Portici, Sarnataro: “Giusto accontentarsi del pari, sembrava una giornata no. E sulla mentalità…”

Il tecnico del Portici, Savio Sarnataro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Campania nel Pallone, al termine del pari maturato nel derby contro la Palemese. “Questo è uno dei momenti in cui occorre guardare il bicchiere mezzo pieno e il bicchiere mezzo vuoto – ha esordito l’allenatore. Fino al 40′ ho visto una grande squadra che avrebbe meritato il vantaggio all’intervallo per poi gestire il match nella ripresa. Poi, però, in quattro minuti siamo stati capaci di tirar fuori tutta la nostra ingenuità, regalando una punizione laterale, non marcando su un cross lento e regalando un calcio di rigore. Quando poi rientri sul terreno di gioco, dopo aver fatto un gran primo tempo ed essendo consapevole dei tuoi errori – sottolinea Sarnataro – senti come se le certezze venissero meno. Cerchi di palleggiare, subisci ulteriormente un rigore e non riesci a pareggiare. Poi il pari nel finale: è giusto accontentarsi del pari in quella che sembrava una giornata storta“.

Una stagione che certamente non sarà facile, ma che, invece, nasconde non poche insidie: “Dobbiamo accettare le nostre difficoltà del momento, così come i nostri pregi, e riconoscere che la strada è in salita”. Sui nuovi acquisti: “Hanno fatto bene, ma c’è bisogno di maggiore cattiveria. Nel primo tempo siamo andati al tiro 7-8 volte, e bisognerebbe farlo con maggior furore. Dobbiamo essere più furbi e con un pizzico di ‘cazzimma’ in più”. Sulle difficoltà che la squadra ha trovato nel coinvolgere meglio le punte: “Stiamo vivendo un buon momento, ma sono d’accordo sul fatto che c’è bisogno di fare qualcosa di più là avanti, e cercare di andare a riposo con un punteggio favorevole. Siamo una squadra nuova, rifatta da capo, che è partita tardi: questo non per trovare scuse – premette il tecnico – ma per sottolineare che laddove non ci si arriva con gambe e qualità, ci si arriva con furbizia e mentalità“.

Sulla duttilità, la posizione di Coquin e l’alternanza in regia: “Coquin è un calciatore di forza, quindi più campo ha e più riesce a muoversi al meglio. Per me può giocare ovunque, ma deve avere fiducia in sé nell’osare. Play? Nel mio gioco è un ruolo fondamentale, ma in questo momento dobbiamo capire ancora qual è il nostro metronomo, quindi in alcuni momenti della gara ci si suddivide i compiti”. Infine, sulla situazione della squadra in merito alla propria idea di gioco e al processo di crescita: “Siamo ancora lontani dal gioco che vogliamo fare, partire in ritardo ti penalizza e ti condiziona il mercato. Non dobbiamo fare voli pindarici, non dobbiamo illuderci e non dobbiamo abbatterci. È normale dover lavorare molto perché siamo ancora agli inizi, ma – conclude l’allenatore della cittadina all’ombra del Vesuvio – dobbiamo fare uno sprint, specialmente sotto il punto di vista mentale. Perché laddove non ci arrivano le gambe, ci arriva la testa”.