Il mister Angelantonio Galluccio, al termine di Ponte ’98-Cimitile, match terminato 3-1 per i granatieri, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Campania Nel Pallone. Ecco le sue parole:
Mister, il Cimitile è sceso in campo con un undici titolare insolito, come mai ha scelto di fare questi cambiamenti?
“Abbiamo deciso di fare alcune modifiche alla formazione iniziale rispetto alle ultime gare, sia per fare turn-over e far riposare giocatori affaticati, come Barbarello, sia per cause più specifiche, come la giornata di squalifica di Di Benedetto e l’infortunio di Gaetano. Anche per quanto riguarda la sistemazione dei calciatori sono stati apportati dei cambiamenti, ed infatti Sena ha giocato centralmente, mentre Albertini e l’under Vellella sono stati spostati ai lati. Marulli e Del Sorbo hanno poi giocato sulle fasce, con il tandem Alfieri-Tirri in cabina di regia e Ricchiuti e Di Meo in attacco”.
Nonostante la poca esperienza, alcuni giocatori più giovani hanno comunque saputo sostituire egregiamente membri importanti all’interno della rosa. Lei cosa ne pensa?
“Sono molto contento per i due 2004 Vellella e Sirignano, che non solo hanno giocato, ma che hanno messo loro la firma sul 3-1 finale, il primo avendo segnato, il secondo avendo fornito l’assist. Tuttavia, in un momento simile della stagione, è importante che la rosa sia al completo, e speriamo dunque di riacquistare la migliore condizione al più presto”.
Come giudica in toto la prestazione dei granatieri?
“È stata una buona partita, siamo partiti subito col piede giusto, creando molte occasioni. Va però sottolineato che gli avversari nel corso della gara hanno avuto molti problemi: infatti, alcuni giocatori del Ponte ’98 entrati nella ripresa hanno riscontrato degli infortuni, e se a ciò si aggiunge che uno di loro è stato anche espulso, si può ben immaginare che l’ultimo quarto d’ora ci ha visti in pieno controllo del gioco. Siamo felici per il risultato, ma c’è ancora tanto da lavorare, soprattutto in vista della prossimo incontro col Forza e Coraggio”.
