Pagellone Salernitana 2021/2022: i voti di mister Nicola, centrocampisti e attaccanti

Il 14 maggio si disputava al Castellani la penultima di campionato tra Empoli e Salernitana, con Perotti che si fece ipnotizzare da Vicario, sbagliando un rigore dopo circa cinque anni. Da quel momento si sono susseguiti la “dolce” sconfitta contro l’Udinese per 4-0, il rinnovo di Nicola, l’addio di Sabatini e l’arrivo nella dirigenza granata dell’ex Napoli Morgan De Sanctis. A più di un mese ormai dal termine della Serie A, sembra però opportuno analizzare con lucidità la stagione della compagine granata, capace di realizzare un’impresa a dir poco miracolosa. Avendo già parlato della retroguardia campana, in questa pagella l’obiettivo è soffermarsi sul rendimento di centrocampisti e attaccanti, senza ovviamente tralasciare il tecnico Davide Nicola.

CENTROCAMPISTI

Zortea 6 – Il ventiduenne prelevato dall’Atalanta ha avuto qualche occasione per mettersi in risalto, come dimostra anche la splendida rete da subentrato siglata contro il Bologna che, a conti fatti, è valsa un punto di un’importanza stratosferica. Tuttavia, pur essendo un giocatore duttile, utilizzabile in vari ruoli e in varie zone del campo, non è mai stato un giocatore chiave, complice anche l’ottima stagione di Mazzocchi e Ranieri. La giovane età però lascia molte aspettative su di lui per la prossima stagione.

Kechrida 5 – Anche per lui la concorrenza con Mazzocchi, vera sopresa del mercato di gennaio, è stata fatale dal punto di vista del minutaggio. Va però evidenziato che le sue prestazioni precedenti all’acquisto del difensore ventiseienne non fossero eccelse: spesso la compagine granata soffre sulla corsia di destra nella prima parte della stagione, con il tunisino che frequentemente si rivela il peggiore in campo. Le buone prestazioni contro Napoli e Atalanta non valgono la sufficienza.

Obi 5 – A differenza dei primi due calciatori menzionati, i quali per la prima volta hanno calcato i campi del massimo campionato italiano, il giocatore nigeriano poteva contare, prima del suo approdo a Salerno, ben centotredici presenze in Serie A. Dunque, ci si aspettava che un centrocampista della sua esperienza potesse dare una grande mano al reparto, che però inizia a produrre gioco soltanto dopo l’acquisto di Ederson e Bohinen.
Schierato come esterno mancino, centrale o, in occorrenza, come trequartista, non è mai stato incisivo, nonostante comunque le ventuno presenze.

Mamadou Coulibaly 6 – Forse le nove gare giocate sono troppo poche per giudicare la sua stagione, costellata da una serie di problemi. L’ex Udinese, al centro del progetto di Castori sia nella passata che in questa stagione, è partito subito bene nel massimo campionato, siglando una rete all’esordio contro il Bologna nella sconfitta per 3-2 al Dall’Ara, e realizzando contro il Verona la rete del 2-2, dopo che gli scaligeri avevano siglato due goal in appena ventinove minuti. Il suo omonimo gli ruba la scena nella seconda metà di stagione, ma il voto gli viene affidato per le sue capacità e per la speranza che il club granata ripone in lui per il prossimo futuro.

Kastanos 6 – Egli è già il primo cipriota ad aver mai giocato in Serie A, dopo la presenza con la maglia della Juve nel 2019. In questa stagione si toglie lo sfizio anche di diventare il primo giocatore nato in Cipro a siglare una rete in massima serie: la sua meravigliosa punizione contro il Verona dalla distanza ha portato i campani a vincere il loro primo match del 2022, permettendo di dare speranza ad un ambiente demoralizzato. Grandiosa e da elogiare anche la splendida giocata che porta al rigore, e al conseguente vantaggio, contro il Cagliari all’Arechi. Nonostante la giovane età e la poca esperienza, riesce sempre a dare manforte al reparto offensivo. Tuttavia, pare che il prossimo anno non farà parte delle fila granata, bensì ritornerà dal prestito alla Juve.

Capezzi S.V – Pur avendo dato un enorme contributo nella passata stagione in Serie B, in questo campionato non lo si vede praticamente mai in campo, rendendo quindi impossibile l’assegnazione di un voto.

Lassana Coulibaly 6,5 – A differenza di quanto detto riguardo al suo omonimo e a Capezzi, Lassana Coulibaly è praticamente una certezza tra le fila granata, come dimostrano le 30 presenze in stagione. Pur non essendo riuscito a segnare nemmeno una rete in stagione, il centrocampista maliano è stato in grado di non far rimpiangere l’infortunato Mamadou Coulibaly a suon di prestazioni di alto livello, condite da recuperi e pressing sugli avversari a tutto spiano. Anche nella deludente prestazione da parte della Salernitana contro l’Udinese, è uno dei pochi a lottare e a non mollare fino al triplice fischio, il quale sancirà la storica salvezza granata. Salvezza che, probabilmente, sarebbe stata più difficile da ottenere senza di lui.

Di Tacchio 5,5 – La sua prima stagione in Serie A, considerando quello che la Salernitana è riuscita a fare nella seconda metà di campionato, sarebbe da incorniciare. Tuttavia, se non si considera l’intero gruppo squadra ma esclusivamente il singolo giocatore, non si può dire altrettanto: il cuore e la grinta non si discutono, ma non nascondono le difficoltà e i limiti di un centrocampista che, come già ricordato, ha giocato prevalentemente in cadetteria. È d’obbligo però menzionare la sua maturità e l’attaccamento alla casacca granata, dal momento che, in una situazione complicata, forse la più complicata della stagione, si fa da parte, senza fiatare, anteponendo il bene del collettivo al proprio.

Schiavone S.V. – Anche su di lui, date le poche presenze, non ci sarebbe molto da dire. Tuttavia, la rete siglata al Penzo alla scadere, che è valsa la prima vittoria in trasferta per i campani, è stata sicuramente fondamentale ai fini della classifica, oltre ad essere simbolo di una squadra che ha sempre lottato fino all’ultimo respiro.

Radovanovic 6 – Tra i famosi “dieci acquisti” di Sabatini effettuati nel mercato di gennaio, non è certamente quello più esaltato dai tifosi. Ed infatti, nonostante sia un giocatore navigato, nonché esperto della Serie A, a centrocampo non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale; ma la musica cambia quando Nicola ha la brillante idea di schierarlo nella difesa a tre con Fazio e Gyomber: da quel momento in poi, la retroguardia granata acquisisce un’altra faccia, e in un mese circa (dal 16 aprile fino al 14 maggio), la Salernitana subisce sette goal. Numeri impressionanti, se si considera che sette reti la formazione granata li aveva incassati nelle prime due partite di campionato: il club campano perse contro il Bologna per 3-2 e contro la Roma per 4-0. E parlando proprio dei giallorossi di Mourinho, sembra giusto ricordare anche la sua perla su calcio di punizione all’Olimpico, che fece letteralmente esplodere il settore ospiti occupato dai granata.

Bohinen 6,5 – Il vichingo classe ’99 giunto dallo CSKA Mosca ha disputato appena undici partite con la compagine di Nicola, ma l’impatto che la sua presenza in campo riesce a dare al centrocampo granata è devastante: la sua visione di gioco si sposa alla perfezione con gli inserimenti di Ederson, i suoi lanci a cercare la spizzata di Djuric diventano un classico della Salernitana, per non parlare della classe e della disinvoltura dimostrata col pallone tra i piedi. Presumibilmente anche nel prossimo campionato sarà il metronomo nella zona mediale del campo e chissà che non possa addirittura diventare un crack.

Ederson 7 – Su di lui hanno messo gli occhi il Paris-Saint Germain, l’Inter e il Napoli. Capire il perché non è assai difficile: il brasiliano arrivato dal Corinthians, fin dalle sue prime apparizioni, dimostra colpi interessanti, ma diviene totalmente imprescindibile per Nicola nel corso della stagione: viene affiancato a Bohinen e L.Coulibaly, dando vita ad una triade solida, rapida, repentina nei movimenti e nelle scelte di passaggio. Inoltre, pur avendo disputato la metà dei match giocati da Coulibaly, riesce comunque a siglare due reti contro Sampdoria e Atalanta. Quella contro gli orobici mette in luce le sue capacità offensive e la sua agilità, ma il vero eurogoal è quello messo a segno a Marassi quando riceve palla sul lato mancino del centrocampo, partendo in progressione verso la porta, evitando la marcatura di Ferrari e battendo Audero col mancino, il piede meno educato. Sabatini non molto tempo fa lo etichettò come un giocatore da grande club. La speranza della tifoseria è però che il giovane nato a Campo Grande rimanga nella provincia campana ancora per un bel po’.

ATTACCANTI

Lys Mousset S.V. – Al momento del suo arrivo viene immediatamente schierato titolare nel nuovo undici di Colantuono, ma a fine stagione saranno appena sei le gare disputate con la Salernitana. Quasi nulla da poter menzionare, a parte l’assist a Zortea nella gara casalinga contro il Bologna, pareggiata 1-1.

Mikael S.V. – Pure su di lui, considerando il fisico statuario e la giovane età, si creano immediatamente delle aspettative, che non vengono però rispettate. Poche presenze per lui e un palo contro l’Udinese, materiale insufficiente per esprimere un giudizio sulla sua stagione.

Ribéry 6,5 – Campioni si nasce, non si diventa. E quando si parla di Franck Ribéry, non si vuole menzionare soltanto le doti funamboliche, la precisione nei passaggi, l’imprevedibilità e la duttilità nelle varie zone del campo, ma anche la leadership e l’autorevolezza. Certo, il talento del francese è indiscutibile, come è indiscutibile che il meglio di sé ormai lo ha già dato (lo scorso 7 aprile l’esterno ha spento ben trentanove candeline). Ma, nonostante ciò, attraverso la sua esperienza e soprattutto attraverso i suoi piedi, l’ex Bayern e Fiorentina ha saputo trasmettere alla squadra -in special modo ai giovani- quella voglia di non arrendersi e di combattere che tanto utile si è rivelata nel corso della sua carriera ricca di trofei e successi. E a questi si aggiunge ovviamente anche l’aver portato una miracolosa salvezza ad una formazione che aveva concluso la prima parte del campionato con appena otto punti.

Djuric 7 – Il bosniaco aveva disputato soltanto una stagione nella massima divisione italiana, col Cesena nella stagione 2014/2015. Eppure, il suo apporto alla squadra è fondamentale per la conquista del traguardo: cinque i goal siglati, tra cui uno contro il Genoa poi retrocesso, due contro squadra di metà classifica quali Verona e Sassuolo e due contro Fiorentina e Milan, che all’Arechi non sono riuscite a trovare la vittoria. Quando segna Djuric, la Salernitana non perde mai, ma il suo contributo non si ferma certo alle marcature, poiché il numero 11 granata riesce sempre ad avere la meglio nei duelli aerei, cercando frequentemente la sponda per i compagni accorrenti, come dimostra l’assist per Ederson a Bergamo contro l’Atalanta. Un giocatore forse sottovalutato, che riesce a sfruttare le proprie carte al meglio, soprattutto il colpo di testa, che sarà protagonista di quattro delle sue cinque reti. Un gigante trascinatore, su cui sembra aver messo gli occhi anche il Napoli di Spalletti.

Vergani S.V. – Per quanto riguarda il ventunenne nato a Segrate, sono sei le partite giocate, in cui però non riesce a mettersi in mostra. Magari nella prossima stagione, con un pizzico di esperienza in più, crescerà anche il suo minutaggio o il posto nelle gerarchie di Nicola.

Verdi 6,5 – Esordire siglando una doppietta su calcio di punizione non è da tutti. La dieci sulle spalle non gli pesa affatto e, seppure non mancheranno delle dichiarazioni leggermente polemiche per un suo mancato schieramento in determinate situazioni, quando entra in campo risulta spesso decisivo, come dimostrano i goal vittoria contro Udinese e Venezia. Ci sono ancora indecisioni sul suo futuro, dal momento che il suo contratto è in scadenza nel 2023, ma forse Iervolino farà qualche sforzo in più per un giocatore che ha dimostrato in campo con le sue abilità di tiro e tecnica, e fuori, con messaggi d’amore per i tifosi, che tiene alla maglia e al progetto. Da sottolineare l’esultanza sfrenata dopo la rete del 2-1 contro i lagunari, prova di quanto gli sia stata a cuore la causa della Salernitana.

Perotti 4,5 – Una valutazione così bassa deriva certamente dalle aspettative su questo giocatore. La carriera del “monito” Perotti era un bel biglietto da visita per la tifoseria campana, esaltata dall’arrivo dell’argentino. Nonostante ciò, non solo non riesce mai a regalare prestazioni simili a quelle viste nei suoi trascorsi alla Roma e al Genoa, ma addirittura fallisce un rigore contro l’Empoli al Castellani sul punteggio di 1-1. Ovviamente i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli, ma da uno specialista come Perotti, autore di un solo errore fino a quel momento dagli undici metri, uno sbaglio così non ce lo si aspetta, specie se si considera che sarebbe potuto costare estremamente caro alla compagine di Nicola.

Bonazzoli 7,5 – Dulcis in fundo, il pistolero Bonazzoli, miglior marcatore della stagione per la Salernitana. Con dieci reti in stagione (dodici, se si considera la doppietta realizzata nel match di Coppa Italia contro la Reggina) l’attaccante ex Inter è diventato il terzo giocatore di sempre ad andare in doppia cifra con la casacca granata in Serie A: prima di lui c’erano riusciti solo Di Vaio e Merlin. È lui l’autore della prima rete in granata (il rigore trasformato al Dall’Ara), ed è sempre lui l’autore dell’ultimo goal messo a segno dei campani (siglato in rovesciata al Castellani contro un super Vicario). Inizio e fine di un percorso che non sempre lo ha visto al top o tra i titolari, ma che lo ha reso certamente protagonista della rimonta granata. Passeranno alla storia la sforbiciata contro il Milan campione d’Italia, la rete da rapace d’area contro la Fiorentina o la conclusione al volo sul primo palo contro il Cagliari. Da leader silenzioso ed umile, Bonazzoli è stato il vero trascinatore di questa squadra e, anche se ormai sembra destinato all’addio, le sue mani volte ad emulare un mitra resteranno sempre un dolce ricordo per la Salernitana e per i suoi tifosi.

ALLENATORE

Nicola 8 – E chi poteva ricevere il voto più alto se non “mister salvezza” Davide Nicola. Ciò che era stato in grado di fare con Crotone e Torino non gli era bastato, ed è per questo che il tecnico piemontese ha deciso di mettersi alla prova ancora una volta con una sfida pressoché impossibile. Stando alle statistiche, le possibilità di salvezza della Salernitana erano ferme al 7%. Egli ha raccolto una squadra a pezzi, totalmente demoralizzata e, se pure con qualche ferita, è stato in grado di spronare ogni calciatore a disposizione, di trovare un legame armonico tra i giocatori e tra i reparti, ed ovviamente i risultati non hanno tardato ad arrivare. Nicola ha più volte fatto esperimenti sul modulo e sui calciatori ma, una volta capiti i punti di forza della sua formazione, ha trovato il giusto equilibrio, riuscendo a mettere in difficoltà anche squadre insidiose come Atalanta e Fiorentina, per non parlare del più volte menzionato pareggio contro il Milan, il quale resterà tra i momenti più alti della stagione granata. Il 3-5-2 con Radovanovic in difesa, la linea centrale formata da Bohinen in cabina di regia e con Ederson e Coulibaly ai suoi lati ha portato enormi miglioramenti alla fase difensiva, mentre la scelta di mettere Mazzocchi a crossare dalla destra per cercare la zuccata di Djuric si è rivelata spesso una mossa vincente in chiave offensiva. A differenza dei suoi predecessori, Nicola è parso più in simbiosi con i suoi ragazzi e con la tifoseria, e le corse intorno allo stadio alla fine del match contro l’Udinese sono l’esempio lampante di un uomo che fin dall’inizio credeva di poter agguantare questo storico risultato. Un traguardo così incredibile che probabilmente trascende il mondo calcistico e sportivo e che dovrebbe quasi essere modello per tutti coloro che nella loro vita si lasciano travolgere dagli eventi negativi senza nemmeno provare a reagire. Certo, il tempo di adagiarsi sugli allori è finito e, dal momento che Nicola ha firmato un biennale, la Salernitana ed il suo allenatore devono iniziare a prepararsi per la prossima stagione, che non sarà per nulla semplice. Ma, stando a quanto visto, l’allenatore nato a Luserna San Giovanni non sembra per nulla spaventato dalle imprese difficili.

fonte foto: sito ufficiale U. Salernitana 1919