Pagellone Salernitana 2021/2022: i voti di portieri e difensori. Non poche insufficienze

Una stagione piena di momenti critici, di lacrime, di paure, ma anche simbolo di rinascita, volontà d’animo e di unione. Quest’anno non sarà facilmente dimenticato dalla tifoseria granata, che ha visto i propri beniamini compiere un qualcosa di totalmente inaspettato, riuscendo ad agguantare la salvezza alla 38° giornata.


Ma un’impresa del genere deve essere analizzata fin nei minimi dettagli, ed è per questo che nelle prossime righe seguiranno la pagella e dei giudizi su alcuni membri della rosa campana, nello specifico di portieri e difensori. Nei prossimi giorni non mancheranno anche i commenti su centrocampisti, attaccanti e sul mister Nicola.

PORTIERI

Sepe 7 – Viene acquistato nel mercato di gennaio da Walter Sabatini, dopo essere stato messo ai margini dal Parma in seguito all’arrivo di Buffon. Ma nonostante il periodo di inattività, appena arrivato a Salerno sale in cima alle gerarchie, divenendo il portiere titolare. Pur essendo l’estremo difensore dei granata, riesce a dimostrare una certa abilità col pallone, che mette in risalto anche la sua carismatica personalità. Senza di lui, la Salernitana ha subito ben nove sconfitte con più di due reti subite in stagione, mentre con lui tra i pali una totale debacle è arrivata soltanto in occasione della partita con l’Inter. Sempre attento sul proprio posizionamento e sicuro nella parata in presa, per non parlare del modo in cui ha incitato i propri tifosi sui social, dimostrando di averci creduto fin dal primo momento, senza mai fare un passo indietro

Belec 5 – Nonostante l’ottima stagione in Serie B che aveva permesso alla Salernitana di raggiungere la seconda posizione e la promozione, uno rendimento simile non si scorge anche in massima serie. Nelle prime tre di campionato subisce ben undici reti e, seppure si rende autore di buoni interventi, non riesce ad amministrare bene la linea difensiva. Un solo clean sheet in stagione contro il Genoa, peggior attacco della Serie A. Per l’ultima gara Sepe si infortruna, e lui ha la grande occasione di potersi regalare una serata da protagonista ma, pur parando un rigore a Deulofeu, non riesce ad evitare il poker dei friulani, che non ha influito sulla classifica solo per il pareggio del Cagliari a Venezia.

Fiorillo S.V. – Solo due partite in stagione per il terzo portiere granata, ma sei le rete subite in totale: oltre alla disfatta contro l’Inter all’Arechi per 5-0, l’ex Sampdoria subisce anche la rete di Ekuban nel match di Coppa Italia che vale l’eliminazione dei granata dalla competizione. Due gare risultano comunque troppo poche per decretare un giudizio sulla sua annata.

DIFENSORI

Ruggeri 6 – Tanta grinta per questo ragazzo classe 2002 preso in prestito dall’Atalanta, che alla prima partita stagionale, ovvero la sfida di Coppa Italia contro la Reggina, serve un assist di esterno per Bonazzoli. Castori dunque lo schiera titolare anche in campionato, dove dimostra corsa e destrezza in entrambe le fasi di gioco. Tuttavia, un infortunio, il primo vero della sua carriera, lo tiene fuori dal campo per un bel po’, ma nella prossima stagione avrà una nuova opportunità di mostrare il suo valore. L’età d’altronde è nettamente dalla sua parte.

Paweł Jaroszyński 5 – Come avvenuto anche a Vid Belec, se nella scorsa stagione il suo apporto si era rivelato assolutamente importante, in questa annata il contributo è pressoché nullo. Per un giocatore non nuovo alla Serie A e con la possibilità di essere schierato sia come terzino che come esterno sinistro e, in caso di necessità, anche di centrale di difesa, ci si poteva probabilmente aspettare qualcosa in più.

Strandberg 5,5 – Dopo un esordio praticamente disastroso con un’espulsione al 34′ di gioco nella sconfitta per 3-2 alla prima di campionato, le sue prestazioni subiscono un miglioramento, che lo rendono l’unico vero baluardo della retroguardia granata nella prima parte della stagione. Sfortunatamente è poi vittima di un brutto infortunio nel match dell’Olimpico contro la Lazio giocato a novembre, e da allora non rientrerà più in campo. Seppure non possa essere ritenuto tra gli eroi della stagione, va comunque elogiato il suo impegno e il suo duro lavoro in un momento in cui l’intero mondo crollava addosso ai granata.

Veseli 5 – Essere chiamati in causa quando vi sono problemi di classifica, di infortuni e con una grande incognita sul futuro della società non deve essere semplice per nessuno. Sta di fatto che il difensore albanese non è riuscito a ritagliarsi il proprio spazio, lasciando spazio agli acquisti giunti nella provincia campana nella seconda parte di campionato.

Ranieri 6,5 – Riprendendo il discorso affrontato poc’anzi, a lui viene preferito inizialmente Ruggeri, che poi nel corso della stagione dovrà restare fermo ai box. E il giovane Luca non si lascia sfuggire questa chance. Schierato sia come terzino in una difesa a quattro, sia come esterno mancino in un centrocampo a cinque. Non ha importanza per l’ex viola, che dà sempre l’anima in campo, togliendosi anche lo sfizio di siglare la sua prima marcatura in Serie A nel match dell’Arechi contro l’Empoli. La prossima stagione sarà interessante scoprire, in caso di riscatto del giocatore, se vi sarà un ballottaggio con Ruggeri sulla corsia di sinistra o se Nicola potrà cambiare modulo per non privarsi di nessuno dei suoi gioiellini.

Gyömbér 6 – Il voto conferito al difensore slovacco potrebbe essere ritenuto il risultato della media aritmetica tra la prima e la seconda parte di questo campionato: con Castori e Colantuono infatti, Gyömbér appare un pesce fuor d’acqua, facendosi spesso saltare sul posto e non trovandosi in armonia con i compagni di reparto. Non stupisce che Sabatini punti dunque ad un doppio acquisto in difesa durante il mercato di gennaio, prelevando Fazio dalla Roma e Dragusin dalla Juventus. Ma se il “comandante” diventa insostituibile per il tecnico piemontese, il difensore rumeno, dopo sole sette partite, perderà la titolarità proprio a favore dello slovacco. Forse il sentirsi rimpiazzato gli avrà fatto scattare qualcosa, o forse l’essere fiancheggiati da un giocatore carismatico come Fazio avrà dato i suoi frutti. In ogni caso, nel finale di campionato Gyömbér sfodera della prestazioni di altissimo livello, su cui spicca quella al Gewiss Stadium contro l’Atalanta.

Gagliolo 4,5 – Considerando le aspettative riposte in lui dal mister Castori, la valutazione finale non può che essere insufficiente. Mai determinante, troppo spesso in difficoltà. E le sue esperienze con le casacche di Parma e Carpi (centoventicinque presenze in Serie A prima di approdare a Salerno) non giocano certo a suo favore. La sua esperienza avrebbe dovuto fornire maggiore sicurezza al reparto, ma i suoi errori sono costati parecchi punti alla compagine granata. La buona gara del Bentegodi, forse momento di rinascita dei campani, non basta per considerare la sua annata soddisfacente.

Fazio 6,5 – Messo ai margini della squadra da Mourinho, fa parte anche lui della campagna acquisti effettuata da Sabatini a gennaio. La partenza è da dimenticare, considerando che procura il rigore del pareggio per lo Spezia nel suo match d’esordio. Anche nelle gare successive, risulterà quasi goffo nella lettura di determinate occasioni, come avviene nel match contro il Torino in cui procurerà il rigore dell’1-0 e in cui si farà espellere per doppia ammonizione. Ma, dopo aver ingranato la marcia, diventa il perno della difesa, riuscendo anche a trovare su calcio d’angolo il goal del vantaggio contro la Sampdoria a Marassi. Sarà la prima di tre vittorie consecutive (traguardi importante se si considera che il club granata non aveva mai ottenuto tre successi di fila in Serie A). Vince quasi ogni duello areo, dando l’anima in campo e spronando i compagni a fare meglio. Gyömbér può confermare.

Dragusin 5,5 – È stato acquistato nel mercato di gennaio dalla Juventus per sopperire ai limiti tecnico-tattici del reparto difensivo, divenendo immediatamente titolare. Tuttavia, dopo appena cinque gare disputate dal 1′ minuto, in seguito a prestazioni alquanto anonime, come già affermato, viene scavalcato nelle gerarchie da Gyömbér, il quale poi resterà nelle grazie di Nicola fino al termine della stagione insieme a Fazio e a Radovanovic. Un’opportunità mancata dal giovane difensore rumeno, che però, qualora continuasse anche nella stagione ventura il suo percorso con i campani, avrebbe tutte le carte in regola per riguadagnarsi un posto da titolare-

Mazzocchi 7 – Tra le più grande sorprese della stagione. In una sessione di mercato in cui erano stati acquistati giocatori come Verdi, Fazio e Perotti, un terzino ventiseienne prelevato dal Venezia con solo diciotto partite in massima serie sulle spalle non può essere certamente accolto come un grande colpo. Eppure, fin dalle prime presenze con la casacca granata “Pako” dimostra una rapidità, una resistenza e una duttilità fuori dal comune. Le sue galoppate sulla fascia destra hanno messo in seria difficoltà parecchi terzini di Serie A, tra cui anche Theo Hernandez, come possono dimostrare i goal subiti dai campioni d’Italia contro la formazione di Nicola all’Arechi. Maglia sempre sudata, sempre pronto a coprire in difesa, sempre pronto a crossare e cercare le sponde di Djuric in attacco. Una vera e propria manna dal cielo per Nicola e i suoi.

Delli Carri S.V. – Esattamente come Fiorillo, non è possibile giudicare il suo contributo in campo, considerando l’esiguo numero di presenze (cinque partite in totale, di cui tre da titolare e due da subentrato). L’augurio è quello di riuscire a farsi notare nella prossima stagione, considerando che anche in questo caso parliamo di un ventiduenne che ha ancora una lunga carriera davanti a sé.

fonte foto; sito ufficiale U.S. Salernitana 1919