Portici, Sarnataro: “Contro la Casertana decisivo l’approccio. Non saremo l’agnello sacrificale”

Alla vigilia della sfida contro la Casertana, valevole per la 31^a giornata di serie D-girone G e in programma domani allo stadio San Ciro (ore 15.00), il tecnico del Portici, Savio Sarnataro, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Campania nel Pallone, commentando la delicata gara contro la corazzata di e la situazione altrettanto delicata in classifica successiva al pari di Pomezia: “Non dovevamo fare a meno di calciatori come Di Gennaro e Maranzino, ed è stato un peccato non poterci giocare le chances al completo; non c’è stata, anche in quella partita, quel pizzico di fortuna che a volte serve – chiarisce il tecnico relativo principalmente all’arbitraggio. Non mi hanno convinto le scelte del direttore di gara, ma è parte del gioco. Ho la sensazione che senza quel calcio di rigore dubbio, che l’arbitro non ci ha neanche saputo spiegare, avremmo portato a casa la partita”. Nonostante un pari (risultato che forse è servito poco ad entrambe), dopo il Pomezia l’atteggiamento non è cambiato: Lavoriamo come chi crede fortemente nella salvezza, cercando di dare il massimo senza ritenerci morti. C’è da battagliare fino alla fine con i denti, nella consapevolezza, però, che è si tratta di un’annata sotto una cattiva stella. Domani in una partita così determinante, siamo ancora rimaneggiati negli uomini cardine – e sottolinea Sarnataro che non si tratta di una scusante, quanto della realtà effettiva. Maranzino ha la febbre da Pasqua, mentre Riccio ha avuto una ricaduta nell’infortunio, oltre a Senese e Nocerino squalificati. È una salita ripida, ma questo non ci abbatte, e ispiace quando ci accorgiamo che il massimo che stiamo dando oggi può non bastare”.

Sulla sfida contro la Casertana di domani: “Portiamo sul campo sempre le nostre idee nell’intenzione di fare la gara nel migliore dei modi, ma bisogna tenere in conto delle mancanze che abbiamo. Su quattro difensori due non ci sono: bisognerà gestire meglio gli under in alcune zone del campo. Non penso ad un assetto difensivo, ma a far punti; sicuramente, però, ci sono state gare in cui dovevamo essere meno spregiudicati”. Sulla mancanza di fortuna: “Quest’anno non ci ha degnato di uno sguardo, sembra sempre di dover pagare un conto alla fine. S’è fatto i conti con infortuni particolar e con squalifiche per diversi motivi, oltre a decisioni arbitrali che potevano ‘penalizzare’ gli altri piuttosto che noi”. La fortuna, però, va allenata: “Forse non siamo stati bravi a solleticarla, ma a volte in un campionato bravura e fortuna si equivalgono, e questo non ci è capitato”. C’è un aspetto determinante della sfida di domani: Nella gara di domani sarà decisivo l’approccio, e spero sia come quello avuto a Pomezia, con maggiore consapevolezza e rabbia nel gestire la partita. Dare la sensazione di non essere l’agnello sacrificale, ma di essere una squadra più tosta di quanto si possano aspettare. Questo può aiutare a trovare fiducia e motivazioni per provare anche a battere un avversario così forte. Difesa a quattro? Domani può essere una opzione avendo due centrali fuori rispetto alla difesa a tre”.

Tornando alla salvezza: “L’importante è arrivare all’obiettivo, anche attraverso la porta secondaria dei playout. La mia carriera dice che nel corso anche di alcuni playoff sia andata bene, questo può essere un vantaggio – non si nasconde Sarnataro che, però, precisa. Sarebbe meglio evitare eventualmente le campane, anche per preservare il calcio della nostra regione. Non ci importa la squadra che affronteremo o quando l’affronteremo, vogliamo a tutti i costi raggiungere l’obiettivo. Sulla condizione mentale della squadra: “Chi ci ha visto allenare, ha potuto notare che non siamo allo sbando, che ci alleniamo in un determinato modo e che cerchiamo di organizzarci al meglio. Avremmo avuto bisogno di qualche partita in più per consolidare certi meccanismi; questa squadra, messa insieme come avrei voluto, ha poche partite nelle gambe. In alcuni momenti abbiamo tirato di più la corda per alcuni, e questo ci ha condizionato. Più tempo passa e più, insieme, avrebbero potuto trovare una condizione atletica migliore”. Infine, una precisazione d’obbligo: “Ora siamo tutti concentrati sulla salvezza del titolo sportivo, ma qualora dovesse arrivare ci sarà un’altra finale: capire il titolo a livello societario che fine farà, quale sarà il suo destino. Il Portici ha come obiettivo all’orizzonte una doppia finale”.