l’impegno portato a termine. È una cosa bella per Castellammare e la Juve Stabia. Devo ringraziare il dottor Polcino, con cui è nato un grandissimo sodalizio”.

Si prevede per il futuro un allargamento societario o pensate di rimanere sempre da soli, come famiglia Langella, a capo del club?

“Chi vuole contribuire economicamente è ben atteso da noi. La nostra è una società a scopo di perdita e non a scopo di lucro ma il sogno mio e della gente deve ancora continuare a vivere. Chi vorrà aiutarci sarà accolto con un tappeto rosso”.

In chiave sportiva: dopo le scadenze di maggio si penserà ad individuare un nuovo direttore sportivo ed un nuovo allenatore?

“Da stasera in poi discuteremo con tre o quattro direttori sportivi per arrivare poi alla scelta di un profilo in linea con le nostre idee e a partire da lui ad un nuovo allenatore”.

Alla luce di questo risultato storico, quanto è determinato il club ad andare quanto più in alto è possibile e, soprattutto, quanto è determinato a farlo facendo crescere i giovani sulla falsa riga di quanto si sta facendo tutt’ora?

“I giovani sono importanti per il nostro progetto ma in generale per la nostra nazione, dato il triste periodo che stiamo vivendo. Il nostro progetto è più per i giovani che per i calciatori blasonati. Il nostro progetto è per coloro che sudano la maglia e che lavorano sposando la causa. Abbiamo bisogno di un mix, di giovani e meno giovani che vengono valorizzati. Quest’anno abbiamo fatto un grande lavoro con Stoppa ma anche per la Sampdoria che ne detiene il cartellino. Non vogliamo essere un luogo di passaggio per i calciatori”.

Al netto di un gruppo squadra che c’è e dei casting che sono imminenti, ci sono dei valori tecnici, tattici e temperamentali da cui partirebbe volentieri nella prossima stagione?

“Sicuramente. È la prima cosa. Quest’anno ce l’abbiamo messa tutta ma in trasferta siamo venuti a mancare in molte occasioni. Sarà un primo grande argomento di discussione con il nuovo allenatore. Chiederemo alla squadra di sudare la magia, di credere al nostro progetto per non dover fare rivoluzioni spesso e senza fare voli pindarici. Il campo poi darà i risultati. Noi cercheremo di far stare bene i calciatori ma ci aspettiamo attaccamento alla causa Juve Stabia”.

In foto, da sinistra: il vicepresidente D’Elia, il presidente e il socio Andrea e Giuseppe Langella, l’amministratore Polcino

Video: pagina ufficiale YouTube Juve Stabia